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Due parole su..

- scopo e oggetto del sito
- la scala delle difficoltà
- tempi, altimetria, dislivelli
- copyright e feedback
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Oggetto e mission del sito

Le pagine dell'Homo Appenninicus sono un sottosito di Anfablopir.com.
Queste pagine sono dedicate alla montagna, e descrivono itinerari nell'area che va dalle Alpi Apuane fino al Monviso (o poco più a nord).
Si tratta di itinerari escursionistici sulle Alpi Apuane, sull'Appennino Ligure, e sulle Alpi Liguri, Marittime e Cozie.

Lo scopo di queste pagine è duplice:
1) ricordare, specie nelle piovose (o nevose) sere invernali, le belle giornate estive trascorse in montagna; e
2) rimettere in circolo materiale ed esperienze a disposizione di chi progetta di fare le cose che io ho già fatto. Per organizzare le mie escursioni ho usato talvolta informazioni prese in rete, mi sembra giusto contraccambiare come posso.

Tutte le gite descritte sono state da me realmente effettuate.
Ho cercato di essere accurato, ma la descrizione degli itinerari, i tempi di percorso e la valutazione delle difficoltà non sono da prendere per oro colato: a parte possibili errori, sono comunque riferite alle condizioni del terreno e atmosferiche di quel particolare momento, e in ogni caso soggettive. Senza contare che le prime gite descritte su questo sito risalgono ormai al 2004, e nel corso degli anni (anche pochi anni!) i sentieri possono cambiare.
Inutile dirlo, quindi, ma l'uso da parte vostra di quello che ho scritto è, mi spiace, a vostro rischio e pericolo!
Le descrizioni degli itinerari che trovate in questo sito non fanno venir meno la necessità di effettuare le escursioni muniti di cartine e di pubblicazioni ufficiali.
Per ogni itinerario descritto trovate i libri e le cartine che io ho usato, mentre per la lista generale di tutte le cartine e guide in mio possesso vi rimando alla pagina dei libri e delle cartine.

Scala delle difficoltà

Per il grado di difficoltà ho usato la classificazione in uso (per l'escursionismo: T, E, EE - per l'alpinismo: F, PD, etc).
Sinteticamente:
T = turistico; percorso su sterrati, mulattiere, comodi sentieri
E = escursionistico; itinerario su sentieri, tracce di passaggio, nevai residui, passaggi su tratti rocciosi brevi facili e non esposti. Consigliata carta topografica e mezzi tecnici di orientamento
EE = escursionisti esperti; itinerario su sentieri scoscesi, terreno impervio, nevai, passaggi su roccia tecnicamente non impegnativi. Necessaria carta topografica e mezzi tecnici di orientamento.
EEA= escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica per il superamento di passaggi attrezzati, di vie ferrate. Nessuna ferrata è descritta sul sito.
F=facile; siamo al primo livello di classificazione dell'alpinisimo; questa è una valutazione che considera la salita nel suo complesso e non in base al singolo passaggio tecnico o al più difficile.
Tutte le escursioni di questo sito arrivano al massimo a F (fa eccezione il Monviso). Talvolta nelle mie valutazioni ho inserito dei gradi intermedi (es. "E / EE" oppure "EE / F") per dire che l'itinerario è tra l'escursionismo e l'escursionismo avanzato, oppure tra questo e l'alpinismo facile.
Molto spesso le le mie valutazioni coincidono con quelle ufficiali, che sono sempre riportate; da bravo homo appenninicus nelle descrizioni ho cercato di dettagliare al massimo le informazioni al riguardo. Dove mi è sembrato significativo ho cercato di riportare tutte le valutazioni disponibili.

Tempi, altimetria, dislivelli, e altro

I tempi di percorrenza, salvo diversamente indicato, si riferiscono al percorso di andata (tipicamente: parcheggio-vetta). A volte è riportato anche il ritorno o il tempo complessivo, specie in caso di giri ad anello. Le soste sono sempre escluse.
Ho indicato sempre i miei tempi di percorso, e ove disponibili anche quelli indicati dalle guide o dalle segnalazioni sul posto.
I tempi intermedi riportati sono sempre quelli che io ho registrato al mio passo, che generalmente in salita è un po' più rapido di quello "ufficiale".
Le altimetrie fornite sono quelle ufficiali. Se però trovate la parola "circa" (esempio: 2653 m circa), vuol dire che mi sono basato sul mio altimetro e quindi il dato è da considerare soltanto come indicazione di massima.
Salvo diversamente indicato, le gite sono state effettuate col bel tempo e nella stagione "adatta". Per ogni escursione è comunque indicato mese ed anno di salita.
I dislivelli indicati considerano il punto di partenza e il punto più alto toccato, senza tener conto di eventuali perdite di quota intermedie.

