da Busalla a Pegli (traversata)

[Passo della Bocchetta - pendici sud M.Taccone - Prou Perseghin - Passo di Prato Leone - Prou Renč - Colla di Praglia - colle Pratorado - pendici M.Penello - Pegli]



Dati

Difficoltŕ: E
Dislivello: 700 m, con saliscendi per altri 820 m circa
Tempi:
Miei: complessive 9.10
Ufficiali: le paline in loco danno 2.15 da Busalla al Monte Leco e 8.00 dal Passo della Bocchetta a Pegli
Data escursione: maggio 2008



Premessa

Lunga traversata appenninica con arrivo al mare, che si svolge in gran parte (circa 19 km) sul percorso dell'Alta Via dei Monti Liguri, e sul sentiero europeo E1 (che parte da Flensburg, estremo nord della Germania)



Accesso

Per il tipo di escursione si consiglia di raggiungere Busalla in treno (sulla linea Genova-Milano e Genova-Torino)



Itinerario

Dalla stazione ferroviaria di Busalla (357 m) girare a sinistra verso il centro paese; dopo qualche centinaio di metri, dalla parte opposta della strada, una palina indica la via per il monte Leco (dato a 2.15; segnavia: XX gialle).
Si prende la stradina asfaltata che sale tra villette e che, divenuta mulattiera, sale gradatamente con belle viste sulla valle Scrivia e gli appennini (foto 1).
Passando nel bosco, arriva (0.40)(510 m circa) ad intersecare una strada asfaltata nei pressi di alcune case, prima di reimmettersi nel bosco e raggiungere in breve, nei pressi del Bric Montaldo, l'Alta Via dei Monti Liguri (1.00)(595 m circa).
Si segue da ora in poi il tracciato dell'Alta Via (foto 2), che percorre fedelmente una strada sterrata, in graduale salita nel bosco. Ogni tanto si aprono viste sulla lontana Val Polcevera e, ancora più lontano, si intuisce il mare.
Dopo un'altra ora di cammino l'AV si congiunge con il sentiero che viene da Fraconalto (è il famoso percorso europeo " E1", il cui segnavia ci accompagnerà fino a Pegli!), e in un altro quarto d'ora si giunge al Passo della Bocchetta (2.15)(772 m)(foto 3).
Facendo finta di non vedere la palina che dà 8 ore da qui a Pegli, si attraversa la strada provinciale e si inizia a salire in direzione del monte Leco (segnavia bianco-rosso E1, AV e XX gialle).
Dopo 25 minuti dal passo (2.40)(915 m circa) si lascia il sentiero che in altri 20 minuti circa conduce sulla vetta del monte Leco (foto 4), per continuare a sinistra lungo l'AV, che taglia le pendici meridionali del monte Leco e con percorso bello e assai panoramico (viste sul Tobbio)(foto 5) scende ad una sella erbosa (la Colla del Leco), e prosegue ancora in discesa fino ad un'altra selletta erbosa (3.15)(910 m).
A questo punto l'AV prosegue in salita, verso sinistra, per aggirare a nord il Monte Taccone e raggiungere il Passo Mezzano (1050 m), per poi scendere da qui al Prou Perseghin. Noi abbiamo invece optato per una scorciatoia (foto 6) che fa guadagnare parecchio tempo: dalla colla si prende a destra un evidente sentierino che con percorso un po' accidentato ma non difficile taglia le pendici meridionali del Taccone e giunge molto più rapidamente a Prou Perseghin (3.40)(967 m), un bel pianoro crocevia di numerosi sentieri, dove si ritrova l'Alta Via e il sentiero E1 (foto 7).
Con qualche saliscendi si procede, tendenzialmente in discesa, oltrepassando un bivio (da destra sale il sentiero dai Laghi del Gorzente e dal Bric Nasciu: vedi escursione). Si raggiunge dopo non molto una costruzione (l'Osservatorio naturalistico CAI)(905 m), poco prima della quale le paline fanno scendere bruscamente a sinistra. Ha allora inizio una discesa che, superata dopo poco una sorgente detta "Fontana dei Segaggin", conduce al Passo di Prato Leone (4.25)(780 m).
A Prato Leone anziché seguire l'arzigogolato percorso del sentiero naturalistico dei Laghi del Gorzente l'Alta Via segue pari pari un più comodo sterrato che conduce al Prato del Gatto e, con qualche saliscendi nel bosco, all'area parcheggio di Prou Renè (5.10)(825 m)(foto 8).
Da qui, sempre seguendo i segnavia bianco-rossi ci si dirige a destra lungo la strada asfaltata (è la Strada Provinciale n.4 dei Piani di Praglia, nei weekend molto trafficata), che in un quarto d'ora di salita ci fa arrivare alla Colla di Praglia (5.25)(871 m), dove finalmente si lascia la provinciale e si prosegue, oltre il parcheggio, dapprima in discesa su una stradina asfaltata e poi lungo un'ampia strada sterrata fino ad un altro spiazzo (5.40), nei pressi della Colla del Canile (854 m)(foto 9).
Ha inizio un'ampia mulattiera, in moderata salita, in un paesaggio quasi privo di vegetazione e soggetto a frequenti nebbie (foto 10), che sale fino al Colle Proratado e ad un bivio sotto l'omonima cima (5.55), dove si ha una prima, significativa apparizione del mare; trascurata a sinistra la deviazione per Lencisa e la Madonna della Guardia (segnavia: triangolo rosso pieno), si prosegue ancora sull'Alta Via fino al Colle Gandolfi (6.35) dove l'Alta Via piega a destra (O) verso il Passo del Turchino, mentre noi proseguiamo (foto 11) la nostra cavalcata verso sud, tenendo d'occhio adesso il segnavia E1, al quale si aggiunge anche un cerchio rosso pieno (anch'esso diretto a Pegli) e un rombo rosso vuoto (che scende invece a Pra).
Siamo in breve proprio sotto il Monte Penello (979 m); trascuriamo il sentiero che va a Punta Martin per seguire a sinistra, in lieve discesa, i nostri segnavie. Raggiunto dapprima un altro sterrato, il sentiero poi scende, molto panoramico (foto 12), in ambiente e vegetazione ormai totalmente mediterranei, fino ad una biforcazione: il ramo di destra porta a Pra (rombo rosso vuoto) mentre quello che ci interessa, per Pegli, va a sinistra ed è segnato con cerchio rosso pieno ed il solito E1 bianco-rosso (foto 13).
Proseguiamo in discesa, con viste inusuali sulle "Lavatrici" ed il porto containers di Voltri, su un versante, e poi sull'abitato di Genova Pegli e l'aeroporto di Genova, sull'altro versante, fino al promontorio di Portofino (foto 14).
Disceso per il Bric delle Monache, il sentiero lascia il posto a una mulattiera che, nei pressi di un gruppo di case diventa sterrato e subito dopo asfalto (8.15).
Da qui si scende ancora su asfalto, sfruttando scorciatoie e scalinate, sempre segnalate, fino a sbucare proprio nel centro di Pegli. Da qui, chiedendo indicazioni, si raggiunge in breve la stazione ferroviaria (9.10).




