Navigo da cellulare

Menu di Anfablopir.com

-Archivio di tutte le gite (Home Page)
-L'Homo Appenninicus
-Libri e Cartine (in visualizzazione normale)
-In English


Altri itinerari


- stesso punto di partenza:

==


- stessa zona:

apri foto: Enciastraia
apri foto: Rocca La Meja

- stessa provincia:

elenco gite in provincia di Cuneo

gite in provincia di Cuneo (87)


valle Po (8)

- Alpetto (Rifugio) e Q.Sella (Rifugio) (da Oncino, Valle Po)
- Frioland (da Brich)
- Giacoletti (Rifugio) (da Pian del Re, Valle Po)
- Meidassa e Buco di Viso (da Pian del Re, Valle Po)
- Monviso (da Pian del Re, Valle Po)( in English)
- Sea Bianca (Cima della) (da Pian della Regina, Valle Po)
- Sella (Rifugio) (da Pian del Re, Valle Po)
- Viso Mozzo (da Pian del Re, Valle Po)

val Varaita (16)

- Bellino (da S.Anna di Bellino, Valle Varaita) ( in English)
- Dante (Punta) (da Castello di Pontechianale, Valle Varaita)
- Fiutrusa (Punta di) (da S.Anna di Bellino, Valle Varaita)
- Forciolline (Laghi delle) (da Castello di Pontechianale,Valle Varaita)
- Col Longet e Cima di Pienasea (da Chianale, Valle Varaita)
- Losetta (da Chianale / strada per il Colle dell'Agnello, Valle Varaita)
- Malta (Punta) (da Castello di Pontechianale,Valle Varaita)
- Marchisa (Rocca La) (da S.Anna di Bellino, valle Varaita) ( in English)
- Mongioia (da S.Anna di Bellino, Valle Varaita)
- Nigro (Rocca del) (da Chianale, Valle Varaita)
- Pan di Zucchero (dal Colle dell'Agnello, Valle Varaita)
- Pelvo d'Elva (dal Colle della Bicocca, Valle Varaita)
- Pietralunga (da S.Anna di Bellino, Valle Varaita)
- Rasciassa (Punta) (da Colletto di Sopra / Calchesio, Valle Varaita)
- Sagneres (Pic delle) e Rocca La Marchisa (da Ponte Pelvo, Valle Varaita)
- Vallanta (Rifugio) (da Castello di Pontechianale, Valle Varaita)

valle Maira (8)

- Becco Grande (dal Lago Resile, Valle Maira)
- Cervet (da Chiappera, Valle Maira)
- Chersogno (dalle Grange Chiotti, Valle Maira)
- Frema (Tete de la) (da Chiappera, Valle Maira)
- Maniglia (da Chiappera, Valle Maira)( in English)
- Marchisa (Rocca La) (da Madonna delle Grazie, Valle Maira)
- Meja (Rocca la) (dal colle del Preit, valle Maira)
- Sautron (da Chiappera, Valle Maira)

valle Grana (1)

- Tibert (dal Santuario di S.Magno,Valle Grana)

valle Stura (18)

- Testa dell'Autaret e Cima di Collalunga (da S.Bernolfo, Valle Stura)
- Aver (dal Vallone del Rio Freddo)
- Barbacana (Passo di) e Laghi del Corborant (da S.Bernolfo, Valle Stura)
- Bersaio (da Sambuco, Valle Stura)
- Corborant (Cima del) (da S.Bernolfo, Valle Stura)
- Enciastraia (da Grange di Argentera, Valle Stura)
- Ischiator (Becco Alto d') (da Besmorello fraz. di Bagni di Vinadio, Valle Stura)
- Lago di Laris (da Prati del Vallone / Pontebernardo, Valle Stura)
- Laroussa (Passo) e Monte Saletta (da S.Bernolfo, Valle Stura)
- Rognosa della Guercia (Testa) (da Callieri, Valle Stura)
- Migliorero (Rifugio) e Rostagno (Passo di) (da Besmorello fraz. di Bagni di Vinadio, Valle Stura)
- Nebius (da Neraissa Superiore, Valle Stura)
- Nebius (da Sambuco, Valle Stura)
- Oserot (da Bersezio, Valle Stura)
- S.Anna di Vinadio e Laghi di Lausfer (Anello) (da S.Anna di Vinadio,Valle Stura)
- S.Bernolfo (Rocca) (da S.Bernolfo, Valle Stura)
- Tenibres (da Pian della Regina / Pietraporzio,Valle Stura) ( in English)
- Ubac (Testa dell') (da Prati del Vallone / Pontebernardo, Valle Stura) ( in English)

valle Gessi (14)

