Cavalmurone (1670 m) e Legną (1669
m)
[da Daglio via Capanne di Cosola - anello]
Dati
Difficoltą: E
Dislivello: 726 m circa, oltre a vari saliscendi
Tempi:
Miei: complessive 6.45 (2.45 da Daglio al Monte Legną, 4.00 per scendere a Capanne di Cosola e chiudere l'anello via Montaldo di Cosola)
Ufficiali: non conosciuti
Data escursione: marzo 2008
In breve
Partendo da Daglio (val Borbera), si risale
il crinale occidentale del M.Legnà fino a raggiungere la costiera
Cosola-Monte Antola; si toccano in breve le vette dei monti Legnà
e Cavalmurone, per poi scendere a Capanne di Cosola; di qui, con sentiero
in costa, si sale fin quasi sotto il monte Ebro, prima di scendere decisamente
a Montaldo di Cosola. Dal paese uno sterrato nel bosco riporta a Daglio.
Il percorso è segnato solo in parte (vedi commento).
Accesso
Sull'Autostrada A7 Genova-Milano, si esce
al casello di Arquata Scrivia / Vignole Borbera, in provincia di Alessandria.
Usciti dal casello si prende a destra la strada per la Val Borbera.
Dopo circa 23 km, la strada provinciale arriva a Cabella Ligure (474 m slm).
Proseguire ancora fino al bivio per Daglio e le Capanne
di Carrega: prendere allora a destra, lasciando la strada che prosegue
per Capanne di Cosola.
Subito dopo il bivio, un'altra deviazione a sinistra è indicata
per Daglio. Ha inizio una stradina asfaltata che sale stretta e ripida
fino al paese di Daglio (944 m)(foto 1). Lasciare l'auto nello spiazzo (con
parcheggio) alla fine del paese.
Itinerario
Dal parcheggio si comincia a camminare sull'asfalto
oltre il paese.
La vista di una X gialla, su un muro pochi metri prima
del parcheggio, fa pensare di essere sulla giusta strada; ma noi, risaliti
un paio di tornanti, non vedendo altri segni o indicazioni di sorta
abbiamo abbandonato la strada asfaltata che prosegue in salita verso
destra per prendere a sinistra (grosso modo, verso nord) una stradina
asfaltata che passa in costa al di sopra del paese. (Non escludo
che, restando sulla strada, prima o poi si giunga allo stesso punto
del crinale a quota 1295 m circa; vedi poco oltre).
Comunque, presa invece la stradina di sinistra, si arriva - proprio sopra le ultime
case del paese - ad una cappelletta, dove si trovano altri segni (due
triangoli gialli vuoti).
Da qui ha inizio uno sterrato che prosegue in costa in moderata salita;
lo si segue fino a che si biforca (0.35)(1050 m circa): il ramo di sinistra
(è la strada del ritorno) pochi metri oltre offre una bella veduta
d'infilata sulla val Borbera (foto 14); noi prendiamo invece il ramo
di destra (nessun segnavia), uno stradone che sale gradualmente, a tratti
in mezzo al bosco.
Si raggiunge così il crinale (1.10)(1295 m circa), che ci offre,
per la prima volta, una bella vista verso nord sull'Ebro e sul versante
delle Capanne di Cosola (foto 2).
E' proprio a questo punto che dobbiamo abbandonare lo sterrato, e prendere
un'esile traccia che sale fedelmente lungo il crinale (foto 3). Fare
molta attenzione perché non c'è nessuna segnalazione (se
vi trovate a scendere sullo stradone, sull'altro versante, e incontrate
dopo non molto una evidente biforcazione, siete fuori strada).
La traccia dunque sale lungo il crinale, per fortuna ben battuta anche
se non segnata (difficile però seguirla con neve sul terreno);
oltrepassata un'ampia radura erbosa (foto 4), dopo circa venti minuti
di salita, compaiono miracolosamente i segni (X gialla) (1.30)(1445
m).
Il bel sentiero passa nel bosco, sul versante meridionale del monte
Porreio (1533 m), raggiungendo (1.40)(1480 m circa) un primo punto di
vista sulla catena, dall'Antola ai più vicini Poggio Rondino
(1630 m) e Carmo (1640 m).
