Monte Pracaban (943 m) e Laghi del Gorzente
[da Campoligure]


Dati

Difficoltà: E
Dislivello: 580 + 293 m
Tempi:
Miei: 3.35 all'andata e 3.45 a ritorno.
Ufficiali: 3.30 per l'andata (segnaletica in loco).
Data escursione: novembre 2007



Accesso

Campo Ligure è raggiungibile in auto con la A26 Voltri - Gravellona Toce (uscita al casello di Masone).
Dal casello svoltare a sinistra (rotonda), oltrepassare la stazione ferroviaria, quindi (mio consiglio) non entrare in paese ma continuare sulla provinciale e, poco prima del ponte sullo Stura, nei pressi del Municipio, prendere una strada a sinistra che va all'interno e dove si trova un ampio parcheggio. Conviene posteggiare qui; in centro paese, infatti, non mi è sembrato facile trovare un posto dove lasciare l'auto.



Itinerario

Il sentiero ha inizio nei pressi dell'Oratorio di N.S. dell'Assunta, al centro del paese, non distante dalla chiesa parrocchiale. Il nostro segnavia è un quadrato giallo vuoto, e ci accompagna per tutta l'escursione.
Lasciato sulla sinistra l'antico e bel castello di Campo Ligure (foto 1), il segnavia - trascurato dopo poco un bivio per Pian di Rapa (segnavia: tre cerchi gialli pieni) - ci guida lungo una strada asfaltata che si inerpica per un bel pezzo tra castagni e bosco misto, toccando case sparse e varie cascine (foto 2).
Dopo circa un'ora la strada gira con una curva a destra, mentre a sinistra stacca un'altra strada asfaltata, senza indicazioni di sorta: è proprio da qui che ariveremo al ritorno; per ora noi, seguendo il quadrato giallo, continuiamo sulla strada principale che, comunque, raggiunto di lì a poco il passo del Prà della Colla (695 m) e la bella casetta "Prato Colla", comincia a scendere (1.05 da Campo Ligure).
I segni ci fanno infatti deviare lungo uno sterrato che sale a sinistra, ma che dopo neanche dieci metri già si abbandona per un sentiero nella boscaglia.
Questo sentiero, sempre segnalato, sale con percorso un po' contorto; prima, per un breve tratto, nel bosco e poi in spazi molto più aperti, quasi brulli. E' un cambio di scenario repentino, che offre belle viste sul lontano Bric del Dente e il Beigua, e sulle altre vette dell'Appennino (foto 3).
Proseguendo ancora si sale, costeggiando le pendici meridionali del monte Pracaban, fino a raggiungere una selletta erbosa (891 m, 1.40).
Qui paline indicano a sinistra per il monte Pracaban e a destra per le Capanne di Marcarolo. Il Pracaban verrà "conquistato" a ritorno; noi ora scendiamo a destra, ma non prima di aver ammirato il panorama tutto appenninico di questo versante, con Tobbio e Figne davanti a noi.
Il sentiero (foto 4) scende (con brevi tratti in frana), sempre segnalato abbastanza bene dal quadrato giallo, passando nel bosco, a tratti fitto, per diventare infine un'ampia sterrata che sbuca sulla strada asfaltata delle Capanne di Marcarolo (2.25).
Si segue l'asfalto per un breve tratto, prima di infilarsi di nuovo nel bosco, sempre guidati dal segnavie, e ritrovare l'asfalto per un tratto un po' più lungo, fino a raggiungere la Cappelletta dell'Assunta (foto 5)(2.40) e, nei pressi, le Capanne Superiori di Marcarolo (paline).
Da qui ha inizio un bel percorso in un'ampia e ridente conca (foto 6), dapprima su sterrato e poi su sentiero nel bosco, che conduce ad un colletto, proprio ai piedi del Bric degli Alberghi (3.05), dal quale si ha una bella vista panoramica sul primo lago del Gorzente, il lago Badana (650 m), e la sua grande diga (foto 7).
Ahimè attualmente il lago è del tutto vuoto, prosciugato - a quanto mi è stato detto - per consentire lavori alla diga stessa, quindi il tutto è un po' deludente. Si scende comunque in breve verso la diga (3.35): il lago vuoto da qui è vista ancora più desolante.
Noi ci siamo fermati a questo punto, ma un altro sentiero conduce al lago Bruno (distante una mezz'ora) e poi al lago Lungo: questi laghi per fortuna hanno acqua, ma noi non abbiamo avuto tempo di fare l'anello perché con le giornate corte di novembre rischiavamo di tornare al buio.

