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Guide e cartine

Alpi Ligur
Alpi Liguri
di E.Montagna e L.Montaldo, - ed. CAI - TCI (Collana "Guida dei monti d'Italia"), Milano, 1981

In cima -
In cima - 76 normali nelle Alpi Liguri
di J.C.Campana, Blu edizioni, Peveragno, 2004

IGC n.8 Al
IGC n.8 Alpi Marittime e Liguri
Istituto Geografico Centrale, 1:50000

Alpi Ligur
Alpi Liguri Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro
Blu Edizioni, 1:25000


Due parole su..

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Pizzo d’Ormea (2476 m)

[da Chionea, Valle Tanaro]


Premessa

Il Pizzo d’Ormea è una bella montagna delle Alpi Liguri, dall’inconfondibile profilo appuntito, che è ben visibile anche da Genova.
In questa pagina è descritto l’itinerario più classico dal versante sud, che partendo da Chionea (poco sopra Ormea) risale la lunga Costa Valcaira prima di affrontare il roccioso cono terminale.


Dati

Difficoltà: E
Dislivello: 1374 m
Tempi:
Ufficiali: 4.10 (“In Cima”) – 3.00 da Chionea fino al Rif.Valcaira (paline in loco)
Miei: 3.25
Data escursione: giugno 2009


Accesso

Da Ceva (raggiungibile con l'autostrada A6 Torino-Savona) occorre percorrere la SS n.28 (direzione Garessio e Ormea) fino ad Ormea.
Arrivati in Ormea, oltrepassata la stazione FS si procede sempre sulla SS n.28 oltre una curva a destra e in salita, arrivando in Piazza della Libertà (sulla destra, in salita).
Si lascia a questo punto la SS n.28 e si risale Piazza della Libertà fino in cima: solo a questo punto noi abbiamo visto i cartelli stradali per Chionea. La stradina asfaltata sale per 4 km circa prima di arrivare a Chionea, ove si lascia l’auto (il parcheggio è scarso; è meglio fermarsi comunque prima della chiesa).


Itinerario

Dalla chiesa di Chionea (1102 m) (dalla quale la nostra meta è già ben visibile, così come gran parte dell’itinerario: foto 1) si procede in salita, lungo l’asfalto (segni bianco-rossi), percorrendo il centro abitato e passando anche 2 preziose fonti.
Alla fine del borgo si incontrano alcune paline in legno: indicano a destra, in salita, una mulattiera, e danno il rifugio Valcaira a 3 ore e la Colla del Pizzo a 4 ore (che è sul lato nord-est del Pizzo e che noi non raggiungeremo).
Si prende allora la bella mulattiera, che sale tra muri a secco, fino a raggiungere in breve la Colla di Chionea (0.15)(1220 m).
Da qui a sinistra ha inizio un sentiero che risale le Rocche Butti, con percorso un po’ accidentato su massi, erba e qualche roccetta (passo disagevole in un punto).
Raggiunto un punto più panoramico (0.35)(1354 m circa)(foto 2), il sentiero scende leggermente; poi, sempre ben tracciato e segnato (segni bianco-rossi o rossi) raggiunge un abbeveratorio o comunque una vasca in cemento (0.55)(1492 m circa).
Da qui si sale a destra, sempre guidati dai segnavia, seguendo quasi fedelmente la cresta, e trascurando invece uno sterrato che solo all’inizio corre parallelo al nostro sentiero.
Si prosegue sempre allo scoperto (foto 3), tra rocce affioranti, risalendo la Costa Valcaira fino ad incontrare il bivio per il Rifugio Valcaira (2.00)(1910 m): per il rifugio (visibile) occorre prendere a sinistra, per il Pizzo si prosegue diritto, anche se per la verità proseguendo diritto i segni scompaiono. Tuttavia ci si tiene sul bordo della costa, e non si sbaglia: si arriva ad uno spiazzo per l’atterraggio degli elicotteri, ove si ritrovano i segnavie.
Continuiamo ancora a salire lungo la costa erbosa, punteggiata di rododendri, fino ad incontrare un bivio (2.35)(2160 m circa). Con le pietre è stato scritto in grande, per terra, “Lago del Pizzo” e indicato a destra, ma paradossalmente la scritta risulta così grande (e inusuale) che può passare inosservata!
Comunque a noi non interessa questa deviazione, per cui proseguiamo diritti fino a raggiungere (2.55)(2350 m circa) un ripetitore per le telecomunicazioni, di forma rettangolare ed enorme, che è ben visibile anche da basso (foto 4).
Il sentiero passa al di sotto e raggiunge poco dopo un colletto, proprio ai piedi del cono terminale del Pizzo d’Ormea (foto 5).
Il sentiero adesso inizia la ripida risalita del cono terminale con percorso a zig-zag, poi si incontrano delle roccette: un passaggio di I grado un poco più difficoltoso ma non esposto (foto 6 e foto 7), oltre il quale, facendo un passo…verso il vuoto, si gode di un bello scorcio del sottostante Lago del Pizzo (foto 8).
La traccia prosegue da qui aerea, svalicando dopo pochi metri sul lato di un canalone erboso e in breve con percorso quasi pianeggiante si porta sotto la croce di vetta, che si raggiunge in pochi passi (3.25)(2476 m)(foto 9).
Sulla vetta c’è anche un pannello di orientamento che riporta vette e località visibili da quassù, evidentemente in giornate diverse da questa. Noi ci siamo accontentati di qualche scorcio verso nord, in particolare sulla bella conca della Sella Revelli, con l’anfiteatro di punte, dalle Roccate al Conolia, la Cima Revelli e la Punta del Zucco, mentre verso est le Liguri “minori” (Ferrarine, Antoroto, Mindino) e a sud alcune cime della Val Tanaro (Galero, Armetta).