- Il Baus (da Terme di Valdieri, Valle Gessi)
- Bresses (Testa Sud) (da Terme di Valdieri, Valle Gessi)
- Chiapous (Colle e Cima) (dal Lago della Rovina, Valle Gessi)
- Colle e Cima Ovest di Finestra (da S.Giacomo di Entracque, Valle Gessi)
- Fremamorta (Laghi di) (anello da Terme di Valdieri, Valle Gessi)
- Ghiliè (Passo) / Brocan (Passo) / Rifugio Remondino (dal Piano della casa del Re, anello)(Valle Gessi)
- Malinvern (da Terme di Valdieri, Valle Gessi)
- Matto (da S.Anna di Valdieri, Valle Gessi)
- Mercantour (da Terme di Valdieri, Valle Gessi)
- Moncalieri (Bivacco) (da S.Giacomo di Entracque, Valle Gessi)
- Paganini (Cima) (da Terme di Valdieri, Valle Gessi)
- Pagarì (Rifugio) (da S.Giacomo di Entracque, Valle Gessi)
- Questa (Rifugio) e Laghi di Valscura (Anello) (da Terme di Valdieri, Valle Gessi)
- Laghi di Valrossa e Colle Est della Paur (da Terme di Valdieri, Valle Gessi)

valle Vermenagna (2)

- Abisso (Rocca dell') dal Colle di Tenda
- Cima della Fascia (da Limone, Val Vermenagna)

valle Colla (1)

- Bric Costa Rossa (dal Buscajè, Valle Colla)

valle Pesio (5)

- Besimauda (o Bisalta) (da Pradeboni, Valle Pesio)
- Cima Cars (da Villaggio Ardua, Valle Pesio)
- Testa del Duca (dal Pian delle Gorre, Valle Pesio)
- Castello delle Aquile (dal Pian delle Gorre, Valle Pesio)
- Marguareis (dal Pian delle Gorre, valle Pesio)

valle Ellero (2)

- Mongioie (anello da Pian Marchisio, Valle Ellero)
- Cima Pian Ballaur e Saline (anello da Pian Marchisio, Valle Ellero)

valle Maudagna (2)

- Brignola e Seirasso (anello dalla Balma, Val Maudagna)
- Mondolè e Seirasso (anello dalla Balma, Val Maudagna)

valle Corsaglia (2)

- Cima Ferrarine (anello dal ponte oltre la Stalla Rossa, Val Corsaglia)
- Punta del Zucco (dal Ponte oltre la Stalla Rossa)

valle Tanaro (8)

- Anello di Carnino (da Carnino Sup., Valle Tanaro)
- Antoroto (da Valdinferno, Valle Tanaro)
- Bertrand (da Upega, Valle Tanaro)
- Marguareis (da Carnino, Valle Tanaro)
- Bric Mindino (da Colla Casotto, valle Tanaro)
- Mongioie (da Viozene, Valle Tanaro)
- Pizzo d'Ormea (da Chionea, Valle Tanaro)
- Saline (Cima delle) (da Carnino, Valle Tanaro)

Guide e cartine


IGC n.7 Va

Monte Viso

Feedback

lascia un tuo commento!

Lascia il tuo commento



Due parole su..

- scopo e oggetto del sito
- la scala delle difficoltà
- tempi, altimetria, dislivelli
- copyright e feedback
Vai alla pagina

Anfablopir.com



Oggetto e mission del sito

Le pagine dell'Homo Appenninicus sono un sottosito di Anfablopir.com.
Queste pagine sono dedicate alla montagna, e descrivono itinerari nell'area che va dalle Alpi Apuane fino al Monviso (o poco più a nord).
Si tratta di itinerari escursionistici sulle Alpi Apuane, sull'Appennino Ligure, e sulle Alpi Liguri, Marittime e Cozie.

Lo scopo di queste pagine è duplice:
1) ricordare, specie nelle piovose (o nevose) sere invernali, le belle giornate estive trascorse in montagna; e
2) rimettere in circolo materiale ed esperienze a disposizione di chi progetta di fare le cose che io ho già fatto. Per organizzare le mie escursioni ho usato talvolta informazioni prese in rete, mi sembra giusto contraccambiare come posso.

