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Guide e cartine


IGC n.105

Rifugio Pa

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Due parole su..

- scopo e oggetto del sito
- la scala delle difficoltà
- tempi, altimetria, dislivelli
- copyright e feedback
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Oggetto e mission del sito

Le pagine dell'Homo Appenninicus sono un sottosito di Anfablopir.com.
Queste pagine sono dedicate alla montagna, e descrivono itinerari nell'area che va dalle Alpi Apuane fino al Monviso (o poco più a nord).
Si tratta di itinerari escursionistici sulle Alpi Apuane, sull'Appennino Ligure, e sulle Alpi Liguri, Marittime e Cozie.

Lo scopo di queste pagine è duplice:
1) ricordare, specie nelle piovose (o nevose) sere invernali, le belle giornate estive trascorse in montagna; e
2) rimettere in circolo materiale ed esperienze a disposizione di chi progetta di fare le cose che io ho già fatto. Per organizzare le mie escursioni ho usato talvolta informazioni prese in rete, mi sembra giusto contraccambiare come posso.

Tutte le gite descritte sono state da me realmente effettuate.
Ho cercato di essere accurato, ma la descrizione degli itinerari, i tempi di percorso e la valutazione delle difficoltà non sono da prendere per oro colato: a parte possibili errori, sono comunque riferite alle condizioni del terreno e atmosferiche di quel particolare momento, e in ogni caso soggettive. Senza contare che le prime gite descritte su questo sito risalgono ormai al 2004, e nel corso degli anni (anche pochi anni!) i sentieri possono cambiare.
Inutile dirlo, quindi, ma l'uso da parte vostra di quello che ho scritto è, mi spiace, a vostro rischio e pericolo!
Le descrizioni degli itinerari che trovate in questo sito non fanno venir meno la necessità di effettuare le escursioni muniti di cartine e di pubblicazioni ufficiali.
Per ogni itinerario descritto trovate i libri e le cartine che io ho usato, mentre per la lista generale di tutte le cartine e guide in mio possesso vi rimando alla pagina dei libri e delle cartine.

Scala delle difficoltà

Per il grado di difficoltà ho usato la classificazione in uso (per l'escursionismo: T, E, EE - per l'alpinismo: F, PD, etc).
Sinteticamente:
T = turistico; percorso su sterrati, mulattiere, comodi sentieri
E = escursionistico; itinerario su sentieri, tracce di passaggio, nevai residui, passaggi su tratti rocciosi brevi facili e non esposti. Consigliata carta topografica e mezzi tecnici di orientamento
EE = escursionisti esperti; itinerario su sentieri scoscesi, terreno impervio, nevai, passaggi su roccia tecnicamente non impegnativi. Necessaria carta topografica e mezzi tecnici di orientamento.
EEA= escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica per il superamento di passaggi attrezzati, di vie ferrate. Nessuna ferrata è descritta sul sito.
F=facile; siamo al primo livello di classificazione dell'alpinisimo; questa è una valutazione che considera la salita nel suo complesso e non in base al singolo passaggio tecnico o al più difficile.
Tutte le escursioni di questo sito arrivano al massimo a F (fa eccezione il Monviso). Talvolta nelle mie valutazioni ho inserito dei gradi intermedi (es. "E / EE" oppure "EE / F") per dire che l'itinerario è tra l'escursionismo e l'escursionismo avanzato, oppure tra questo e l'alpinismo facile.
Molto spesso le le mie valutazioni coincidono con quelle ufficiali, che sono sempre riportate; da bravo homo appenninicus nelle descrizioni ho cercato di dettagliare al massimo le informazioni al riguardo. Dove mi è sembrato significativo ho cercato di riportare tutte le valutazioni disponibili.

Tempi, altimetria, dislivelli, e altro

I tempi di percorrenza, salvo diversamente indicato, si riferiscono al percorso di andata (tipicamente: parcheggio-vetta). A volte è riportato anche il ritorno o il tempo complessivo, specie in caso di giri ad anello. Le soste sono sempre escluse.
Ho indicato sempre i miei tempi di percorso, e ove disponibili anche quelli indicati dalle guide o dalle segnalazioni sul posto.
I tempi intermedi riportati sono sempre quelli che io ho registrato al mio passo, che generalmente in salita è un po' più rapido di quello "ufficiale".
Le altimetrie fornite sono quelle ufficiali. Se però trovate la parola "circa" (esempio: 2653 m circa), vuol dire che mi sono basato sul mio altimetro e quindi il dato è da considerare soltanto come indicazione di massima.
Salvo diversamente indicato, le gite sono state effettuate col bel tempo e nella stagione "adatta". Per ogni escursione è comunque indicato mese ed anno di salita.
I dislivelli indicati considerano il punto di partenza e il punto più alto toccato, senza tener conto di eventuali perdite di quota intermedie.

