Cima Ferrarine (2241 m)
[anello dalla Val Corsaglia: La Colletta - Cima Ferrarine - pendici Cima Ruscarina - Colla del Pizzo - Sella Revelli]
Dati
Difficoltà: E / EE
Dislivello: 1162 m oltre a vari saliscendi
Tempi:
Miei: 3.45 dal ponte oltre la Stalla Rossa alla vetta di Cima Ferrarine, e 3.20 per chiudere l'anello via Colla del Pizzo
Ufficiali: per "In Cima" 3.20 dal ponte alla vetta
Data escursione: giugno 2008
Premessa
La Cima Ferrarine è una bella montagna
delle Alpi Liguri che si trova sulla costiera del Pizzo d'Ormea.
Accesso
Da Ceva o Mondovì si raggiunge S.Michele
Mondovì, quindi Torre Mondovì e l'imbocco della Valle
Corsaglia; oppure da Mondovì si seguono le indicazioni per Villanova
e le località sciistiche, raggiungendo Frabosa Soprana e da qui
si scende in val Corsaglia.
In un modo o nell'altro, si risale la val Corsaglia oltre Corsaglia
e Bossea; ad un tornante in località Scarrone (885 m) si lascia
l'asfalto per una strada sterrata che stacca a sinistra, costeggiando
il torrente Corsaglia. Dopo circa 3 km, passata la Stalla Rossa, si
arriva ad un ponte sul Corsaglia nei cui pressi occorre lasciare l'auto
(1079 m).
Itinerario
Si attraversa il ponte, sulla sinistra, e
portatisi sulla sponda destra (orografica) del Corsaglia si oltrepassa
la casa del guardiapesca seguendo un sentiero segnato in rosso (o arancione).
Per un breve tratto si risale la valle con percorso abbastanza tortuoso
(ma soccorrono i segni); poi il sentiero piega decisamente a sinistra,
salendo ripido nel bosco; si raggiunge quindi una zona mista di radura
e bosco ove la pendenza è minore e l'orientamente in brevi tratti
più incerto.
Ben presto si sbuca in una conca erbosa più ampia, che prelude
al valloncello del Rio della Colletta, dove - ormai allo scoperto -
numerose tracce solcano i pendii erbosi fino ad un colletto (1.25)(1585
m)(foto 1).
Si raggiunge in breve (1.35) una fontana / abbeveratoio (1620 m) e,
salendo ancora, La Colletta (1.45)(1702 m), un panoramico valico che
si apre con un dirupo di 200 m sul versante est (Borrello) e che offre
belle viste sul monte Baussetti e la cima Ciuaiera (foto 2).
Arrivati a La Colletta la direzione è evidentemente obbligata,
occorrendo adesso risalire il pendio alla nostra destra. Noi però
abbiamo avuto grossi problemi di orientamento: non trovando il segno,
abbiamo iniziato a risalire la china immergendoci nella boscaglia, ma
essendo l'ipotetica traccia totalmente invasa dai rododendri, ci siamo
progressivamente spostati ai margini della vegetazione fin sull'orlo
del precipizio (letteralmente!), dove abbiamo ritrovato una traccia
(non segnata).
La traccia va seguita con cautela; noi l'abbiamo abbandonata però
in un punto troppo esposto, per tenerci più all'interno (abbiamo
però dovuto arrampicarci, per un brevissimo tratto, su facili
roccette)(foto 3).
Dopo un ultimo tratto più facile (foto 4) si arriva finalmente
ad un pianoro erboso (2.35)(1890 m). Qui abbiamo ritrovato, su un'esile
traccia che veniva dalla destra, il bollo rosso del nostro segnavia;
è quindi da lì, apparentemente, che sale il sentiero giusto.
Va comunque detto che, guardata dall'alto, anche questa traccia apparentemente
giusta sembra perdersi subito nei rododendri e nella boscaglia!
Dal pianoro erboso si ha davanti, proprio diritta davanti a noi, in
direzione sud/sud-ovest, Cima Ferrarine. Sulla nostra destra Cima della
Verrera (1990 m), che si può raggiungere direttamente se si vuole
percorrere da qui in vetta l'intero percorso di crinale. Noi, dato che
ancora una volta i segni si perdono, abbiamo invece seguito una delle
numerose tracce e puntato diretti ad una recente costruzione (uso pastori)
forse denominata Celle degli Stanti, a quota 1935 m (3.00), sempre in
direzione sud/sud-ovest.