Copyright e feedback

Il materiale su queste pagine, testi e foto, è tutto "farina del mio sacco" ed è liberamente utilizzabile per scopi personali e non di lucro, ma sempre citando la fonte (anfablopir.com). Per ogni altro uso contattemi prima.
I feedback sono una cosa che incoraggiano molto il mantenimento e l'aggiornamento di un sito, pertanto vi prego di scrivermi se vi va, e se potete anche mettere un link al mio sito sulle pagine del vostro mi farà molto piacere. Grazie!
Gli aggiornamenti del sito avvengono man mano che faccio nuove escursioni, quindi tornate a vedere in "Archivio Gite" se la lista si è allungata!



Testa Rognosa della Guercia (2693 m)

da Callieri, per il Vallone di Tesina
valle Stura, provincia di Cuneo

In breve

Difficoltà: E / EE
Punto di partenza: Callieri
Dislivello: 1238 m
Tempi:
Miei: 3.40 da Callieri alla vetta
Data escursione: luglio 2006


Accesso in auto

Da Cuneo o Borgo San Dalmazzo seguire le indicazioni per il Colle della Maddalena, e risalire la Valle Stura fino all'abitato di Vinadio. Poco oltre l'abitato, a Pianche, prendere sulla sinistra la deviazione per Bagni di Vinadio, quindi arrivati a Bagni di Vinadio proseguire ancora sulla sinistra in direzione di San Bernolfo.
Prima di arrivarci, la strada tocca le case della borgata di Callieri (1455 m): imboccare la deviazione sulla sinistra (paline in legno) che scende verso le case, visibili dalla strada.
Subito dopo si passa il ponte sul rio Corborant e appena al di là si lascia l'auto (in tutto non sono più di 50 m dalla deviazione della strada per San Bernolfo).


Itinerario

Subito dopo il ponte sul rio Corborant sono visibili numerose paline con indicazioni di sentieri. Attenzione! Il vallone della Guercia ed il Passo del Bue sono indicati a destra, ma non si tratta del nostro percorso (vedi commento). Noi dobbiamo andare sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il Passo di Tesina.
Si sale dunque a sinistra in mezzo alle case della borgata, si entra in un bel bosco intervallato da radure con fittissimo sottobosco, risalendo gradatamente il vallone di Tesina con un vivace rio che scorre molto più in basso, alla nostra sinistra.
Più in alto la valle si apre su un pianoro che tocca la Capanna di Tesina (1947 m, 1.30). Poco oltre (0.10), un bivio con paline in legno indica a sinistra il sentiero per il Passo di Tesina (2400 m)(foto 1): si trascura questo sentiero (se si opta per il giro anello, questa sarà la via del ritorno) e si prosegue diritto, verso il Passo del Bue, lungo il corso d'acqua di fondo valle.
Per una decina di minuti oltre il bivio il sentiero rimane ancora ben tracciato e segnalato, ma arrivati in vista di una bastionata rocciosa le cose si complicano e occorre navigare a vista. Guardando la bastionata, occorre sapere che l'esile traccia aggira il salto sui ripidi pendii erbosi a destra; io però sono risalito per massi e pietre sulla estrema sinistra, con percorso faticoso ma non difficile.
In un modo o nell'altro si giunge alla Gorgia Laghi (foto 2), un'amplissima conca pratosa e poi pietrosa che presenta, proprio dritti davanti a voi (sud-est), il colletto al quale occorre arrivare. Come è intuibile dal nome, si incontra subito un bel laghetto (2306 m), e da qui il sentiero torna più evidente.
Si prosegue quindi diritti per tracce seguendo ometti e rari segni rossi, avvicinandosi alla rampa finale, sassosa, verso l'evidente sella (foto 3).
Qui ci sono altre tracce più marcate e ben visibili che tagliano in diagonale verso sinistra, ma si tratta di altro percorso e quindi vanno trascurate. Si prosegue invece diritti fino a trovarsi sullo spartiacque italo-francese, al nodo 2609 (cippo di confine)(foto 4), che offre un bel panorama sulla Testa dell'Autaret ed il sottostante Colle della Guercia (2456 m) (1.40 dal bivio per il Passo Tesina, 3.20 da Callieri).
Da qui apparentemente non si saprebbe dove andare: avendo alle spalle il percorso di salita, dal nodo 2609 si può vedere, appartato sulla destra, il Passo del Bue, che si raggiunge con discesa e risalita in una decina di minuti; a sinistra invece comincia una cresta di rocce rotte e sassi che non sembra portare da nessuna parte, se non ad uno spuntone roccioso appena visibile. E' proprio questa cresta sulla vostra sinistra, panoramica ma non esposta, che occorre seguire.
Dopo poca risalita si arriva finalmente in vista della Testa Rognosa della Guercia, che si raggiunge dopo aver percorso un pianoro terminale e un'altra ampia cresta (0.20 dal nodo 2609, 3.40 da Callieri).
Dalla vetta, che forse è più raro condividere con persone che non con stambecchi (foto 5), la vista spazia su tutte le montagne della zona. A est spiccano la cima del Lausfer e, più indietro, il Malinvern. Verso ovest si ha un ottimo panorama su tutte le cime della zona di San Bernolfo, con in primo piano l'imponente Testa dell'Autaret.
Il ritorno può essere naturalmente fatto per lo stesso percorso della salita, e questo è quello che io ho fatto (foto 6 e foto 7). Tuttavia è possibile fare un anello, seguendo questo itinerario: dalla vetta della Testa Rognosa della Guercia si prosegue verso est per la cresta (foto 8); si arriva allo spallone est, chiamato Nodo della Guercia (2682 m), e di qui si scende per tracce fino ad una sella. Da questa sella - seguendo una parte di percorso che ho descritto nell'escursione Anello dei Laghi di S.Anna e Lausfer (leggila qui) - si aggirano o superano le Rocche Saboulè fino a raggiungere il colle Saboulè. Dal colle si piega a sinistra, lungo un caratteristico percorso a mezza costa, fino a raggiungere il Passo Tesina; dal passo si prende quindi il sentiero, che scende ripido ancora sulla sinistra, verso la Capanna Tesina, andandosi infine a ricongiungere con il percorso dell'andata. Questa variante (data EE dalle guide) allunga il ritorno, ma di quanto non saprei.


