Becco Alto d'Ischiator (2996 m)
[Da Besmorello / Bagni di Vinadio, Valle Stura]


Dati

Difficoltà: F
Dislivello: 1366 m
Tempi: 4.15 (ufficiali 4.30, ma la differenza è nel tratto per raggiungere il Rifugio Migliorero, e dipende da dove si lascia l'auto).
Data escursione: agosto 2007



Accesso

Da Cuneo o Borgo San Dalmazzo seguire le indicazioni per il Colle della Maddalena, e risalire la Valle Stura fino all'abitato di Vinadio. Poco oltre l'abitato, a Pianche, prendere sulla sinistra la deviazione per Bagni di Vinadio (1305 m).A Bagni si trascura la strada che prosegue sul fondovalle, per continuare sull'asfalto in salita a destra, passando in mezzo alle case del paese e raggiungendo la borgata di Besmorello (1415 m, fontana). Da qui la strada diventa sterrata, quindi passa su un ponte in muratura che scavalca un rio, e poco oltre incontra una catena che sbarra l'accesso alle auto (1630 m, a circa 4 km da Bagni).



Itinerario

Lasciata l'auto, si prosegue a piedi sullo sterrato, che risale fino ad un bellissimo pianoro erboso solcato da corsi d'acqua, attraversato da vari ponticelli, ormai già in vista del Rifugio Migliorero che si raggiunge facilmente da un bivio volgendo per un sentierino a sinistra (2100 m) (1.30 dalla catena).
Va trascurato, poco prima del rifugio, il sentiero (paline) che a destra sale al Passo di Rostagno (leggi l'escursione, ove si trovano anche foto di questa prima parte del percorso).
Il sentiero dal rifugio prosegue diritto, attraversando il pianoro ove si trova il Lago Inferiore di Ischiator, e inizia a risalire il vallone, dopo aver lasciato a sinistra la deviazione (paline) per il Passo di Laroussa (leggi l'escursione).
In moderata salita si porta sotto una bastionata rocciosa, raggiungendo un bivio ben segnalato da paline (2295 m, 0.40 dal Rifugio, 2.10 dalla partenza): continuando diritto sul sentiero si va al Corborant ed al Passo Ischiator; a destra invece è il nostro sentiero per il Becco Alto d'Ischiator, che la palina dà assai ottimisticamente a soli 1.30 da qui.
Si prende quindi a destra, su un sentiero ben tracciato e ben segnalato con tacche rosse, che sale dapprima sulla destra, poi traversa sulla sinistra, portandosi su un costolone dal quale è possibile scorgere i due laghetti mediani di Ischiator.
Ci troviamo sul bordo di una conca pietrosa, e alzando gli occhi, sulla sinistra, appare in alto un evidente intaglio, che è il Passo di Laris (foto 1). Per raggiungerlo occorre seguire sempre i segni rossi e gli ometti, quindi ad un bivio che si incontra di lì a poco va trascurato il ramo di sinistra (traccia evidente ma non segnata) per prendere a destra.
Il sentiero risale ripido sulla destra, poi traversa al centro della conca e con percorso sempre ripido ma assolutamente non difficile risale al centro il canalone di pietre ed erba (foto 2) e, dopo aver toccato un ex ricovero militare (2690 m, credo utilizzabile in caso di emergenza), giunge al Passo di Laris (2757 m, 1.45 dal Rifugio, 3.15 dalla partenza).
Dal Passo, che mette in comunicazione il vallone dell'Ischiator con quello del Piz, si apre la vista sulla Comba di Laris, di solito innevata, e appare evidente anche la prima parte del percorso di salita verso la vetta (foto 3). Naturalmente da qui in poi le cose sono leggermente più complicate, ma il percorso, ben tracciato, è interamente segnato con tacche rosse, credo abbastanza recenti, e questo è indiscutibilmente un bell'aiuto.
Dal Passo si perde quota di almeno una ventina di metri per scendere nella Comba di Laris (foto 4), che è il punto in cui arrivano anche gli escursionisti che salgono dal Rifugio Zanotti con l'altra "normale" .
La Comba di Laris di solito è innevata, e in tal caso richiede (a quanto pare) parecchia attenzione. Si traversa allora proprio sotto le Rocce Tessaris (si vede benissimo anche dal passo una grande lapide bianca, a ricordo del maggiore Tessaris e degli altri due alpini travolti da una valanga nel febbraio 1940)(ancora foto 3).
Noi però non abbiamo visto l'ombra di neve e allora abbiamo seguito l'evidente traccia che sale gli sfasciumi in obliquo verso destra. Poi ancora per tracce e sfasciumi risale diritta per incontrare una specie di cengia che sale questa volta verso sinistra.
Si segue questa cengia assai ampia aiutandosi in vari punti con le mani per superare i punti di roccette più ripidi, ma a parte la fatica per la "ginnastica", non c'è nessuna esposizione (foto 5).
Più oltre, la traccia sale di nuovo ripida a zig zag per tracce e roccette fino a guadagnare un ampio pendio detritico sottostante il castello della vetta (foto 6).
Si risale questo pendio - sempre guidati dalle tacche rosse - e ci porta proprio sotto il castello sommitale, che si supera nuovamente arrampicandosi per roccette (nessun problema), passando nei pressi di un piccolo rudere militare, e finalmente si guadagna la vetta (1.00 dal Passo di Laris, 2.45 dal Rifugio Migliorero, 4.15 dalla partenza).
Dalla vetta il panorama è superbo. Bellissimo e vicinissimo il Corborant (foto 7); si ha proprio sotto di noi il grande lago di Rabuons, il più grande lago naturale delle Alpi Marittime (da qui il nome che il Becco Alto d'Ischiator ha per i francesi, Grand Cimon de Rabuons). Verso ovest/nord-ovest Tenibres, Ubac e tutte le vette delle Marittime. A nord l'inconfondibile Rocca La Meja. Verso SE spicca naturalmente l'Argentera. La novità del panorama rispetto ad altre vette vicine, almeno quelle da me visitate, è però la vista di infilata di tutta la Valle Stura. Nella mia ignoranza non avevo mai saputo che la cima che si erge sull'orizzonte di chi risale la Valle Stura è proprio il Becco Alto!



Commento

Le guide "CAI - TCI" e "In Cima" classificano quest'escursione come "F", e io mi attengo a tale valutazione perché effettivamente in più punti occorre risalire le roccette usando le mani.
Tuttavia io personalmente ho incontrato difficoltà modeste, e quindi mi sembra di poter dire che - naturalmente in assenza di neve - tale classificazione come "alpinistica facile" sia più formale che rispecchiante le difficoltà oggettive incontrate. D'altronde ogni classificazione ha dei limiti e delle contraddizioni; su questo sito ci sono delle escursioni "EE", come ad esempio la Cima Paganini (leggi l'escursione), che sono "oggettivamente" solo delle "EE" eppure globalmente più impegnative del Becco Alto d'Ischiator.
La segnaletica precisa e il percorso sempre ben tracciato, inoltre, non lasciano adito a dubbi sulla via da seguire, e questo rende ancora più "accessibile" questa elegante montagna (foto 8).





Bibliografia

E.Montagna, L.Montaldo, F.Salesi
Alpi Marittime, vol II, CAI-TCI, Milano, 1990
(in questa pagina citato abbreviato come: "CAI/TCI")

M.Bruno
In cima. 73 Normali nelle Alpi Marittime, vol I, Blu Edizioni, Peveragno, 2001
(in questa pagina citato abbreviato come: "In Cima")




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