Navigo da cellulare

Menu di Anfablopir.com

-Archivio di tutte le gite (Home Page)
-L'Homo Appenninicus
-Libri e Cartine (in visualizzazione normale)
-In English


Altri itinerari


- stesso punto di partenza:

==


- stessa zona:

apri foto: Sea Bianca
apri foto: Meidassa (Monte) e Buco di Viso

- stessa provincia:

elenco gite in provincia di Torino

gite in provincia di Torino (4)


val Chisone (3)

- Albergian (da Pragelato, Val Chisone)
- Cristalliera (Punta) (dal Rifugio Selleries, Valle Chisone)
- Rognosa di Sestriere (Punta) (dal Colle di Sestriere, Valle Chisone)

val Pellice (1)

- Manzol (Punta) (dal Rif. Barbara Lowrie,Valle Pellice)

Guide e cartine


In cima -

IGC n.106

Feedback

lascia un tuo commento!

Lascia il tuo commento



Due parole su..

- scopo e oggetto del sito
- la scala delle difficoltà
- tempi, altimetria, dislivelli
- copyright e feedback
Vai alla pagina

Anfablopir.com



Oggetto e mission del sito

Le pagine dell'Homo Appenninicus sono un sottosito di Anfablopir.com.
Queste pagine sono dedicate alla montagna, e descrivono itinerari nell'area che va dalle Alpi Apuane fino al Monviso (o poco più a nord).
Si tratta di itinerari escursionistici sulle Alpi Apuane, sull'Appennino Ligure, e sulle Alpi Liguri, Marittime e Cozie.

Lo scopo di queste pagine è duplice:
1) ricordare, specie nelle piovose (o nevose) sere invernali, le belle giornate estive trascorse in montagna; e
2) rimettere in circolo materiale ed esperienze a disposizione di chi progetta di fare le cose che io ho già fatto. Per organizzare le mie escursioni ho usato talvolta informazioni prese in rete, mi sembra giusto contraccambiare come posso.

Tutte le gite descritte sono state da me realmente effettuate.
Ho cercato di essere accurato, ma la descrizione degli itinerari, i tempi di percorso e la valutazione delle difficoltà non sono da prendere per oro colato: a parte possibili errori, sono comunque riferite alle condizioni del terreno e atmosferiche di quel particolare momento, e in ogni caso soggettive. Senza contare che le prime gite descritte su questo sito risalgono ormai al 2004, e nel corso degli anni (anche pochi anni!) i sentieri possono cambiare.
Inutile dirlo, quindi, ma l'uso da parte vostra di quello che ho scritto è, mi spiace, a vostro rischio e pericolo!
Le descrizioni degli itinerari che trovate in questo sito non fanno venir meno la necessità di effettuare le escursioni muniti di cartine e di pubblicazioni ufficiali.
Per ogni itinerario descritto trovate i libri e le cartine che io ho usato, mentre per la lista generale di tutte le cartine e guide in mio possesso vi rimando alla pagina dei libri e delle cartine.

Scala delle difficoltà

Per il grado di difficoltà ho usato la classificazione in uso (per l'escursionismo: T, E, EE - per l'alpinismo: F, PD, etc).
Sinteticamente:
T = turistico; percorso su sterrati, mulattiere, comodi sentieri
E = escursionistico; itinerario su sentieri, tracce di passaggio, nevai residui, passaggi su tratti rocciosi brevi facili e non esposti. Consigliata carta topografica e mezzi tecnici di orientamento
EE = escursionisti esperti; itinerario su sentieri scoscesi, terreno impervio, nevai, passaggi su roccia tecnicamente non impegnativi. Necessaria carta topografica e mezzi tecnici di orientamento.
EEA= escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica per il superamento di passaggi attrezzati, di vie ferrate. Nessuna ferrata è descritta sul sito.
F=facile; siamo al primo livello di classificazione dell'alpinisimo; questa è una valutazione che considera la salita nel suo complesso e non in base al singolo passaggio tecnico o al più difficile.
Tutte le escursioni di questo sito arrivano al massimo a F (fa eccezione il Monviso). Talvolta nelle mie valutazioni ho inserito dei gradi intermedi (es. "E / EE" oppure "EE / F") per dire che l'itinerario è tra l'escursionismo e l'escursionismo avanzato, oppure tra questo e l'alpinismo facile.
Molto spesso le le mie valutazioni coincidono con quelle ufficiali, che sono sempre riportate; da bravo homo appenninicus nelle descrizioni ho cercato di dettagliare al massimo le informazioni al riguardo. Dove mi è sembrato significativo ho cercato di riportare tutte le valutazioni disponibili.