Commento

La gita è faticosa ma molto bella. Non ci sono punti difficili, il problema sta solo nell'individuare il percorso, in gran parte non segnato o con traccia non facilmente individuabile. Quindi la visibilità per affrontare l'escursione deve essere ottima.
Se poi si ha la forza di fare l'anello credo diventi una gita memorabile.
Per arrivare al Passo del Bue (e da qui alla vetta) c'è un altro percorso che da Callieri (o da San Bernolfo) risale il vallone della Guercia, giunge all'omonimo Colle e da qui sale ancora al Passo del Bue. Il punto è che il sentiero per il Passo del Bue è dato esposto ed in parte franato dalla guida CAI, quindi ho optato per una via meno impegnativa, anche se forse meno diretta e frequentata.


Attenzione!

La descrizione di questo itinerario risale ormai a parecchi anni fa e non verrà più aggiornata. Nel frattempo, però, i luoghi, le vie di accesso ed i sentieri potrebbero essere cambiati.
Anfablopir.com non si assume comunque alcuna responsabilità per l'esattezza delle informazioni riportate su questa pagina.
Chiunque ne fa uso, lo fa ovviamente a proprio rischio e pericolo.


Cartina


Cartina con i percorsi per la Testa Rognosa della Guercia e per l'Anello dei Laghi Lausfer

Cartina con i percorsi per la Testa Rognosa della Guercia e per l'Anello dei Laghi Lausfer

Galleria

foto n.1

Il bivio Passo Tesina - Passo del Bue. Il nostro sentiero per la Testa Rognosa della Guercia prosegue diritto

1. Il bivio Passo Tesina - Passo del Bue. Il nostro sentiero per la Testa Rognosa della Guercia prosegue diritto

foto n.2

Il Vallone di Tesina come appare dalla Gorgia Laghi. Il percorso di salita alla Testa Rognosa della Guercia è sulla sinistra

2. Il Vallone di Tesina come appare dalla Gorgia Laghi. Il percorso di salita alla Testa Rognosa della Guercia è sulla sinistra

foto n.3

Il nodo 2609, dove occorre arrivare, ed in primo piano un ometto. Il passo del Bue è sulla destra, la Testa Rognosa sulla sinistra

3. Il nodo 2609, dove occorre arrivare, ed in primo piano un ometto. Il passo del Bue è sulla destra, la Testa Rognosa sulla sinistra

foto n.4

Al passo del Bue con la cresta di salita verso la Testa Rognosa della Guercia

4. Al passo del Bue con la cresta di salita verso la Testa Rognosa della Guercia

foto n.5

Uno stambecco sulla Testa Rognosa della Guercia

5. Uno stambecco sulla Testa Rognosa della Guercia

foto n.6

Dalla Testa Rognosa della Guercia panorama verso ovest con parte del percorso di salita. Il nodo 2609 è nascosto dall'anticima

6. Dalla Testa Rognosa della Guercia panorama verso ovest con parte del percorso di salita. Il nodo 2609 è nascosto dall'anticima

foto n.7

Scendendo dalla Testa Rognosa della Guercia verso il nodo 2609. All'orizzonte il Corborant, al centro della foto, in ombra, la Rocca di San Bernolfo

7. Scendendo dalla Testa Rognosa della Guercia verso il nodo 2609. All'orizzonte il Corborant, al centro della foto, in ombra, la Rocca di San Bernolfo

foto n.8

Dalla Testa Rognosa della Guercia panorama (con stambecco) verso est. Se si vuole fare l'anello e scendere dal passo di Tesina occorre percorrere questa cresta

8. Dalla Testa Rognosa della Guercia panorama (con stambecco) verso est. Se si vuole fare l'anello e scendere dal passo di Tesina occorre percorrere questa cresta


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