Si esce quindi allo scoperto, percorrendo un lungo tratto molto panoramico
che conduce (2.15)(1570 m circa) ai piedi dell'anticima del monte Legnà
(foto 5). Da qui si può risalire direttamente, costeggiando delle
recinzioni, il ripidissimo pendio fino a raggiungere l'anticima e da
qui, per cresta, guadagnare la vetta del Legnà; tuttavia la presenza
di neve rende il percorso in cresta un po' delicato; noi pertanto abbiamo
preferito seguire l'evidente traccia (di nuovo nessun segnavie) che
gira con bel percorso attorno alle pendici meridionali del monte (foto
6).
Completato il mezzo-giro attorno ad anticima e cima, se c'è buona
visibilità si vede chiaramente la larga traccia che risale verso
la vetta, che poi è la via della dorsale Antola-Capanne di Cosola,
per fortuna tutta segnata con segnavia bianco-rosso e con un altro segno
blu.
Per raggiungerla si può prendere una breve scorciatoia risalendo
diritto (verso est) fino ad incontrare (2.35) delle recinzioni (le recinzioni
tra l'altro costeggiano quasi costantemente il largo sentiero, almeno
nel tratto di qui a Capanne di Cosola, per cui con scarsa visibilità
possono essere utili come punti di riferimento).
In dieci minuti, risalita un'ultima rampa in direzione nord, il sentiero
di dorsale arriva ad un colletto, dal quale una deviazione di pochi
metri a sinistra porta alla piccola croce di vetta del Monte Legnà
(1669 m)(2.45 da Daglio).
Da qui splendidi panorami a 360°; dei monti vicini, verso ovest,
merita una menzione speciale l'elegante Alfeo (foto 7) e, più
lontano, l'Aiona; nella stessa catena del Legnà, verso sud, Carmo
e Antola (foto 8). Sul versante settentrionale, si va dal vicino Cavalmurone
(foto 9) a Cosola, fino alla costiera di Chiappo ed Ebro (foto 10).
A est e sud est la vista spazia lontano: dietro le ben distinguibili
Rocche del Reo Passo e il monte Reale, il gruppo di Figne e Tobbio;
e il mare, con il promontorio di Capo Mele. Naturalmente anche le Alpi,
ma in giornate migliori della nostra.
Ritorno
Dalla vetta del Legnà si continua in direzione nord verso le
Capanne di Cosola, e seguendo il sentiero di dorsale (segnavia biancorosso)
dopo un saliscendi si raggiunge il vicino Monte Cavalmurone (0.10)(1670
m), privo di croce o segnale di vetta; da qui con percorso in discesa,
tutto allo scoperto tranne l'ultimo pezzetto nel bosco, si raggiunge
l'asfalto e le Capanne di Cosola (1.05)(1496 m)(albergo, ristorante
e bar).
All'epoca della nostra gita tutti i ripidi versanti esposti a nord erano
ancora ben innevati (foto 11) e per questo la nostra discesa è
stata un po' più lunga dell'ordinario, ma mai difficile o pericolosa.
Alle Capanne di Cosola stacca, dalla parte opposta all'albergo (foto
12), lato val Borbera, una stradina in salita segnalata con un pannello
in legno e vari segnavie: bianco-rosso, un rombo blu, due cerchi gialli
pieni, e un quadrato giallo pieno, quest'ultimo quello che ci serve
per scendere a Montaldo di Cosola.
Il percorso si tiene piuttosto in alto; dopo un quarto d'ora (1.20 dal
Legnà) si incontra una deviazione a destra per il Rifugio del
Monte Chiappo; poi il sentiero si addentra nel bosco, raggiunge una
bella fonte, e dopo vari passaggi nel bosco sbuca allo scoperto, in
vista del (non molto distante) Monte Ebro. Fin qui il percorso è
molto ben segnato, con tutti i segni che a turno compaiono su tronchi
o grossi massi.
Proseguendo, però, noi abbiamo finito col perdere il quadrato
giallo, forse complice la neve sul terreno; e dato che il sentiero si
teneva un po' troppo in alto, abbiamo deciso di abbandonare la traccia
segnalata per raggiungere al meglio (2.00) una non distante strada sterrata
che taglia in costa la montagna con percorso semi-pianeggiante. Sulla
sterrata abbiamo incontrato di nuovo il nostro segno, ma con segnalazioni
sporadiche e confuse. Col senno di poi basta sapere che, arrivati alla
strada sterrata, non segnata (neppure sulla mia cartina), la si segue
sulla sinistra; presto inizia a scendere, e porta abbastanza velocemente
(2.25) sulla strada asfaltata che da Capanne di Cosola scende verso
valle.