Tutte le gite descritte sono state da me realmente effettuate.
Ho cercato di essere accurato, ma la descrizione degli itinerari, i tempi di percorso e la valutazione delle difficoltà non sono da prendere per oro colato: a parte possibili errori, sono comunque riferite alle condizioni del terreno e atmosferiche di quel particolare momento, e in ogni caso soggettive. Senza contare che le prime gite descritte su questo sito risalgono ormai al 2004, e nel corso degli anni (anche pochi anni!) i sentieri possono cambiare.
Inutile dirlo, quindi, ma l'uso da parte vostra di quello che ho scritto è, mi spiace, a vostro rischio e pericolo!
Le descrizioni degli itinerari che trovate in questo sito non fanno venir meno la necessità di effettuare le escursioni muniti di cartine e di pubblicazioni ufficiali.
Per ogni itinerario descritto trovate i libri e le cartine che io ho usato, mentre per la lista generale di tutte le cartine e guide in mio possesso vi rimando alla pagina dei libri e delle cartine.

Scala delle difficoltà

Per il grado di difficoltà ho usato la classificazione in uso (per l'escursionismo: T, E, EE - per l'alpinismo: F, PD, etc).
Sinteticamente:
T = turistico; percorso su sterrati, mulattiere, comodi sentieri
E = escursionistico; itinerario su sentieri, tracce di passaggio, nevai residui, passaggi su tratti rocciosi brevi facili e non esposti. Consigliata carta topografica e mezzi tecnici di orientamento
EE = escursionisti esperti; itinerario su sentieri scoscesi, terreno impervio, nevai, passaggi su roccia tecnicamente non impegnativi. Necessaria carta topografica e mezzi tecnici di orientamento.
EEA= escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica per il superamento di passaggi attrezzati, di vie ferrate. Nessuna ferrata è descritta sul sito.
F=facile; siamo al primo livello di classificazione dell'alpinisimo; questa è una valutazione che considera la salita nel suo complesso e non in base al singolo passaggio tecnico o al più difficile.
Tutte le escursioni di questo sito arrivano al massimo a F (fa eccezione il Monviso). Talvolta nelle mie valutazioni ho inserito dei gradi intermedi (es. "E / EE" oppure "EE / F") per dire che l'itinerario è tra l'escursionismo e l'escursionismo avanzato, oppure tra questo e l'alpinismo facile.
Molto spesso le le mie valutazioni coincidono con quelle ufficiali, che sono sempre riportate; da bravo homo appenninicus nelle descrizioni ho cercato di dettagliare al massimo le informazioni al riguardo. Dove mi è sembrato significativo ho cercato di riportare tutte le valutazioni disponibili.

Tempi, altimetria, dislivelli, e altro

I tempi di percorrenza, salvo diversamente indicato, si riferiscono al percorso di andata (tipicamente: parcheggio-vetta). A volte è riportato anche il ritorno o il tempo complessivo, specie in caso di giri ad anello. Le soste sono sempre escluse.
Ho indicato sempre i miei tempi di percorso, e ove disponibili anche quelli indicati dalle guide o dalle segnalazioni sul posto.
I tempi intermedi riportati sono sempre quelli che io ho registrato al mio passo, che generalmente in salita è un po' più rapido di quello "ufficiale".
Le altimetrie fornite sono quelle ufficiali. Se però trovate la parola "circa" (esempio: 2653 m circa), vuol dire che mi sono basato sul mio altimetro e quindi il dato è da considerare soltanto come indicazione di massima.
Salvo diversamente indicato, le gite sono state effettuate col bel tempo e nella stagione "adatta". Per ogni escursione è comunque indicato mese ed anno di salita.
I dislivelli indicati considerano il punto di partenza e il punto più alto toccato, senza tener conto di eventuali perdite di quota intermedie.

Copyright e feedback

Il materiale su queste pagine, testi e foto, è tutto "farina del mio sacco" ed è liberamente utilizzabile per scopi personali e non di lucro, ma sempre citando la fonte (anfablopir.com). Per ogni altro uso contattemi prima.
I feedback sono una cosa che incoraggiano molto il mantenimento e l'aggiornamento di un sito, pertanto vi prego di scrivermi se vi va, e se potete anche mettere un link al mio sito sulle pagine del vostro mi farà molto piacere. Grazie!
Gli aggiornamenti del sito avvengono man mano che faccio nuove escursioni, quindi tornate a vedere in "Archivio Gite" se la lista si è allungata!