Tempi, altimetria, dislivelli, e altro

I tempi di percorrenza, salvo diversamente indicato, si riferiscono al percorso di andata (tipicamente: parcheggio-vetta). A volte è riportato anche il ritorno o il tempo complessivo, specie in caso di giri ad anello. Le soste sono sempre escluse.
Ho indicato sempre i miei tempi di percorso, e ove disponibili anche quelli indicati dalle guide o dalle segnalazioni sul posto.
I tempi intermedi riportati sono sempre quelli che io ho registrato al mio passo, che generalmente in salita è un po' più rapido di quello "ufficiale".
Le altimetrie fornite sono quelle ufficiali. Se però trovate la parola "circa" (esempio: 2653 m circa), vuol dire che mi sono basato sul mio altimetro e quindi il dato è da considerare soltanto come indicazione di massima.
Salvo diversamente indicato, le gite sono state effettuate col bel tempo e nella stagione "adatta". Per ogni escursione è comunque indicato mese ed anno di salita.
I dislivelli indicati considerano il punto di partenza e il punto più alto toccato, senza tener conto di eventuali perdite di quota intermedie.

Copyright e feedback

Il materiale su queste pagine, testi e foto, è tutto "farina del mio sacco" ed è liberamente utilizzabile per scopi personali e non di lucro, ma sempre citando la fonte (anfablopir.com). Per ogni altro uso contattemi prima.
I feedback sono una cosa che incoraggiano molto il mantenimento e l'aggiornamento di un sito, pertanto vi prego di scrivermi se vi va, e se potete anche mettere un link al mio sito sulle pagine del vostro mi farà molto piacere. Grazie!
Gli aggiornamenti del sito avvengono man mano che faccio nuove escursioni, quindi tornate a vedere in "Archivio Gite" se la lista si è allungata!



Punta Manzol (2933 m)

Dal rifugio Barbara Lowrie
valle Pellice, provincia di Torino

In breve

Difficoltà: EE
Punto di partenza: Rifugio Barbara Lowrie
Dislivello: 1180 m
Tempi:
Ufficiali: 2.30 fino al Colle Manzol (paline)
Miei: 3.00 (2.15 fino al Colle Manzol, 0.45 dal colle alla vetta)
Data escursione: agosto 2009


Premessa

La Punta Manzol è una bella vetta rocciosa poco a nord del Monviso, anche se la vista sul Re di Pietra è preclusa dalle imponenti mole dei Monti Meidassa e Granero che si ergono a nord della nostra cima

Accesso in auto

Si può raggiungere la val Pellice da Pinerolo, arrivando da Torino (tangenziale sud fino all’uscita per Pinerolo, poi autostrada fino a Pinerolo, da qui seguire i cartelli per la Valle Pellice) oppure da sud (per strada normale: Saluzzo, quindi Cavour).
Imboccata la valle, seguire la strada fino a poco prima di Bobbio Pellice, quando un cartello sulla sinistra indica la deviazione per la Valle dei Carbonieri e il Rifugio Barbara Lowrie. Ha inizio una stradina asfaltata abbastanza ben tenuta, ma lunga una decina di chilometri, stretta e assai ripida, che raggiunge con faticoso percorso le Grange del Pis, ove ha sede il rifugio Barbara Lowrie (1753 m)(foto 1).


Itinerario

Poco prima del rifugio una palina indica a destra la direzione per il Colle Dar Moine, per il Colle Manzol (dato a 2.30) e per il Rifugio Battaglione Granero.
Si attraversa il bel pianoro erboso, che è sovrastato da una bastionata rocciosa semi circolare; il sentiero, tutto segnato in bianco-rosso e in giallo (corsa dei 3 rifugi) e ben tracciato, costeggia alcuni gias e casette in pietra, poi piega verso destra ed inizia a salire a zig zag fino a raggiungere il bordo superiore della bastionata a circa 1890 m.
Da qui piega a sinistra (verso sud) con salita meno ripida, attraversando un bel bosco di larici, poi proseguendo allo scoperto. Guadati due rii si raggiunge un poggio (0.50)(2130 m) dove c’è una lapide a ricordo di un ragazzo; da qui (foto 2) il percorso risale l’ampio vallone erboso fino a raggiungere un punto più sopraelevato (1.30)(2384 m circa) dove si ha una bella vista sul versante est del Manzol e, a sinistra, sul ripido canalone detritico che occorre risalire per giungere al Colle omonimo (foto 3).
Dopo brevissima discesa e rapida risalita si incontra un bivio (1.35)(2380 m): lasciato il sentiero che conduce al colle Dar Moine (valico per Pian del Re e la valle Po) si prende a destra la diramazione per il colle Manzol.
Il nostro sentiero ci porta con percorso non troppo faticoso, sempre ben segnalato sia in bianco-rosso che in giallo, all’attacco del canalone (foto 4). Da qui la salita è faticosa e ripida, ma non difficile (foto 5), con solo un punto lievemente aereo, fino al colle Manzol (2663 m)(2.15).
Dal colle, che ci offre una bella visuale sui versanti nord di Meidassa e Granero, divisi dal colle Luisàs (foto 6), la Punta Manzol appare un’elegante piramide rocciosa, lievemente ostica (foto 7)
Per raggiungere la vetta occorre sapere che la traccia, segnata da ometti, dopo un primo tratto in salita non risale direttamente la cresta ma porta, in trasversale a sinistra (sul versante est, opposto a quello di salita), a raggiungere uno spuntone roccioso piuttosto in basso (ben visibile dal colle e nella foto 7). Il percorso è un po’ accidentato e in qualche punto lievemente aereo, ma il vero impegno sta nel seguire gli ometti.
Raggiunto lo spuntone (foto 8), e superato l’intaglio, si sbuca in un versante detritico che occorre risalire (foto 9); gli ometti infatti piegano in salita a destra, per detriti e sfasciumi, tenendosi sul crestone (foto 10), fino a raggiungere con percorso un po’ contorto ma non difficile la vetta del Manzol (2933 m)(3.00). Non occorre comunque mai mettere le mani, a meno di voler seguire percorsi più diretti.
Dalla vetta il panorama è interessante sui versanti settentrionali di Meidassa e Granero, che purtroppo ci impediscono di vedere il Viso; verso est si vede tutto il vallone che si percorre per risalire dal Rifugio Jervis al Rifugio Battaglione Granero; oltre la dentellata cresta che delimita il vallone si vedono sullo sfondo Pic D’Asti e (credo) Pan di Zucchero.
Verso nord le cime della val Pellice e della val Chisone, con la Rognosa di Sestriere in bell’evidenza.


