Cima Cars
[dal Villaggio Ardua, sulla strada Certosa di Pesio - Pian delle Gorre]


Dati

Difficoltà: E
Dislivello: 1292 m
Tempi:
Miei: 3.35 per la salita
Ufficiali: 3.40 per "In Cima"
Data escursione: giugno 2008



Premessa

La Cima Cars è una bella montagna delle Alpi Liguri sullo spartiacque Pesio-Ellero. Dalla vetta si gode una vista panoramica sulla pianura cuneese e sulle maggiori cime delle Alpi Liguri (foto 1).



Accesso

Dalla strada provinciale che collega Mondovì a Cuneo prendere la strada per la valle Pesio, oltrepassando Chiusa Pesio, e poi la Certosa di Pesio. La strada prosegue poi verso il Pian delle Gorre, ma noi ci fermiamo quando si incontra una deviazione che scende a destra verso il Villaggio Ardua.
Si posteggia sul lato sinistro (è da questa parte che sale il sentiero, che paline indicano per il Gias di Mezzo dei Prati e il Gias Soprano dei Prati, e per il Casino del Cars (dato a 2.30).



Itinerario

Dalla strada (925 m) per il Pian delle Gorre si prende a sinistra, e seguendo le paline ed il segnavia bianco-rosso ci si addentra in un bel bosco misto; trascurata dopo poco la deviazione a destra per il Sentiero Naturalistico, il sentiero risale, sempre nel bosco, abbastanza ripido ma con ampi tornanti.
Si raggiunge quindi il limite superiore del bosco(0.35)(1207 m circa), dove dopo un breve tratto in discesa si riprende a salire, con percorso però in minore pendenza.
Dopo dieci minuti si arriva al Gias di Mezzo dei Prati (0.45)(1273 m)(foto 2) e da qui si prosegue sempre sul sentiero, ben segnato ma a tratti invaso completamente dalla vegetazione, e parzialmente allo scoperto e in parte nel bosco.
Si arriva (1.15)(1450 m circa) ai piedi di un ripido pendio erboso, da dove si può già scorgere, più in alto, il tetto del Gias Soprano dei Prati. Il sentiero tuttavia non sale direttamente al Gias Soprano dei Prati ma piega bruscamente a sinistra, entrando in un'abetaia (1.25)(1509 m circa), e poi nuovamente svolta a destra, con bel percorso nel bosco, fino a raggiungerlo (1.35)(1591 m)(foto 3); nei pressi del Gias si trova una provvidenziale fontana.
Dal Gias si ritorna indietro una ventina di metri fino ad alcune paline, dove si segue quella per Punta Cars (data, ottimisticamente, a 1.30).
Si prosegue per un breve tratto in discesa fino ad arrivare ad una conca. Da qui è ben visibile il colletto che dobbiamo raggiungere (Il Casino del Cars)(foto 4).
Il sentiero segnato risale il vallone sulla nostra sinistra, a tratti rimontando il costolone che si trova una decina di metri più alto del rio che solca il vallone. Dato però che la segnaletica è piuttosto carente e la vegetazione invade il sentiero, non è facile da seguire; noi siamo risaliti al meglio, ma senza troppa difficoltà, lungo il rio (o quel che ne rimane), e solo a ritorno abbiamo capito dove passava il sentiero ufficiale.
Si giunge così al Casino del Cars (2.35)(1864 m), un grande pianoro, crocevia di sentieri, sullo spartiacque Ellero-Pesio, dal quale è ben visibile, verso nord, la dirupata parete est della Cima Cars (600 m di salto!), con le caratteristiche due croci che ne puntellano il bordo (foto 5 e foto 6).
Dal Casino del Cars occorre risalire verso destra (nord) lungo il ripido versante erboso, seguendo l'evidente traccia, ora di nuovo ben segnata, che sale a zig zag.
In breve si raggiunge il Carset (2.50)(1963 m), un'ampia conca erbosa da cui appare tutto il versante settentrionale di Cima Cars.
Si attraversa la conca, dapprima in discesa, avvicinandosi al pendio terminale e lasciandosi a destra la Punta Pellerina (2097 m), sempre seguendo i segni. La vetta, già visibile, è una caratteristica lama di calcare che spunta leggermente dal boscoso versante terminale (foto 7).
Ad un tratto, proprio quando si raggiunge il pendio terminale nel punto in cui inizia a salire ripido, i segni scompaiono e la traccia si fa incerta; occorre sapere allora che la vetta non viene raggiunta con una risalita diretta; la traccia piega invece a sinistra (in corrispondenza, più o meno, del nevaio: foto 8).
Si risale quindi verso sinistra tra i rododendri, per un breve tratto senza percorso obbligato, tenendosi il più possibile a ridosso del monte; dopo poco comunque riappare la traccia e in breve si arriva nei pressi della seconda croce della parete est (la più elevata), che non si tocca ma si lascia in basso, a sinistra, per proseguire per una traccia, ora piuttosto evidente, che verso nord traversa brevemente sull'erba nei pressi della dirupata parete (senza però esposizione).
Alla fine del breve traverso si vede una piccola croce (segnale trigonometrico), ma prima di raggiungerla la traccia volge subito a destra (ovest) risalendo in pochi passi sull'ampia cresta erbosa (foto 9) , che si percorre tutta, arrivando in pochi minuti sulla vetta (3.35)(2217 m)(foto 10).



Commento

Escursione di medio impegno ma senza particolari difficoltà. Va affrontata però solo con buona visibilità stante le difficoltà di orientamento nella parte alta dell'itinerario.
La Cartina del Parco consiglia la salita seguendo un altro itinerario che parte dal Pian delle Gorre.



Escursioni collegate

Dallo stesso punto di partenza:

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Nella stessa zona (Valle Pesio):

- Testa del Duca (dal Pian delle Gorre)
- Marguareis (dal Pian delle Gorre)



Bibliografia

J.C.Campana
In cima. 76 Normali nelle Alpi Liguri, Blu Edizioni, Peveragno, 2004
(in questa pagina citato abbreviato come: "In Cima")

Cartina:
Alpi Liguri - Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, Blu Edizioni, 1:25000




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