Monte Oserot (2861 m)

da Bersezio
valle Stura, provincia di Cuneo

In breve

Difficoltà: EE
Punto di partenza: Bersezio
Dislivello: 1411 m
Tempi:
Ufficiali: non conosciuti
Miei: 4.00 fino alla vetta, 3.05 in discesa (anello)
Data escursione: settembre 2010


Premessa

Il monte Oserot è una bella montagna sullo spartiacque Stura – Maira, che domina l’abitato di Bersezio.

Accesso in auto

Da Borgo San Dalmazzo imboccare la strada per la Valle Stura di Demonte e percorrerla fino a Pontebernardo. Dopo questo borgo la strada attraversa in salita il tunnel delle Barricate; all’uscita del tunnel ci sono due tornanti, quindi in una curva, precisamente al Km.46 e 200, si trova sulla destra una serie di paline tra cui quella GTA e per il colle dell’Oserot. Lasciare l’auto sul ciglio della strada (1450 m circa).


Itinerario

La mulattiera, che presto diventa sentiero, sale a zig zag l’incavato vallone di Servagno (palestra di roccia) e, superando più volte semplici pastori elettrici, oltrepassa i casolari delle Serre di Servagno.
Il sentiero risale il costolone della montagna, tutto allo scoperto, e con scarsa vegetazione, offrendo belle viste, dirimpetto, sul Monte Servagno e, a destra, sull’omonimo colle.
Essendo GTA (e via Alpina) l’intero percorso è ben tracciato e segnato in bianco-rosso anche se, specie nella parte bassa, a qualche bivio si può essere indotti in qualche innocuo errore.
Aggirate le pendici di un costolone roccioso che digradano da sinistra (1.15)(1990 m circa), il sentiero piega verso sinistra ed il paesaggio cambia, dato che ora ci si inoltra in un vallone molto più aperto (foto 1). Si incontra dopo poco (1.25)(2055 m circa) il bivio a destra per il colle di Servagno (segni su masso; un secondo bivio per il colle è segnalato poco dopo); si prosegue oltre, sul sentiero principale, salendo verso NE.
Arriviamo quindi sopra il Lago Oserot (2.05)(2300 m circa)(foto 2): a questo punto se si guarda in alto, alla nostra sinistra, si intravvedono i resti di una lunga casermetta ed il percorso di una carrareccia militare, ora in rovina, che vi passa nei pressi per raggiungere la Bassa di Terrarossa: da questo punto passeremo a ritorno. Diritto davanti a noi abbiamo invece la prima vista completa della testata del vallone, chiuso dal monte Oserot a sinistra e dalla Rocca Brancia a destra (foto 3).
Raggiunto e trascurato, dopo pochi minuti, il bivio a destra per il Colle Bernour (2.15)(2342 m circa), che si trova tra l’omonima cima ed il monte Servagno, il sentiero passa nei pressi di un laghetto (a sinistra del sentiero) (2.25)(2410 m circa), offrendoci viste sempre più ampie sia sull’Oserot, con il percorso di salita che ci attende, che – sulla destra – sul sentiero per il Passo di Rocca Brancia (foto 4); diritto, invece, è evidente l’intaglio del colle dell’Oserot, con gli evidenti tornantini, che però noi non raggiungeremo.
Infatti arriviamo ad un bivio (2.50)(2520 m circa) ove su un masso a sinistra è indicato, in discesa, per la Bassa di Terrarossa, ed è questa deviazione che dobbiamo prendere; il sentiero che lasciamo prosegue invece in salita, ma dopo appena un tornante si sdoppia: diritto raggiunge il vicino colle Oserot, mentre a destra le paline indicano il sentiero per il Passo di Rocca Brancia.
Prima di prendere il sentiero che scende verso la Bassa di Terra Rossa diamo uno sguardo alle possibili via di salita all’Oserot: quella che stacca nelle vicinanze del colle e, evidente, risale il ripido canalino è da sconsigliare perché ripidissima (e il canale scarica); noi invece risaliremo il meno ripido versante SE, ed il punto di partenza della risalita, già ben visibile da qui, si trova proprio sulla ex carrareccia militare (foto 5).
Lo raggiungiamo in 0.10: sulla rovinata ex strada militare un enorme segnale di pietre non lascia dubbi sul da farsi: da qui a destra stacca un sentierino che risale ripido i primi pratoni. Da qui fino in vetta all’Oserot per fortuna il percorso è tutto segnalato con ometti e tacche rosse di vernice, e questo è di grande aiuto perché d’ora in poi il cammino si fa decisamente più impegnativo.
Dopo i primi pratoni il sentiero volge a destra, a risalire il ripidissimo pendio SE, tra sfasciumi e magra erba (foto 6). I segni ci guidano per tornantini o diritti e con fatica risaliamo tutto il pendio fino a raggiungere, con un traverso a destra, il punto di arrivo del canalino che sale dalle vicinanze del colle Oserot.
Si prosegue, sempre su traccia segnalata, a sinistra (foto 7), lungo un pendio detritico, lasciandoci a destra un torrione rossastro. Il terreno è franoso e la salita faticosa (foto 8). Si raggiunge un grande pietrone (superato a sinistra) (foto 9) poi oltre qualche roccetta si prosegue lungo lo spartiacque, di pietrame e rocce rotte, per raggiungere le roccette finali che difendono la vetta (foto 10), e con un ultimo sforzo si è finalmente in vetta all'Oserot (2861 m)(4.00, 1.00 dall’attacco).
Dalla cima, se a est lo sguardo è catturato dall’Oronaye e le vette dell’alta valle Maira (foto 11), la vista più bella è però quella su Rocca La Meja (foto 12); verso nord inusuale prospettiva invece sul nodo della Marchisa (da qui….sgraziata!) e Pelvo d’Elva e Chersogno, uno dietro l’altro; a S, ai nostri piedi, l’abitato di Bersezio e, sulla linea dell’orizzonte, le vette delle Marittime.

