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La prima ascensione sul Monviso

Leggi qui l'avvincente racconto della conquista del Monviso da parte di William Matthews, che per primo salì sul Monviso il 30 agosto 1861.

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Due parole su..

- scopo e oggetto del sito
- la scala delle difficoltà
- tempi, altimetria, dislivelli
- copyright e feedback
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Oggetto e mission del sito

Le pagine dell'Homo Appenninicus sono un sottosito di Anfablopir.com.
Queste pagine sono dedicate alla montagna, e descrivono itinerari nell'area che va dalle Alpi Apuane fino al Monviso (o poco più a nord).
Si tratta di itinerari escursionistici sulle Alpi Apuane, sull'Appennino Ligure, e sulle Alpi Liguri, Marittime e Cozie.

Lo scopo di queste pagine è duplice:
1) ricordare, specie nelle piovose (o nevose) sere invernali, le belle giornate estive trascorse in montagna; e
2) rimettere in circolo materiale ed esperienze a disposizione di chi progetta di fare le cose che io ho già fatto. Per organizzare le mie escursioni ho usato talvolta informazioni prese in rete, mi sembra giusto contraccambiare come posso.

Tutte le gite descritte sono state da me realmente effettuate.
Ho cercato di essere accurato, ma la descrizione degli itinerari, i tempi di percorso e la valutazione delle difficoltà non sono da prendere per oro colato: a parte possibili errori, sono comunque riferite alle condizioni del terreno e atmosferiche di quel particolare momento, e in ogni caso soggettive. Senza contare che le prime gite descritte su questo sito risalgono ormai al 2004, e nel corso degli anni (anche pochi anni!) i sentieri possono cambiare.
Inutile dirlo, quindi, ma l'uso da parte vostra di quello che ho scritto è, mi spiace, a vostro rischio e pericolo!
Le descrizioni degli itinerari che trovate in questo sito non fanno venir meno la necessità di effettuare le escursioni muniti di cartine e di pubblicazioni ufficiali.
Per ogni itinerario descritto trovate i libri e le cartine che io ho usato, mentre per la lista generale di tutte le cartine e guide in mio possesso vi rimando alla pagina dei libri e delle cartine.

Scala delle difficoltà

Per il grado di difficoltà ho usato la classificazione in uso (per l'escursionismo: T, E, EE - per l'alpinismo: F, PD, etc).
Sinteticamente:
T = turistico; percorso su sterrati, mulattiere, comodi sentieri
E = escursionistico; itinerario su sentieri, tracce di passaggio, nevai residui, passaggi su tratti rocciosi brevi facili e non esposti. Consigliata carta topografica e mezzi tecnici di orientamento
EE = escursionisti esperti; itinerario su sentieri scoscesi, terreno impervio, nevai, passaggi su roccia tecnicamente non impegnativi. Necessaria carta topografica e mezzi tecnici di orientamento.
EEA= escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica per il superamento di passaggi attrezzati, di vie ferrate. Nessuna ferrata è descritta sul sito.
F=facile; siamo al primo livello di classificazione dell'alpinisimo; questa è una valutazione che considera la salita nel suo complesso e non in base al singolo passaggio tecnico o al più difficile.
Tutte le escursioni di questo sito arrivano al massimo a F (fa eccezione il Monviso). Talvolta nelle mie valutazioni ho inserito dei gradi intermedi (es. "E / EE" oppure "EE / F") per dire che l'itinerario è tra l'escursionismo e l'escursionismo avanzato, oppure tra questo e l'alpinismo facile.
Molto spesso le le mie valutazioni coincidono con quelle ufficiali, che sono sempre riportate; da bravo homo appenninicus nelle descrizioni ho cercato di dettagliare al massimo le informazioni al riguardo. Dove mi è sembrato significativo ho cercato di riportare tutte le valutazioni disponibili.

Tempi, altimetria, dislivelli, e altro

I tempi di percorrenza, salvo diversamente indicato, si riferiscono al percorso di andata (tipicamente: parcheggio-vetta). A volte è riportato anche il ritorno o il tempo complessivo, specie in caso di giri ad anello. Le soste sono sempre escluse.
Ho indicato sempre i miei tempi di percorso, e ove disponibili anche quelli indicati dalle guide o dalle segnalazioni sul posto.
I tempi intermedi riportati sono sempre quelli che io ho registrato al mio passo, che generalmente in salita è un po' più rapido di quello "ufficiale".
Le altimetrie fornite sono quelle ufficiali. Se però trovate la parola "circa" (esempio: 2653 m circa), vuol dire che mi sono basato sul mio altimetro e quindi il dato è da considerare soltanto come indicazione di massima.
Salvo diversamente indicato, le gite sono state effettuate col bel tempo e nella stagione "adatta". Per ogni escursione è comunque indicato mese ed anno di salita.
I dislivelli indicati considerano il punto di partenza e il punto più alto toccato, senza tener conto di eventuali perdite di quota intermedie.