Commento

Il percorso è lungo, e un po’ monotono, si svolge al 95% tutto allo scoperto e senza grosse variazioni di peasaggio. Ci potrebbero essere problemi di orientamento con scarsa visiiblità, se l’itinerario non fosse così ben segnato; noi infatti nonostante la nebbia del ritorno non ne abbiamo avuti, ma proprio grazie ai frequenti segni bianco-rossi.
La monotonia dell’avvicinamento è “riscattata” dall’ultimo tratto di salita, che è un po’ più impegnativo ma resta comunque escursionistico: l’unico punto di roccette dove è necessario usare le mani è infatti totalmente protetto.
Cartine: la zona del Pizzo è purtroppo coperta solo parzialmente, sia nella IGC n.8 che nella cartina del Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro. Risulta tagliata fuori la parte iniziale della gita.
Un’ultima notazione sul periodo adatto per effettuare la salita: a giugno c’è una quantità mostruosa di insetti, però dopo fa troppo caldo, e prima si rischia di incontrare ancora tanta neve… direi allora che è l’autunno la stagione migliore.


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foto n.1

Il Pizzo d'Ormea visto da Chionea

1. Il Pizzo d'Ormea visto da Chionea


foto n.2

Il Pizzo d'Ormea poco oltre le Rocche Butti

2. Il Pizzo d'Ormea poco oltre le Rocche Butti


foto n.3

Risalendo la Costa Valcaira verso Il Pizzo d'Ormea

3. Risalendo la Costa Valcaira verso Il Pizzo d'Ormea


foto n.4

Il grande ripetitore per le telecomunicazioni e il cono del Pizzo d'Ormea come appaiono dal versante nord-est, salendo su Cima Ferrarine

4. Il grande ripetitore per le telecomunicazioni e il cono del Pizzo d'Ormea come appaiono dal versante nord-est, salendo su Cima Ferrarine


foto n.5

Sotto il cono terminale del Pizzo d'Ormea

5. Sotto il cono terminale del Pizzo d'Ormea


foto n.6

Passaggio su roccette, dal basso

6. Passaggio su roccette, dal basso


foto n.7

Passaggio su roccette, dall'alto

7. Passaggio su roccette, dall'alto


foto n.8

Risalendo verso la vetta del Pizzo, se ci si sporge si ha una vista sul Lago del Pizzo (ghiacciato!)

8. Risalendo verso la vetta del Pizzo, se ci si sporge si ha una vista sul Lago del Pizzo (ghiacciato!)


foto n.9

Dalla vetta del Pizzo d'Ormea, l'ultima parte del percorso di salita

9. Dalla vetta del Pizzo d'Ormea, l'ultima parte del percorso di salita


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