Ritorno

Ridiscesi alla carrareccia militare, a meno di voler ritornare dalla stessa parte si può continuare lungo la carrareccia militare, quindi a destra (direzione S). La strada (foto 13) presto si riduce a mulattiera e poi a sentiero (girandosi indietro, stupenda vista sul percorso di salita: foto 14) e, poco più avanti, dopo un tratto lievemente aereo, un punto in frana richiede attenzione (passo EE); quindi si arriva alla Bassa di Terrarossa (0.45 dal segnale di pietra)(foto 15), che è una sella posta a 2426 m, dalla quale si scorge, volgendosi indietro, la casermetta in rovina (avvistata già all’andata): il sentiero appena percorso passa subito sotto, ma noi non ce ne siamo neppure accorti!
Se si vuole, da qui possiamo ricongiungerci al nostro sentiero dell’andata prendendo un labile sentierino che intuitivamente scende al pianoro sottostante.
Ma noi proseguiamo ancora sul sentiero principale, che adesso si porta sul versante di Bersezio e passa sotto la Testa dell’Isetta. Tratti franati e ghiaioni (foto 16) si alternano a bei boschetti di pini e larici: noi temevamo, vedendo più in basso dei lunghi traversi su frana ed intuendo altrove dei salti rocciosi (tra cui il burrone del vallone di S.Sebastiano) di trovare passaggi delicati, anche perché tutto il percorso, dal segnale di pietra (quello che indica la deviazione per la vetta dell’Oserot) fino alla fine non è assolutamente segnalato. Fortunatamente però il percorso è comunque tutto ben tracciato e non ci sono passaggi che richiedono attenzione.
Così il sentiero scende, e dopo l’ultimo tratto interamente nel bosco va ad interesecare una strada sterrata. In questo punto c’è un grande ometto di pietre (ma evidentemente a beneficio di chi sale). Pendiamo questo sterrato, a sinistra, ormai scendendo verso la non distante strada di fondovalle, che dopo parecchie centinaia di metri, e aver costeggiato anche uno ski-lift, finalmente si raggiunge (1.20 dalla Bassa di Terrarossa, a passo piuttosto lento però).
Ci troviamo alla fine dell’abitato di Bersezio (fine per chi sale verso il Colle della Maddalena). Neppure qui ci sono paline o segnali di sorta. Per chi dovesse cercare questo sentiero per salire, potrà essere d’aiuto sapere che lo sterrato stacca sulla strada asfaltata, per chi sale, sulla destra, esattamente al km 50 e 400, poco oltre il campeggio Argentera ed il Polar Cafè (che si trovano però sull’altro lato della strada).
Da questo momento per ritornare all’auto ci sono ahimè 4 km di asfalto (1.00 circa) in discesa, attraversando l’abitato di Bersezio (fontana) ed il villaggio Paradiso.