Copyright e feedback

Il materiale su queste pagine, testi e foto, è tutto "farina del mio sacco" ed è liberamente utilizzabile per scopi personali e non di lucro, ma sempre citando la fonte (anfablopir.com). Per ogni altro uso contattemi prima.
I feedback sono una cosa che incoraggiano molto il mantenimento e l'aggiornamento di un sito, pertanto vi prego di scrivermi se vi va, e se potete anche mettere un link al mio sito sulle pagine del vostro mi farà molto piacere. Grazie!
Gli aggiornamenti del sito avvengono man mano che faccio nuove escursioni, quindi tornate a vedere in "Archivio Gite" se la lista si è allungata!



Meteo

Meteo France:
Alpes du Sud

Cima Viglino (2915 m)

da Jardin Alpin de Casterino
valle Roja, Francia

In breve

Difficoltà: E
Punto di partenza: Jardin Alpin de Casterino
Dislivello: 1202 m
Tempi:
Ufficiali: non conosciuti
Miei: 4.10
Data escursione: agosto 2011


Premessa

La Cima Viglino è un balcone eccezionale sul versante orientale del monte Clapier, e di quel che resta del ghiacciaio est. L’escursione qui descritta attraversa da Casterino tutta la Valmasque e dà la anche possibilità di vedere i numerosi laghi della zona.

Accesso in auto

Innanzitutto occorre raggiungere St.Dalmas de Tende, in val Roja, in territorio francese. Ci sono due opzioni:
- da Cuneo raggiungere Limone Piemonte, e da qui il Col di Tenda (1320 m). Superato il tunnel (3,2 km) (senso unico alternato regolato da semaforo: possibili lunghi tempi di attesa), si scende con la strada RN 204 lungo la Val Roja. Superati Vievola e Tenda, si arriva in circa 17,5 km a St.Dalmas de Tende.
- da Genova si percorre l’autostrada A10 fino a Ventimiglia. Da qui si prende, con deviazione verso destra (nord) la SS n.20 per la Val Roja, che passato il confine diventa RN 204. Superati gli abitati di Breil sur Roja, Fontan, e Saorge, si arriva dopo circa 41,5 km a St.Dalmas de Tende.
Arrivati a St.Dalmas de Tende si prende la stradina (a destra per chi viene da Limone, a sinistra per chi sale da Ventimiglia) per Les Mesches, Casterino e la Valle delle Meraviglie. Questa strada, ripida e tortuosa, arriva in 9,5 km circa a Les Mesches (1390 m), dove si trova un lago e uno sbarramento artificiale. Questo è il punto di partenza per le escursioni al Bego e al Grand Capelet. Noi proseguiamo invece ancora oltre, sempre su asfalto, fino a raggiungere la fiabesca piana alpina di Casterino (alberghi e ristoranti)(1543 m)(14 km dal bivio di fondovalle). La stradina prosegue ancora oltre, ora facendosi più stretta, e risale per circa 3 km oltre Casterino, in moderata salita, fino al termine (sbarra), in località Jardin Alpin (1719 m).
Qui si lascia l’auto, ai bordi della strada (sarete in buona compagnia). Dopo una “jeeppabile” che stacca più in basso, sulla sinistra, qui troviamo due diramazioni, entrambe sterrate: la strada di destra, all’inizio in discesa, conduce alla Baisse di Peyarfica ed è carrozzabile; quella che procede diritto, sbarrata, si inoltra invece nella Valmasque ed è quella che ci interessa.