Commento

Affascinante percorso appenninico che attraversa o sfiora luoghi cari agli escursionisti genovesi.
A mio avviso la bellezza di queste traversate da un versante all'altro, specie poi quando il punto di arrivo è il mare, sta nella varietà dei paesaggi attraversati, della vegetazione, dell'aria che si respira, che dà anche la percezione ed il senso della distanza percorsa.
Inutile dire che è richiesto allenamento e una certa componente masochistica. I super super allenati possono pensare anche alla conquista, strada facendo, delle vette di Leco, Taccone, Figne, Pratorado e Martin, con deviazioni di percorso tutto sommato poco significative.




Escursioni collegate

Dallo stesso punto di partenza:

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Nella stessa zona:

- Laghi del Gorzente e monte Taccone (anello da Prou Renč, in Praglia)
- Monte delle Figne
- Monte Tobbio (dai Laghi della Lavagnina via Colla degli Eremiti)
- Monte Tobbio (da Ponte Nespolo, anello)
- Monte Tobbio (da Voltaggio)
- Punta Martin (da Acquasanta)




Bibliografia

Cartine:
- Cartina del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, 1:25000, ed.Studio Cartografico Italiano, Genova
- Cartina FIE (Federazione Italiana Escursionismo) della Provincia di Genova (1:100000).
- Cartina dell'Appennino e Riviera Genovese (tav.3-4), ed.Multigraphic, Firenze, 1:25000.




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