Copyright e feedback

Il materiale su queste pagine, testi e foto, è tutto "farina del mio sacco" ed è liberamente utilizzabile per scopi personali e non di lucro, ma sempre citando la fonte (anfablopir.com). Per ogni altro uso contattemi prima.
I feedback sono una cosa che incoraggiano molto il mantenimento e l'aggiornamento di un sito, pertanto vi prego di scrivermi se vi va, e se potete anche mettere un link al mio sito sulle pagine del vostro mi farà molto piacere. Grazie!
Gli aggiornamenti del sito avvengono man mano che faccio nuove escursioni, quindi tornate a vedere in "Archivio Gite" se la lista si è allungata!



Laghi e Vallone delle Forciolline (2807 m)

anello da Castello, Pontechianale
valle Varaita, provincia di Cuneo

In breve

Difficoltà: EE
Punto di partenza: Castello, fraz di Pontechianale
Dislivello: 1227 m
Tempi:
Miei: 6.15 complessivi per l'anello, così suddivisi: 2.35 da Castello al Bivacco Berardo, 1.10 dal Bivacco ai Laghi delle Forciolline, 2.30 dai Laghi delle Forciolline a Castello (scendendo dal Vallone delle Forciolline).
Ufficiali: 3.00 da Castello al Bivacco Berardo (guida "CAI/TCI"); per gli altri pezzi del percorso i tempi non sono conosciuti.
Data escursione: luglio 2007


Accesso in auto

Da Cuneo o Torino raggiungere Costigliole Saluzzo, quindi imboccare la strada per la Val Varaita.
Arrivati a Casteldelfino, tralasciato il bivio sulla sinistra per S.Anna di Bellino, si prosegue per qualche chilometro verso Pontechianale. Poco prima di giungere alla frazione Castello (1608 m), si lascia l'auto, nell'ampio spiazzo ai bordi della strada, poco prima del tornante che precede l'abitato.