Commento

La gita non è particolarmente lunga, ma lungo è l’avvicinamento in auto al rifugio Barbara, che tra l’altro, essendo raggiungibile in auto, è ovviamente l’affollata meta di scampagnate e pic-nic vari. Quindi non esattamente un posto tranquillo.
L’itinerario non presenta particolari difficoltà ma la classificazione EE (escursionisti esperti) mi sembra d’obbligo sia per il tipo di terreno (detritico e abbastanza aperto) sia per il percorso, che occorre sempre individuare ometto dopo ometto.
Nonostante la vista sia limitata verso sud, l’escursione dà comunque soddisfazione ed è quindi consigliata.


Attenzione!

La descrizione di questo itinerario risale ormai a parecchi anni fa e non verrà più aggiornata. Nel frattempo, però, i luoghi, le vie di accesso ed i sentieri potrebbero essere cambiati.
Anfablopir.com non si assume comunque alcuna responsabilità per l'esattezza delle informazioni riportate su questa pagina.
Chiunque ne fa uso, lo fa ovviamente a proprio rischio e pericolo.


Galleria

foto n.1

Il rifugio Barbara Lowrie

1. Il rifugio Barbara Lowrie

foto n.2

Nel vallone erboso al poggio di quota 2130: sullo sfondo il colle Dar Moine e, sulla destra, la Meidassa

2. Nel vallone erboso al poggio di quota 2130: sullo sfondo il colle Dar Moine e, sulla destra, la Meidassa

foto n.3

Il versante orientale di Punta Manzol, con a sinistra il ripido canale che conduce al colle

3. Il versante orientale di Punta Manzol, con a sinistra il ripido canale che conduce al colle

foto n.4

Il sentiero sale a zig zag avvicinandosi al canalino per il colle Manzol

4. Il sentiero sale a zig zag avvicinandosi al canalino per il colle Manzol

foto n.5

La parte superiore del canalino per il colle Manzol

5. La parte superiore del canalino per il colle Manzol

foto n.6

Al Colle Manzol, vista verso nord. Il Colle Luisas separa la Meidassa (a sinistra) dal Granero

6. Al Colle Manzol, vista verso nord. Il Colle Luisas separa la Meidassa (a sinistra) dal Granero

foto n.7

Punta Manzol dal colle. Il percorso di salita traversa sulla sinistra fino allo spuntone roccioso (evidenziato in rosso)

7. Punta Manzol dal colle. Il percorso di salita traversa sulla sinistra fino allo spuntone roccioso (evidenziato in rosso)

foto n.8

Il percorso di salita dal colle Manzol visto dallo spuntone roccioso della foto precedente

8. Il percorso di salita dal colle Manzol visto dallo spuntone roccioso della foto precedente

foto n.9

Dopo lo spuntone roccioso la traccia piega a destra, risalendo verso la vetta per detriti e roccette

9. Dopo lo spuntone roccioso la traccia piega a destra, risalendo verso la vetta per detriti e roccette

foto n.10

Gli ometti guidano verso la vetta tenendosi in costa (foto scattata dall'alto)

10. Gli ometti guidano verso la vetta tenendosi in costa (foto scattata dall'alto)


Gite nella stessa zona:

Sea Bianca (da Pian della Regina)
Meidassa (Monte) e Buco di Viso (da Pian del Re)

Tutte le Gite di Anfablopir.com:

Vai all'Archivio di tutte le gite (Home Page)