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IGC n.106

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Due parole su..

- scopo e oggetto del sito
- la scala delle difficoltà
- tempi, altimetria, dislivelli
- copyright e feedback
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Oggetto e mission del sito

Le pagine dell'Homo Appenninicus sono un sottosito di Anfablopir.com.
Queste pagine sono dedicate alla montagna, e descrivono itinerari nell'area che va dalle Alpi Apuane fino al Monviso (o poco più a nord).
Si tratta di itinerari escursionistici sulle Alpi Apuane, sull'Appennino Ligure, e sulle Alpi Liguri, Marittime e Cozie.

Lo scopo di queste pagine è duplice:
1) ricordare, specie nelle piovose (o nevose) sere invernali, le belle giornate estive trascorse in montagna; e
2) rimettere in circolo materiale ed esperienze a disposizione di chi progetta di fare le cose che io ho già fatto. Per organizzare le mie escursioni ho usato talvolta informazioni prese in rete, mi sembra giusto contraccambiare come posso.

Tutte le gite descritte sono state da me realmente effettuate.
Ho cercato di essere accurato, ma la descrizione degli itinerari, i tempi di percorso e la valutazione delle difficoltà non sono da prendere per oro colato: a parte possibili errori, sono comunque riferite alle condizioni del terreno e atmosferiche di quel particolare momento, e in ogni caso soggettive. Senza contare che le prime gite descritte su questo sito risalgono ormai al 2004, e nel corso degli anni (anche pochi anni!) i sentieri possono cambiare.
Inutile dirlo, quindi, ma l'uso da parte vostra di quello che ho scritto è, mi spiace, a vostro rischio e pericolo!
Le descrizioni degli itinerari che trovate in questo sito non fanno venir meno la necessità di effettuare le escursioni muniti di cartine e di pubblicazioni ufficiali.
Per ogni itinerario descritto trovate i libri e le cartine che io ho usato, mentre per la lista generale di tutte le cartine e guide in mio possesso vi rimando alla pagina dei libri e delle cartine.

Scala delle difficoltà

Per il grado di difficoltà ho usato la classificazione in uso (per l'escursionismo: T, E, EE - per l'alpinismo: F, PD, etc).
Sinteticamente:
T = turistico; percorso su sterrati, mulattiere, comodi sentieri
E = escursionistico; itinerario su sentieri, tracce di passaggio, nevai residui, passaggi su tratti rocciosi brevi facili e non esposti. Consigliata carta topografica e mezzi tecnici di orientamento
EE = escursionisti esperti; itinerario su sentieri scoscesi, terreno impervio, nevai, passaggi su roccia tecnicamente non impegnativi. Necessaria carta topografica e mezzi tecnici di orientamento.
EEA= escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica per il superamento di passaggi attrezzati, di vie ferrate. Nessuna ferrata è descritta sul sito.
F=facile; siamo al primo livello di classificazione dell'alpinisimo; questa è una valutazione che considera la salita nel suo complesso e non in base al singolo passaggio tecnico o al più difficile.
Tutte le escursioni di questo sito arrivano al massimo a F (fa eccezione il Monviso). Talvolta nelle mie valutazioni ho inserito dei gradi intermedi (es. "E / EE" oppure "EE / F") per dire che l'itinerario è tra l'escursionismo e l'escursionismo avanzato, oppure tra questo e l'alpinismo facile.
Molto spesso le le mie valutazioni coincidono con quelle ufficiali, che sono sempre riportate; da bravo homo appenninicus nelle descrizioni ho cercato di dettagliare al massimo le informazioni al riguardo. Dove mi è sembrato significativo ho cercato di riportare tutte le valutazioni disponibili.

Tempi, altimetria, dislivelli, e altro

I tempi di percorrenza, salvo diversamente indicato, si riferiscono al percorso di andata (tipicamente: parcheggio-vetta). A volte è riportato anche il ritorno o il tempo complessivo, specie in caso di giri ad anello. Le soste sono sempre escluse.
Ho indicato sempre i miei tempi di percorso, e ove disponibili anche quelli indicati dalle guide o dalle segnalazioni sul posto.
I tempi intermedi riportati sono sempre quelli che io ho registrato al mio passo, che generalmente in salita è un po' più rapido di quello "ufficiale".
Le altimetrie fornite sono quelle ufficiali. Se però trovate la parola "circa" (esempio: 2653 m circa), vuol dire che mi sono basato sul mio altimetro e quindi il dato è da considerare soltanto come indicazione di massima.
Salvo diversamente indicato, le gite sono state effettuate col bel tempo e nella stagione "adatta". Per ogni escursione è comunque indicato mese ed anno di salita.
I dislivelli indicati considerano il punto di partenza e il punto più alto toccato, senza tener conto di eventuali perdite di quota intermedie.