Il sentiero "giusto" (segnavie quadrato giallo) dovrebbe a
sua volta toccare la strada asfaltata (prima di proseguire verso Cabella
Ligure), ma molto più in basso, già nei pressi di Aie
di Cosola.
Noi comunque siamo restati sull'asfalto solo per poche centinaia di
metri; abbiamo infatti trovato ben presto una prima evidente scorciatoia
che ci ha fatto tagliare un paio di tornanti; di nuovo sulla strada,
ecco immediatamente una seconda scorciatoia, che con lungo percorso
tutto lontano dalla strada scende direttamente e rapidamente a Montaldo
di Cosola (906 m)(3.00).
A Montaldo di Cosola (foto 13) si individua l'albergo ristorante Alpino,
nei cui pressi si trovano i segni (due triangoli gialli) che poi si
ripetono sui muri delle case, e che ci devono accompagnare fino a Daglio;
si esce dal paese passando sotto una specie di archivolto, e si scende
sempre su strada fino a passare sopra un ponte.
Subito dopo il ponte la strada inizia a salire; un'altra strada - più
piccola - stacca invece da quella principale sulla destra, in discesa;
non c'è nessun segno, eppure è proprio questa stradina
in discesa sulla destra che porta a Daglio; incredibilmente, il segnavia
compare solo decine di metri dopo, su una piccola costruzione appartenente
all'acquedotto!
Presa questa strada in discesa, che dopo un po' comincia a salire moderatamente,
la si segue nel bel tracciato attraverso il bosco.Si incontrano altri
due bivii insidiosi, naturalmente non segnati (il segnavia riappare
sempre, ma solo moltissimo tempo dopo il bivio; a volte sbiadito, su
alberi). In entrambi i casi occorre prendere il ramo di sinistra, che
sale.
Dopo un'ora circa da Montaldo (4.00) si arriva, sempre su stradone,
al primo bivio dell'andata (1050 m circa)(foto 14), e da qui si ridiscende
in un'altra mezz'ora a Daglio e all'auto (4.30 dalla vetta del Legnà).
Commento
L'escursione è faticosa e lunga, e
insidiosa per il tracciato non o mal segnalato. Eppure è un percorso
molto molto bello, che merita davvero di essere fatto, appenninico al
cento per cento.
Le vette raggiunte sono sì tutto sommato trascurabili, ma sono
in realtà un pretesto per fare un anello che risulta molto remunerativo
sia come panorama che come itinerario; volendo potrebbe essere raggiunto
anche l'Ebro, sulla via del ritorno; anche se la gita già così
è parecchio lunga.
Una nota esplicita va fatta sull'orientamento e lo stato di segnalazione
dei sentieri. Noi, che - mi sento di dire - non siamo proprio alle prime
armi, ci siamo persi tre volte, camminando 2 ore e 30 in più
rispetto alle 6 e 45 indicate, arrivando a Daglio col buio (fortuna
che era appena scattata l'ora legale!).
Particolarmente scandaloso come (non) è segnalato il percorso
tra Montaldo di Cosole e Daglio (due triangoli gialli), soprattutto
incredibile la mancata segnalazione del primo bivio in discesa.
Ma insidiosa è l'assenza di segni un po' lungo tutto il percorso,
perché le strade sbagliate continuano tutte in direzioni credibili;
e questo, soprattutto quando si cammina nel bosco, si capisce, è
un guaio.
Basterebbero quattro segni di vernice in più, ma proprio quattro
di numero, per rendere l'intero itinerario fruibile e godibile più
facilmente; anche perché i sentieri sono comunque poi ben battuti.
Anche come cartine siamo messi piuttosto male; a quanto ne so, la zona
non è coperta né dalla serie IGC né da quella Multigraphic;
sia la cartina in mio possesso (1:50000, della Comunità Montana),
sia quella (1:30000) affissa nei vari pannelli (es. a Capanne di Cosola)
secondo me non sono di grande aiuto, ma comunque meglio di niente; già,
perchè se non si ha neppure una di queste cartine è meglio
cambiare gita.
Con cartina, invece, ma se si ha un po' di spirito di avventura, e molta
pazienza, il tracciato si trova.
Escursioni collegate
Dallo stesso punto di partenza:
==
Nella stessa zona:
- Alfeo
- Ebro (da Cabella Ligure via
Pobbio)
- Ebro e Chiappo (da Piuzzo)
- Giarolo (da Cantalupo Ligure)
- Giarolo (da Giarolo)
- Lesima
- da Varzi all'Antola (traversata
lungo la Via del Sale)
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