Itinerario

Il sentiero ha inizio dalla frazione Castello, proprio dall'altra parte della strada rispetto ad una bella fontana di montagna, ove si incontrano varie paline in legno.
Attraversate le poche case del borgo, salendo oltre l'abitato la strada diventa una comoda e ampia mulattiera (segni bianco-rossi), che inizia a risalire il Vallone di Vallanta.
Superate varie grange, poco oltre si raggiunge una diramazione a destra, che si trascura, per il bivacco Bertoglio, il Passo San Chiaffredo e, da qui, proseguendo, al Rifugio Quintino Sella (oppure alla più impegnativa Punta Dante: leggi qui l'escursione); si prosegue ancora, e arrivati alle Grange del Rio (1988 m) si incontra nei pressi un'altra deviazione a destra, questa volta per il bivacco Berardo ed il vallone (ed il lago) delle Forciolline (1.05 da Castello).
Si abbandona quindi il sentiero principale che conduce al Rifugio Vallanta (leggi qui l'escursione) e si prende a destra. Poco oltre il sentiero si biforca ancora: a sinistra si prosegue per il bivacco Berardo, a destra ci si inoltra nel Vallone delle Forciolline.
Entrambi i sentieri conducono ai Laghi delle Forciolline. Io vi descrivo quello che io ho fatto, ovvero salire ai Laghi prendendo il sentiero di sinistra per il Bivacco Berardo, e scendere dai Laghi dalla Gola delle Forciolline, tornando quindi col sentiero di destra; nel commento trovate qualche riflessione sui due percorsi, su quale seguire e perché, e anche un link al bellissimo sito di qualcuno che non la pensa affatto come me.
Si prende dunque a sinistra. Il sentiero (segnavia bianco-rosso) sale subito molto ripido tra i pini e vegetazione alpina e resta fortunatamente al coperto per un lungo tratto; presa notevolmente quota, il percorso esce allo scoperto (0.55 dal bivio, 2.00 da Castello), offrendo magnifiche viste su Pelvo d'Elva, Marchisa e i monti della zona, oltre che sul vallone di Vallanta e la sovrastante cresta di Savaresch.
Su percorso terroso e pietroso, sempre ripido ma non difficile, si porta quindi ai bordi di uno sperone roccioso e infine raggiunge il Bivacco Berardo (2710 m, 1,30 dal bivio, 2.35 da Castello)(foto 1).
Dal Bivacco in avanti non si può più parlare di un vero e proprio sentiero, ma solo di una traccia che procede tra massi e roccette, e obbliga a saltellare dall'uno all'altro, usando una certa cautela (foto 2).
Dal Bivacco io non ho visto (o non c'è) alcuna indicazione di sorta, e quindi sono rimasto spiazzato dalla presenza di vistosi segni gialli che proseguono in due direzioni diverse: una a destra del bivacco, in costa, mentre un'altra ancora in salita rispetto al bivacco. Io ho scelto quest'ultima, ma probabilmente sbagliando: infatti questa traccia si porta più in alto, raggiunge il Colletto Sud delle Rocce di Viso (2835 m, 0.25 dal Bivacco) affacciato su un versante assai dirupato, dove incontra un'altra traccia che sale (o scende) al Vallanta (indicazione su masso); da questo punto i segni gialli guidano per massi e roccette di nuovo in basso, fino ad incontrare (0.35 dal Bivacco) una traccia che proviene da destra, e che è probabilmente quella che dal bivacco taglia in costa sulla destra. Una salita dunque inutile!
Proseguendo sulla traccia, dopo una decina di minuti si incontrano e superano, con vari saliscendi sempre su terreno accidentato, due pozze d'acqua (2766 m); da questo punto stacca a destra un'altra traccia, diretta alla Guglia delle Forciolline, 0.45 - EE, da qui però piuttosto insignificante (ben altro aspetto assume invece da sud!).
Si raggiunge finalmente un poggio ed un ennesimo bivio (1.00 dal Bivacco, 3.35 da Castello): a sinistra prosegue la via per il Monviso, mentre a destra si scende ai Laghi delle Forciolline e al Bivacco alle Forciolline. Da questa posizione sopraelevata si abbraccia con lo sguardo tutta la magnifica conca delle Forciolline, con il lago superiore, sotto di noi a sinistra, il bivacco giallo che spicca sulle rocce, e a destra i laghetti più piccoli (ma non meno belli). Domina il tutto Punta Dante (e molto altro), mentre per ora la punta del Viso non è visibile (lo è solo una volta scesi ai laghi).
Con fatica, per roccette e massi, si scende allora ai laghi, toccando prima quello inferiore, da sogno (foto 3), e poi quello superiore (1.10 dal Bivacco, 3.45 da Castello).
Dalla sponda destra del Lago superiore (2807 m), il più grande, è visibile la punta del Monviso, tutta spruzzata di neve (foto 4). Da qui ho visto anche altri segni gialli che indicano la via per il Passo delle Sagnette ed il Viso: questa traccia probabilmente va a ricongiungersi a quella, lasciata più in alto, e che passa sull'altra sponda.
Dato uno sguardo al nuovo Bivacco (2835 m)(foto 5), che è dedicato ad Alessandra Boarelli Re, prima donna a salire sul Monviso, nel 1864, si prende a destra (parte opposta al Lago Superiore), ove altri segni gialli indicano un bivio: su un masso è indicato "Castello" (a destra), ed questa è la via che scende per il Vallone delle Forciolline; si trascurano invece altre diramazioni che portano su itinerari più impegnativi (in particolare quella segnalata per il Bivacco Bertoglio).
Gli onnipresenti segni gialli guidano quindi all'imboccatura del Vallone, all'inizio piuttosto largo ma che progressivamente si restringe e si fa più ripido (foto 6): discesa una piccola balza rocciosa, la traccia scende dapprima sulla destra tenendosi aderente alla parete rocciosa, prosegue poi per roccette, massi rotti, tracce su ghiaia, detriti abbastanza stabili, attraversando in più punti un rio che all'epoca del mio passaggio appariva innocuo e produceva solo graziose cascatelle, ma che immagino possa rendere la vita assai grama all'escursionista che lo deve affrontare quando è più "in salute".
La gola è veramente selvaggia, e molto bella; incute inevitabilmente un certo timore; avendola percorsa per la prima (e unica) volta in discesa la mia percezione può essere falsata; la gola è certamente ripida e occorre cautela, ma non ci sono passaggi difficoltosi o esposti; solo verso il fondo del vallone ci sono tre brevi tratti attrezzati con fune metallica (foto 7); nei primi due casi il cavo non mi è servito affatto per scendere dalle rocce, mentre nell'ultimo punto (che si trova proprio in fondo alla gola e quindi è la prima difficoltà che salendo ci si trova ad affrontare) devo confessare che senza il cavo sarebbe stato abbastanza problematico, per l'homo appenninicus, scendere (o salire). Nel complesso è comunque un percorso impegnativo, e con il torrente in piena o/e le rocce bagnate probabilmente un incubo.
Discesa la gola (1.15 dai Laghi, 5.00 da Castello)(foto 8), un sentiero (facile, ma pieno di massi e spuntoni e nel percorrere il quale occorre non perdere la concentrazione) riporta in breve al bivio dell'andata (Berardo / Forciolline)(1.40 dai Laghi, 5.25 da Castello), e da qui col sentiero di fondo valle (Vallone di Vallanta) si ritorna al punto di partenza (2.30 dai Laghi, 6.15 da Castello).