Commento

Bellissma escursione, anche molto varia se si effettua l’anello descritto.
Nell’ultimo tratto di salita il percorso è una EE piena. Non ci sono difficoltà particolari, ma va prestata attenzione. Il percorso, definito “abbastanza divertente” dalla guida CAI-TCI, è lungo (1 ora), indubbiamente su terreno ostico e a tratti aereo. Fortunatamente è ottimamente segnalato, e come detto ciò è psicologicamente di grande aiuto.
L’Oserot è anche raggiungibile dalla valle Maira, e precisamente dall’altopiano della Gardetta. In questo caso l’accesso con l’auto è uguale a quello descritto nella salita a Rocca La Meja.


Attenzione!

La descrizione di questo itinerario risale ormai a parecchi anni fa e non verrà più aggiornata. Nel frattempo, però, i luoghi, le vie di accesso ed i sentieri potrebbero essere cambiati.
Anfablopir.com non si assume comunque alcuna responsabilità per l'esattezza delle informazioni riportate su questa pagina.
Chiunque ne fa uso, lo fa ovviamente a proprio rischio e pericolo.


Galleria

foto n.1

Risalendo il vallone verso il Lago dell'Oserot

1. Risalendo il vallone verso il Lago dell'Oserot

foto n.2

Il Lago Oserot col monte Servagno

2. Il Lago Oserot col monte Servagno

foto n.3

Dal Lago Oserot vista sul monte Oserot (a sinistra), l'omonimo colle e la Rocca Brancia

3. Dal Lago Oserot vista sul monte Oserot (a sinistra), l'omonimo colle e la Rocca Brancia

foto n.4

Il percorso che scende dal passo di Rocca Brancia

4. Il percorso che scende dal passo di Rocca Brancia

foto n.5

Il monte Oserot. Nella foto ingandita è mostrato in rosso il punto di attacco del sentiero ed il versante di risalita. Sulla destra si vede il canalino franoso che è un'altra possibile via di salita. All'estrema destra il colle Oserot

5. Il monte Oserot. Nella foto ingandita è mostrato in rosso il punto di attacco del sentiero ed il versante di risalita. Sulla destra si vede il canalino franoso che è un'altra possibile via di salita. All'estrema destra il colle Oserot

foto n.6

Il ripidissimo pendio sud-est del monte Oserot

6. Il ripidissimo pendio sud-est del monte Oserot

foto n.7

Al colletto si incontrano le due vie di salita: la nostra e quella del canalino

7. Al colletto si incontrano le due vie di salita: la nostra e quella del canalino

foto n.8

Dal colletto si risale verso la vetta su terreno ripido, ma gli ometti sono un costante punto di riferimento (foto scattata in discesa)

8. Dal colletto si risale verso la vetta su terreno ripido, ma gli ometti sono un costante punto di riferimento (foto scattata in discesa)

foto n.9

Prima delle roccette finali si passa sulla destra un bel pietrone roccioso (foto scattata in discesa)

9. Prima delle roccette finali si passa sulla destra un bel pietrone roccioso (foto scattata in discesa)

foto n.10

Facili roccette difendono la vetta dell'Oserot

10. Facili roccette difendono la vetta dell'Oserot

foto n.11

Dalla vetta dell'Oserot, panorama verso ovest sull'Oronaye e le vette dell'alta valle Maira

11. Dalla vetta dell'Oserot, panorama verso ovest sull'Oronaye e le vette dell'alta valle Maira

foto n.12

Dalla vetta dell'Oserot: zoom su Rocca La Meja

12. Dalla vetta dell'Oserot: zoom su Rocca La Meja

foto n.13

L'ampia carrareccia verso la Bassa di Terra Rossa

13. L'ampia carrareccia verso la Bassa di Terra Rossa

foto n.14

Verso la Bassa di Terra Rossa, un ultimo sguardo indietro verso l'Oserot: da qui si vede tutto il percorso di salita

14. Verso la Bassa di Terra Rossa, un ultimo sguardo indietro verso l'Oserot: da qui si vede tutto il percorso di salita

foto n.15

Nei pressi della Bassa di Terra Rossa, dopo il tratto in frana

15. Nei pressi della Bassa di Terra Rossa, dopo il tratto in frana

foto n.16

Dopo la Bassa di Terra Rossa, il primo tratto in discesa verso Bersezio attraversa un paesaggio aspro, ove si alternano severi ghiaioni a bei lariceti

16. Dopo la Bassa di Terra Rossa, il primo tratto in discesa verso Bersezio attraversa un paesaggio aspro, ove si alternano severi ghiaioni a bei lariceti


Gite nella stessa zona:

Enciastraia (da Grange di Argentera)
Rocca La Meja (da Colle del Preit)

Tutte le Gite di Anfablopir.com:

Vai all'Archivio di tutte le gite (Home Page)