Itinerario

Dalla sbarra (paline) si procede a piedi lungo lo sterrato della Valmasque. Trascurata la deviazione a destra per il Lac de l’Agnel (0.30)(1840 m circa)(leggi qui l’escursione) si continua sullo sterrato seguendo le indicazioni per il Refuge Valmasque fino ad una nuova palina (1.00)(1952 m circa) che ci fa lasciare lo stradone per prendere un sentiero che sale a sinistra in moderata salita. Si attraversa un bel vallone (foto n.1), solcato da un rio spumeggiante, ed un rado bosco di larici.
Passato un ponte di tronchi proprio ai piedi di una spettacolare cascatella (1.20)(2057 m circa), si inizia a risalire con percorso ora più ripido fino ad incontrare una palina (2.00)(2180 m circa) che, a destra, indica la deviazione per raggiungere il vicino Rifugio Valmasque (dato a 0.10, 2233 m).
Senza raggiungere il rifugio, si prosegue diritto sul sentiero principale, fino a raggiungere un poggio molto panoramico (2.10)(2250 m circa) che domina il Lac Vert. Sulla destra è visibile anche il non distante rifugio (foto n.2), raggiungibile anche da qui (in 0.15) con un sentiero che, avverte la palina, presenta però un “passage delicat”.
Di fronte a noi abbiamo una bella vista su gran parte del percorso di salita, con lo sfondo del monte Chemineye (2921 m), della punta Lusière (2907 m) e, ancora più a destra, la nostra destinazione.
Dal poggio perdiamo quota, scendendo per sentiero sulla sinistra. Quindi la traccia risale e raggiunge (2.20)(2251 m circa) la piccola diga del Lac Noir. Proprio poco sotto la diga stacca sulla destra una vaga traccia (ometto), che prendiamo, lasciando il sentiero principale che raggiunge il Lac Noir, poi il Lac du Basto, e quindi la Baisse de Valmasque per scendere nella Valle delle Meraviglie (leggi qui l’escursione al Grand Capelet).
Il nostro sentierino invece, passato sotto la diga, risale ripido la pietraia (ometti e segno rosso), traversa sulla destra (foto n.3), passando alto sopra il lac Vert, quindi raggiunge facilmente una strozzatura che immette alla conca dove si trova il piccolo ma suggestivo Lac de la Lusière (3.20)(2593 m circa). Di fronte abbiamo il colletto ovest de la Charnassère (foto n.4), oltre il quale si può scendere al Lac de l’Agnel (leggi qui l’escursione), mentre proseguendo a destra, lungo il lago, la traccia ci condurrebbe in breve al vicino Lac Gelè, che da qui non si vede. Il nostro sentierino che risale verso il Passo de la Fous stacca invece subito a sinistra (ometti), praticamente qualche metro prima del lago. Risaliamo per pietrame, massi, e roccette (foto n.5), dove in qualche caso è appena necessario aiutarsi con le mani, ma senza difficoltà (foto n.6). Con percorso irregolare ma sempre ben segnalato da ometti si guadagna il Pas de la Fous (3.50)(2820 m), valico molto aperto e panoramico attraverso il quale, scendendo sull’altro versante lungo il vallone de la Fous, si arriva al Rifugio Nice (o De Cessole)(2232 m).
Noi però dobbiamo andare a destra (verso N), non prima di aver ammirato, verso ovest, il Clapier (foto n.7), e, verso sud, l’invincibile sagoma del M.Chameneye, proprio a destra della vicina punta Lusière. Per la salita alla vetta del Viglino, vicina e ben visibile (foto n.8), occorre trovare gli ometti, che conducono lungo una traccia non difficile, che a tratti sale non distante dal filo di cresta. Noi non l’abbiamo individuata subito, ciò nonostante la nostra salita non è stata affatto problematica. In breve si raggiunge la cima sud del Viglino (4.10)(2915 m), e con qualche attenzione anche la vicina cima nord (foto n.9).
Questa montagna sarà pure “di scarso interesse alpinistico” (secondo la guida CAI-TCI Alpi Marittime vol.1) ma il panorama è invece impressionante, di “tutto il Clapier” verrebbe da dire, visto che la massiccia parete est (foto n.10) – con quel che rimane del ghiacciaio est del Clapier (foto n.11) – occupa il campo visivo in questa direzione (dunque non si vede né Maledia né Gelas, ahimè).
Sul versante opposto siamo a picco sui tanti laghi della Valmasque (foto n.12): sono visibili, in particolare, lac Gelè, lac de la Lusière, lac Vert (con il rifugio visibile ad occhio nudo) e, sulla destra, il Lac Noir.
Lontano, a ovest, si scorgono invece le Alpi Liguri dal Marguareis all’inconfondibile Toraggio. Verso sud-est la sagoma del Bego fa capolino dietro la Cime de la Lusière (foto n.13), mentre verso sud le nuvole impedivano la visuale verso il non distante Grand Capelet. Dalla cima nord, invece, la vista verso nord è ancora migliore perché non trova ostacoli oltre la cima Cossato: si vede il vallone di Moncolomb ed il percorso di risalita al rifugio Pagarì, ma in questo caso la vista non è così spettacolare come dalle (più basse, ma assai più panoramiche) Cime del Lac de l’Agnel.