Commento

Il giro è faticoso e abbastanza impegnativo, ma bellissimo. I Laghi sono di una bellezza indicibile, complice anche la loro posizione e la vista della punta del Monviso: andarci vale quanto la conquista di una vetta!
Nonostante l'amico di Kaps.it (leggi qui la descrizione della sua escursione) parli di "sentiero maledetto" riferendosi alla salita al Bivacco Berardo, a giudizio dell'homo appenninicus se volete andare ai Laghi e volete scegliere la strada meno impegnativa e con meno "patemi", la salita al Bivacco Berardo è comunque da preferirsi a quella che passa nella Gola delle Forciolline, anche se entrambi i percorsi sono, per motivi diversi, per escursionisti esperti (EE).
Infatti, se è vero che il percorso fino al Bivacco Berardo è molto ripido e faticoso, e nel complesso più lungo dell'altro, si svolge quanto meno interamente su sentiero; dal Bivacco Berardo ai laghi il percorso è sì faticoso perché si svolge su massi e rocce rotte, e al di fuori di un sentiero, ma è segnalato abbondantemente (per non dire ossessivamente) e non è difficile.
Invece la salita / discesa per la Gola delle Forciolline, anche se più diretta e breve, è comunque più impegnativa: ci sono pur sempre tre (brevi) tratti attrezzati con corda metallica, e in certi momenti la traccia passa assai ripida su detriti.
Per me l'anello risulta la soluzione migliore, perchè permette di toccare due valloni vicini, separati solo dall'imponente Guglia delle Forciolline, ma diversissimi tra loro. Si ha, da un lato, il percorso di ampio respiro, aperto, col vasto panorama sul vallone di Vallanta ed il nodo del Pelvo e della Marchisa, che porta al Bivacco; dall'altro lato, un selvaggio vallone, incassato tra severe pareti rocciose, percorso da un ruscello che di tanto in tanto "salta" con cascatelle spettacolari…
Quanto all'anello, ritengo abbia forse più senso salire dal Berardo e scendere dalla Gola che non fare il contrario, perché facendo il giro al contrario occorrerebbe al ritorno risalire dai laghi al poggio che domina la conca delle Forciolline, e sarebbe un bel pezzo di strada e di fatica; invece come ho fatto io dai laghi alla Gola delle Forciolline c'è solo discesa. Non nego però che affrontare per la prima volta la gola in discesa mi ha creato un po' di apprensione, non sapendo cosa mi aspettava al passo successivo, e vedendo quanto era ripida e incassata la gola che dovevo discendere.


Attenzione!

La descrizione di questo itinerario risale ormai a parecchi anni fa e non verrà più aggiornata. Nel frattempo, però, i luoghi, le vie di accesso ed i sentieri potrebbero essere cambiati.
Anfablopir.com non si assume comunque alcuna responsabilità per l'esattezza delle informazioni riportate su questa pagina.
Chiunque ne fa uso, lo fa ovviamente a proprio rischio e pericolo.


Cartina


Cartina schematica della zona del Monviso

Cartina schematica della zona del Monviso

Galleria

foto n.1

Il Bivacco Berardo

1. Il Bivacco Berardo

foto n.2

Il percorso dal Bivacco Berardo verso i Laghi delle Forciolline. Sullo sfondo Punta Dante

2. Il percorso dal Bivacco Berardo verso i Laghi delle Forciolline. Sullo sfondo Punta Dante

foto n.3

Il Lago inferiore delle Forciolline

3. Il Lago inferiore delle Forciolline

foto n.4

Il Lago superiore delle Forciolline e la punta del Monviso

4. Il Lago superiore delle Forciolline e la punta del Monviso

foto n.5

Il Bivacco Boarelli alle Forciolline, uno dei punti di appoggio per la salita al Monviso dalla via normale

5. Il Bivacco Boarelli alle Forciolline, uno dei punti di appoggio per la salita al Monviso dalla via normale

foto n.6

Nel Vallone delle Forciolline

6. Nel Vallone delle Forciolline

foto n.7

Tratti di cavo metallico agevolano il passaggio sulle roccette all'inizio del vallone delle Forciolline

7. Tratti di cavo metallico agevolano il passaggio sulle roccette all'inizio del vallone delle Forciolline

foto n.8

Il vallone delle Forciolline visto dal basso, tra la Guglia delle Forciolline e le Rocce Meano

8. Il vallone delle Forciolline visto dal basso, tra la Guglia delle Forciolline e le Rocce Meano

Gite dallo stesso punto di partenza:

Dante (Punta)
Malta (Punta)
Vallanta (Rifugio)

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Giacoletti (Rifugio) (da Pian del Re)
Sella (Rifugio) (da Pian del Re)
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