Cima del Chiapous (2805 m)
[dal Lago della Rovina, Valle Gessi]


Dati

Difficoltà: E fino al Colle del Chiapous, EE dal Colle alla Cima (stessa valutazione nella guida "CAI/TCI" e in "In cima").
Dislivello: 1259 m dal Lago della Rovina.
Tempi:
Miei 4.10: 2.50 dal Lago della Rovina al Colle del Chiapous + 1.20 dal colle alla vetta.
Ufficiali 3.45: 3.00 dal Lago al Colle (palina) + 0.45 dal colle alla cima (guida "CAI/TCI").
Data escursione: luglio 2007.

Accesso

Da Cuneo si risale la valle Gesso; oltrepassata Valdieri, si lascia a destra la diramazione per Terme di Valdieri e si continua per Entracque; prima del paese c'è una deviazione a destra per San Giacomo e il Lago della Rovina; si prende questa strada che si porta a costeggiare il lago della Piastra, sulla sinistra orografica del vallone.
Superato il lago, si incontra un ulteriore bivio: si lascia a sinistra la diramazione per San Giacomo e si continua a destra per altri 7,5 Km fino a raggiungere il Lago della Rovina (1545 m) dove si lascia l'auto.
L'accesso all'area (attrezzata, con tavoli picnic, fonte, servizi igienici e bar) ed al parcheggio è a pagamento.



Itinerario

Si sale per il sentiero a monte dell'area attrezzata, sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il Rifugio Genova. Esiste anche la possibilità di seguire la strada sterrata (che comunque si rincontra più avanti). La salita è un po' monotona ed il paesaggio non risulta particolarmente bello, per la posizione incassata e per l'incombente diga del Chiotas, proprio alla destra sopra di noi.
Inoltre il sentiero è ripido, e la salita faticosa, nonostante scalini in ferro e ringhiere siano stati sistemati in alcuni punti per rendere meno disagevole la salita. Il vero conforto è dato dalla vista del versante est della Serra dell'Argentera, che per un tratto di questo percorso appare tutta e in tutta la sua bellezza (foto 1).
Raggiunta la strada sterrata (0.45), in un punto dove tra le varie paline ce n'è una che sconsiglia il percorso in discesa della strada (non del sentiero) in caso di maltempo, si prosegue fino a raggiungere in breve (0.55) un bivio: tralasciata a sinistra la diramazione che raggiunge in breve il Rifugio Genova, si prosegue a destra per il Colle del Chiapous.
Occorre passare sopra la lunga diga (230 m), la cui costruzione ha determinato la formazione del grande bacino artificiale del Chiotas (1978 m), e al suo termine (1.05)(foto 2) si riprende la vecchia mulattiera e poi il sentiero GTA (ora anche Via Alpina), che sale a zig zag per il ripido vallone, dapprima erboso e poi di sassi e sfasciumi.
Su ottimo sentiero si continua a salire (foto 3) fino a quando, trascurata una deviazione segnalata per il Passaggio del Porco (la via, tra l'altro, alla Nord dell'Argentera), si raggiunge il Colle del Chiapous (2526 m)(2.50 - 3.00).
Da qui il panorama è già interessante: sul versante di salita si staglia ben visibile il massiccio del Gelas, e più sotto il bacino del Chiotas ed il Lago Brocan; dall'altra parte del passo si ha invece una bella vista sul Matto (foto 4).
Il colle è raggiungibile anche da Terme di Valdieri in circa 3.30, risalendo il vallone di Louroussa e toccando il Rifugio Morelli Buzzi, che a salire è a mezz'ora dal Colle del Chiapous.
Per salire dal Colle alla Cima del Chiapous conviene tornare leggermente indietro dal passo sul versante di salita, per scendere in modo più agevole nell'immensa pietraia che si apre davanti a noi (foto 5). Non c'è un vero e proprio sentiero, ma solo un'esile traccia, segnata sporadicamente con qualche pietra sistemata "in modo innaturale" sopra a massi più grossi, oltre a qualche rarissimo ometto.
Il percorso è faticoso ma non difficile: occorre saltare da un sasso all'altro e attraversare così tutto il vallone, superando dapprima una pozza d'acqua e poi uno striminzito laghetto (2561 m), proprio al centro della conca, ma entrambi non visibili se non quando raggiunti.
Ci si porta così in vista del circo terminale: qui attenzione a non complicarsi inutilmente la vita, come abbiamo fatto noi, cercando di risalire sullo spartiacque per poi rimontare a sinistra la cresta: è difesa da roccette che obbligano ad arrampicare (F). Molto meglio arrivare sotto il circo terminale e poi piegare decisamente a sinistra (direzione NO), tenendosi sempre sulla fascia erbosa a ridosso delle roccette (foto 6). Il percorso così è ripido ma senza difficoltà alpinistiche, e fa guadagnare la vetta del monte (2805 m)(1.20 dal colle, 4.10 dal Lago della Rovina), molto frequentata, a quanto pare, soprattutto da maschi di stambecchi (effettivamente ne abbiamo visto quattro).
Dalla vetta il panorama è veramente interessante. Oltre al Gelas si vedono distintamente, verso S-SE, la vicina Maledia ed il Clapier (foto 7). Verso NO si distingue, ben riconoscibile, il Malinvern. Verso Est, inoltre, lo sguardo abbraccia una vasta porzione della pianura piemontese (foto 8). Ma la Cima del Chiapous è anche un balcone di prim'ordine sul severo versante sud dell'Oriol e sulla incombente parete nord del Monte Stella.
Ritorno: per la stessa via dell'andata (noi abbiamo impiegato 1.00 per tornare al colle, e da qui 2.05 fino al Lago della Rovina) oppure, organizzandosi con due auto, scendendo a Terme di Valdieri.



Commento

Si tratta di una cima che certamente vale la pena salire se si ha in conto, per qualche ragione, di raggiungere il Colle del Chiapous: il panorama che offre questo monte è infatti assai bello e ampio.
L'itinerario dal colle alla cima è ovvio e non difficile, ma è faticoso e richiede comunque una buona visibilità perché la navigazione è totalmente "a vista".



Bibliografia

E.Montagna, L.Montaldo, F.Salesi
Alpi Marittime, vol II, CAI-TCI, Milano, 1990.
(citato abbreviato come "CAI/TCI" in questa pagina).

M.Bruno
In cima. 73 Normali nelle Alpi Marittime, vol I, Blu Edizioni, Peveragno, 2001.
(citato abbreviato come "In Cima" in questa pagina).




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