Copyright e feedback

Il materiale su queste pagine, testi e foto, è tutto "farina del mio sacco" ed è liberamente utilizzabile per scopi personali e non di lucro, ma sempre citando la fonte (anfablopir.com). Per ogni altro uso contattemi prima.
I feedback sono una cosa che incoraggiano molto il mantenimento e l'aggiornamento di un sito, pertanto vi prego di scrivermi se vi va, e se potete anche mettere un link al mio sito sulle pagine del vostro mi farà molto piacere. Grazie!
Gli aggiornamenti del sito avvengono man mano che faccio nuove escursioni, quindi tornate a vedere in "Archivio Gite" se la lista si è allungata!



Questa gita sul Web

- Gulliver.it
(fondamentale per questa escursione)


Monte Frioland (2720 m)

da Brich
valle Po, provincia di Cuneo

In breve

Difficoltà: E / EE
Punto di partenza: Brich
Dislivello: 1240 m
Tempi:
Ufficiali: 3.30 (palina in paese)
Miei: 3.40
Data escursione: giugno 2011


Premessa

Il Monte Frioland è un bellissmo balcone sul gruppo del Monviso, sul crinale tra la valle Po e la val Pellice. L’itinerario qui descritto, che risale la montagna dal Colle delle Porte, risulta un po’ difficoltoso nella prima parte in quanto privo di segnaletica; successivamente, fino al Colle delle Porte è comunque segnato con soli ometti.

Accesso in auto

Da Saluzzo si imbocca la strada che risale la Valle Po e la si percorre per una trentina di chilometri fino a raggiungere Crissolo (1338 m). Da Crissolo si imbocca la strada per Pian del Re, ma poco dopo, prima della località Serre Uberto, si prende una deviazione a destra per Ostana. Si segue la strada in salita fino a raggiungere il borgo di Brich (1480 m) dove si lascia l’auto.
In alternativa, prima di arrivare a Crissolo, si può raggiungere Brich prendendo, a destra in salita, un’altra strada per Ostana; questa seconda via di accesso, da noi seguita in discesa, può tornare comoda nel caso si trovi chiusa, per qualche lavoro, la strada per Pian del Re (a me è successo, e proprio nel tratto iniziale).


Itinerario

Dal piccolo parcheggio si segue un piccolo segno sbiadito bianco-rosso che porta, alle spalle delle case, su uno sterrato (malga, con cani “mordaci”).
Raggiunta di lì a breve una piccola costruzione (presa idraulica), la bella strada ha termine (0.30)(1660 m circa).
Alla sinistra ha inizio un sentierino nell’erba, battuto, evidentemente usato dai pastori, che taglia i prati verso sud-ovest (sinistra).
Si lascia a destra una prima malga in rovina, e poco dopo (0.45)(1777 m circa), di fronte a noi, compare una seconda malga, al di là di una profonda valletta solcata da un rio (foto 1). Come riferimento: sulla sinistra, dall’altra parte della valle, si vede un gruppo di 4 baite isolate.
Non si raggiunge la malga, ma abbandoniamo a questo punto il sentiero per prendere a destra, in ripidissima salita, per pratoni e rododendri, puntando ad un evidente roccione che è un centinaio di metri sopra di noi.
Nei pressi del roccione andiamo infatti ad intercettare (1.05)(1890 m circa) una mulattiera-sentiero (ometto su roccia)(foto 2) che iniziamo a percorrere, in moderata salita, verso sinistra. Questo punto dovrà essere memorizzato per il ritorno; ma ora tiriamo un sospiro di sollievo, perché da questo punto in avanti, fino in cima, il percorso è tutto segnato, quanto meno con ometti di pietra.
Dunque seguiamo il sentiero, che guadagna quota senza mai essere troppo ripido. Si arriva (1.35)(2080 m circa) ad una biforcazione dove, tralasciando il sentiero che continua a sinistra in basso, noi abbiamo proseguito su quello di destra che sale, fino a raggiungere (1.45)(2123 m circa) un rudere (praticamente quello che rimane della costruzione originaria è uno solo dei muri!)(foto 3). Qui finisce la mulattiera. Numerosi ometti ci guidano sul pendio erboso soprastante, che si raggiunge praticamente con percorso che curva a gomito (attenzione a ritorno, occorre identificare questo punto, e svoltare correttamente).
Siamo su un ampio pendio erboso (foto 4), che risaliamo fino al Colle delle Porte. Ora la traccia si perderebbe facilmente ma soccorrono fortunatamente gli ometti (noi siamo riusciti a non perderci nonostante la visiblità molto ridotta)(foto 5). Grosso modo questi pratoni vengono risaliti con percorso che si tiene prima a destra, poi al centro, quindi decisamente sulla sinistra, fino a guadagnare il Colle delle Porte (2.15)(2284 m) che, in perfetto “stile Frioland”, non è segnalato in alcun modo se non da un mucchietto di pietre.
Da qui si va a sinistra, guidati adesso non solo dagli ometti ma anche da tacche di vernice rossa, e si risale l’ampia cresta (foto 6), con salita lunga e faticosa (sono poco meno di 500 metri di dislivello!), però senza mai incontrare difficoltà: anche i nevai da noi incontrati a fine giugno erano facilmente aggirabili. La traccia si tiene sempre sotto il filo di cresta, lato Crissolo, ed è, come detto, sempre ben segnata; probabilmente è un percorso anche molto bello e panoramico, ma certo in una giornata diversa da quella che abbiamo trovato noi! Si arriva comunque ai piedi di un’ultima ripida rampa (foto 7), proprio prima dell’anticima, e da qui si raggiungono le due croci di vetta (3.40)(2720 m)(foto 8).
Dalla vetta il panorama sul gruppo del Monviso deve essere semplicemente splendido; noi lo abbiamo potuto solo immaginare, magari ricordando quanto abbiamo visto, qualche anno or sono, dalla non distante vetta della Sea Bianca, peraltro più vicina al Monviso (foto 9).