Ritorno

Dal Lago Badana si ripercorre la stessa strada dell'andata fino al Pra della Colla (1.50), e purtroppo è in gran parte salita!
Giunti alla brulla selletta (891 m) dell'andata, anziché scendere verso Campo Ligure col sentiero fatto in salita si segue la traccia indicata per il monte Pracaban, che si raggiunge in un quarto d'ora (2.05)(foto 8).
Pur di modesta elevazione (943 m), il Pracaban offre però un panorama da non perdere: dalla vetta è infatti visibile non solo l'altopiano del Beigua e le Alpi Liguri, ma tutto l'arco alpino, con in evidenza Monviso, Cervino e Rosa; inoltre, rispettivamente a nord-ovest e ad ovest, si ammirano belle prospettive del Tobbio (foto 9) e del Monte delle Figne.
Dalla cima si segue adesso una traccia verso ovest, che in poche decine di metri porta a delle paline in legno: ancora verso ovest sono indicati i sentieri per Campo Ligure (segnavia: X gialla) e per Rossiglione (segnavia: cerchio giallo vuoto) che all'inizio sono sullo stesso percorso.
La traccia è evidente, anche se la segnaletica lo è un po' meno, e rapidamente scende lungo il crinale, per prati e un breve tratto nella boscaglia, fino ad un pianoro dove sorgono alcune costruzioni rurali, forse ripari, forse depositi (0.15 dal Pracaban, 2.20 dal Lago Badana).
Da questo pianoro stacca sulla sinistra, molto evidente, un'ampia sterrata che si inoltra nel bosco; noi, forse un po' precipitosamente, abbiamo imboccato questa sterrata convinti che fosse la strada da seguire; ma ben presto ci siamo resi conto che i segni erano spariti del tutto e che quindi quella non era la via che avremmo dovuto seguire; ma è stato un errore senza conseguenze.
Infatti la strada, molto ripida, con vari tornanti scende verso valle; dopo alcune costruzioni rurali diviene asfaltata e dopo poche decine di metri va a ricongiungersi alla strada asfaltata dell'andata, nella curva di cui si è detto, poco sotto il Prà della Colla (0.30 dal Pracaban, 2.50 dal Lago). Non resta che ripercorrerla fino a ridiscendere in paese e riprendere l'auto (1.25 dal Pracaban, 3.45 dal Lago).



Commento

Itinerario molto vario e di ampio respiro, e piuttosto lungo. Andata e ritorno sono di lunghezza equivalenti (addirittura il ritorno è stato più lungo, con la salita al Pracaban!) per via dei saliscendi.
Secondo me il Pracaban merita assolutamente di essere salito, è una deviazione minima e offre un panorama ottimo.
Se l'obiettivo però è una visita accurata della zona dei Laghi del Gorzente, non partite da Campo Ligure, ma arrivate in macchina alle Capanne di Marcarolo o sull'altro versante, ai Piani di Praglia, comunque in modo da partire già in quota; da Campo Ligure, infatti, anche in giornate di primavera e con più ore di luce a disposizione, l'escursione sarebbe troppo lunga e faticosa.



Escursioni collegate

Dallo stesso punto di partenza:

- Traversata Campo Ligure - Arenzano

Nella stessa zona:

- Laghi del Gorzente e monte Taccone (da Prou Renè, in Praglia)
- Monte delle Figne
- Monte Tobbio (da Ponte Nespolo, anello)
- Monte Tobbio (da Voltaggio)



Bibliografia

- Cartina del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, ed.Studio Cartografico Italiano, Genova, 1:25000




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