Ritorno

Noi abbiamo ripercorso la stessa strada dell’andata.
Dalla cartina risulterebbe invece più corto tornare al Ref Valmasque con un altro percorso: raggiunto il Lac de la Lusière, è possibile infatti arrivare al vicino Lac Gelè e da qui scendere direttamente al Lac Vert e quindi al rifugio. Tuttavia il libro “Rifugio Pagarì” sconsiglia questo percorso di discesa, per la presenza di passaggi su roccia di II°.
Altro percorso, questo invece classificabile E/EE, potrebbe essere la risalita dal Lac de la Lusière al colle ovest de la Charnassère; da qui si discende al Lac de l’Agnel, e costeggiando il lago sulla sponda settentrionale si ritorna alla fine della Valmasque (leggi qui la descrizione del percorso e le avvertenze). Va detto tuttavia che il versante nord oltre il colle ovest de la Charnassère si presentava, all’epoca del nostro passaggio (metà luglio 2011) troppo innevato per poter essere percorso senza attrezzatura specifica, e noi abbiamo rinunciato.


Commento

Gita non difficile, anche se lunga e con notevole dislivello, che oltre ad offrire, dalla vetta, bellissimi panorami sul Clapier e le vette limitrofe, permette di esplorare nel modo migliore la Valmasque ed i suoi laghi.


Attenzione!

La descrizione di questo itinerario risale ormai a parecchi anni fa e non verrà più aggiornata. Nel frattempo, però, i luoghi, le vie di accesso ed i sentieri potrebbero essere cambiati.
Anfablopir.com non si assume comunque alcuna responsabilità per l'esattezza delle informazioni riportate su questa pagina.
Chiunque ne fa uso, lo fa ovviamente a proprio rischio e pericolo.


Galleria

foto n.1

Salendo nella Valmasque verso il rifugio omonimo

1. Salendo nella Valmasque verso il rifugio omonimo

foto n.2

Il Lac Vert ed il  rifugio Valmasque

2. Il Lac Vert ed il rifugio Valmasque

foto n.3

Salendo dall Lac Vert verso il Lac de la Lusière e il Lac Gelè

3. Salendo dall Lac Vert verso il Lac de la Lusière e il Lac Gelè

foto n.4

Il Colletto Ovest de la Charnassère visto dal Lago de la Lusière

4. Il Colletto Ovest de la Charnassère visto dal Lago de la Lusière

foto n.5

Salendo dal Lago de la Lusière verso il passo de la Fous

5. Salendo dal Lago de la Lusière verso il passo de la Fous

foto n.6

Sul percorso per il passo de la Fous si incontrano facili roccette

6. Sul percorso per il passo de la Fous si incontrano facili roccette

foto n.7

Il Clapier dal passo de la Fous

7. Il Clapier dal passo de la Fous

foto n.8

La Cima Viglino dal passo de la Fous, con il percorso di salita

8. La Cima Viglino dal passo de la Fous, con il percorso di salita

foto n.9

La Cima Nord di Viglino vista dalla Cima Sud

9. La Cima Nord di Viglino vista dalla Cima Sud

foto n.10

Il Clapier occupa la visuale verso occidente

10. Il Clapier occupa la visuale verso occidente

foto n.11

Il Colle est del Clapier con l'inizio dell'omonimo ghiacciaio

11. Il Colle est del Clapier con l'inizio dell'omonimo ghiacciaio

foto n.12

Dalla vetta del Viglino vista verso est sui laghi della Valmasque

12. Dalla vetta del Viglino vista verso est sui laghi della Valmasque

foto n.13

Dalla vetta del Viglino vista sulla Cime da la Lusière, con il Bego che fa capolino

13. Dalla vetta del Viglino vista sulla Cime da la Lusière, con il Bego che fa capolino

Gite dallo stesso punto di partenza:

Cima Ovest Lago dell’Agnel

Gite nella stessa zona:

Grand Capelet (da Les Mesches)
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