Commento

Senza la relazione tratta da Gulliver.it non saremmo andati da nessuna parte: la prima parte del percorso infatti non è intuitiva e non l’avremmo trovata, neppure con buona visibilità. Questi problemi di orientamento giustificano la valutazione E / EE, ma per il resto non ci sono difficoltà di sorta, neppure nella parte alta che come detto è ripida ma perfettamente tracciata e segnalata.


Attenzione!

La descrizione di questo itinerario risale ormai a parecchi anni fa e non verrà più aggiornata. Nel frattempo, però, i luoghi, le vie di accesso ed i sentieri potrebbero essere cambiati.
Anfablopir.com non si assume comunque alcuna responsabilità per l'esattezza delle informazioni riportate su questa pagina.
Chiunque ne fa uso, lo fa ovviamente a proprio rischio e pericolo.


Galleria

foto n.1

Salendo verso il Frioland da Brich l'orientamento all'inizio è precario. Ecco il punto dove, senza raggiungere la malga, occorre lasciare la traccia ed inerpicarsi a destra su un ripido pendio erboso

1. Salendo verso il Frioland da Brich l'orientamento all'inizio è precario. Ecco il punto dove, senza raggiungere la malga, occorre lasciare la traccia ed inerpicarsi a destra su un ripido pendio erboso

foto n.2

Segnale di pietre sulla mulattiera che intercettiamo dopo la salita su prato

2. Segnale di pietre sulla mulattiera che intercettiamo dopo la salita su prato

foto n.3

Il rudere dove finisce la mulattiera

3. Il rudere dove finisce la mulattiera

foto n.4

Per raggiungere il colle delle Porte si risale per pratoni

4. Per raggiungere il colle delle Porte si risale per pratoni

foto n.5

il percorso è contorto ma gli ometti ci conducono al colle delle Porte nonostante la scarsa visibilità

5. il percorso è contorto ma gli ometti ci conducono al colle delle Porte nonostante la scarsa visibilità

foto n.6

La lunga cresta del Frioland non è difficile, e inoltre il sentiero dal Colle delle Porte è anche ben segnato

6. La lunga cresta del Frioland non è difficile, e inoltre il sentiero dal Colle delle Porte è anche ben segnato

foto n.7

Rampa finale prima della vetta del Frioland

7. Rampa finale prima della vetta del Frioland

foto n.8

La vetta del Frioland

8. La vetta del Frioland

foto n.9

Quello che forse si vede anche dal Frioland: ecco Monviso, Visolotto e le Punte Gastaldi, Roma e Udine viste dalla non distante Sea Bianca

9. Quello che forse si vede anche dal Frioland: ecco Monviso, Visolotto e le Punte Gastaldi, Roma e Udine viste dalla non distante Sea Bianca


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