Ora, dalla costruzione si tratta di raggiungere nel modo meno faticoso
possibile il crinale, sulla destra, che va poi percorso fino alla vetta;
quindi dalla costruzione conviene scendere leggermente a destra, per
risalire in direzione dell'evidente valloncello, scavato da un rio,
che risale verso la sella; l'evidente traccia (che ad un certo punto
torna ad essere segnata con bolli rossi), un po' faticosamente conduce
al crinale (3.20)(2032 m circa); da qui si percorre l'ampio crestone
(foto 5), di erba e roccette, fino alla vetta di Cima Ferrarine (3.45)(2241
m).
Dalla vetta (foto 6), ove sono conservati caratteristici muretti a secco
che sembrano resti di ripari o addirittura trincee (ma non lo sono),
la vista abbraccia, sul versante meridionale, la costa ligure con il
lontano Carmo di Loano ed il Galero (si vede distintamente anche la
piana di Albenga); ma il panorama è di prim'ordine soprattutto
sul vicinissimo Pizzo d'Ormea, e su tutte le vette della costiera fino
al Mongioie: Roccate, Conolia, Monte Rotondo e Cima Revelli (foto 7
e foto 8).
Dalla vetta occorre proseguire in direzione sud-ovest verso l'elegante
cono del Pizzo d'Ormea; si scende facilmente (0.10), seguendo vaghe
tracce, fino alla selletta tra Cima Ferrarine e la vicina Cima Ruscarina
(2252 m); qui si incontra il sentiero segnato che proviene dalla Colla
dei Termini, ed è su sentiero ben segnato (segni rossi o bianco-rossi)
che, finalmente, si cammina da qui fino alla fine.
Dalla selletta, dunque, si risale verso Cima Ruscarina; il sentiero
lascia la vetta sulla destra (0.30), e prosegue a mezza costa con qualche
saliscendi fino alla Colla del Pizzo (2202 m)(0.50), un intaglio che
si trova ai piedi della cresta nord del Pizzo d'Ormea; per la vetta
del Pizzo una freccia rossa su masso fa proseguire diritto (ma la via
più semplice è da sud, quella che sale da Chionea, Valle
Tanaro), mentre altri segni fanno deviare a destra, in discesa, ed è
proprio questi segni che dobbiamo seguire; la traccia è accidentata
e la discesa piuttosto ripida, ma i segni ci aiutano a trovare il sentiero,
nonostante i residui di neve ancora presenti (foto 9).
Si arriva (1.20 dalla vetta) ad un bel pianoro (foto 10), ove occorre
guadare il torrente (problematico con acqua abbondante); la valle Corsaglia
è alla nostra destra, e quella sembrerebbe l'ovvia direzione
da seguire, per iniziare la discesa; ma ahimè, non è così:
i segni fanno andare a sinistra, ed in salita, perché occorre
aggirare il montarozzo che ci si trova di fronte.
La fatica di questa inaspettata risalita viene però ripagata
quando si raggiunge Sella Revelli (2000 m)(1.40), una fiabesca conca
erbosa su cui le vette delle Liguri si ergono ad anfiteatro (foto 11
e foto 12). Alla Sella troviamo una palina per il Bivacco Cavarero (dato
a 0.30), che trascuriamo; a questo punto sì che è possibile
iniziare finalmente la discesa, sempre seguendo i segni; il sentiero
nella prima parte è un po' accidentato (e c'è un altro
guado). Ma da quota 1700 m il percorso si fa più agevole, prima
su mulattiera (foto 13) e poi su strada sterrata, che scendendo sulla
sinistra orografica del Corsaglia conduce al ponte dove ritroviamo l'auto
(3.20 dalla vetta).
Commento
Cima Ferrarine non è di per sé
una vetta particolarmente significativa, ma è l'itinerario ad
anello nel suo complesso a rendere l'escursione molto interessante;
a parte il panorama, si esplorano della Val Corsaglia due versanti molto
diversi tra loro ma entrambi molto belli .
L'unica difficoltà che noi abbiamo incontrato è stata
nel tratto tra La Colletta e la Piana degli Stanti, dove il fatto di
non aver trovato il segnavia ci ha obbligato ad una risalita un po'
avventurosa; ma se invece esiste anche per questo tratto un sentiero
segnato, come suppongo, allora con buona visibilità l'itinerario
è prettamente escursionistico: le pendici di Cima Ferrarine non
sono particolarmente ripidi, ed il percorso di crinale facile, navigabile
anche a vista.
Nella seconda parte invece la segnaletica è ottima e la traccia
ben marcata.
Bibliografia
J.C.Campana
In cima. 76 Normali nelle Alpi Liguri, Blu Edizioni, Peveragno, 2004
(in questa pagina citato abbreviato come: "In Cima")
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