Bric Mindino (1879 m)
[dalla Colla di Casotto]
Dati
Difficoltà: E
Dislivello: 498 m
Tempi:
Miei: 2.30 (con neve)
Ufficiali: 1.30 (paline in loco)
Data escursione: novembre 2007
Accesso
Da Ceva (raggiungibile con l'autostrada A26 Torino-Savona) occorre percorrere la SS n.28 lungo la Val Tanaro. Arrivati a Garessio, quasi alla fine del centro abitato seguire i cartelli stradali per Valcasotto e Pamparato; indicano una strada sulla destra, che sale a tornanti e raggiunge dopo non molti chilometri l'ampia Colla di Casotto.
In alternativa la Colla di Casotto è raggiungibile da Mondovì seguendo le indicazioni per San Michele Mondovì, e da qui i cartelli per Pamparato / Valcasotto.
Itinerario
Dalla Colla di Casotto (1381 m), paline in legno - poste proprio dove sbuca la strada proveniente da Garessio - segnalano che la via al Monte Mindino è l'ampia strada sterrata che stacca, in direzione NE, inoltrandosi nel bosco.
Si segue questa sterrata, oltrepassando dopo non molto un bivio segnalato, che indica a sinistra per il Mindino e a destra per Pratorotondo; quest'ultimo punto potrebbe essere toccato se, volendo fare un anello, vi si discende per sentiero dalla vetta; cosa che però noi non abbiamo fatto.
Si continua quindi lungo la strada sterrata che, con ampi tornanti e con modesta pendenza, dapprima nel bosco (foto 1) e poi allo scoperto, guadagna progressivamente quota e conduce senza difficoltà alcuna fino all'arrotondata vetta del Bric Mindino (foto 2 e 3). La cima è sovrastata da un'enorme croce metallica (visibile se non mi sbaglio anche da Garessio).
Il tutto è poco più che una passeggiata se fatto nella buona stagione; ma noi abbiamo scelto questa meta sapendo che la quota innevamento era sui 1500 m, quindi gran parte dell'escursione si è svolta sulla neve (e in certi punti si sprofondava fino al ginocchio); pertanto è stata ben più lunga e faticosa dell'ordinario.
Ma, neve o non neve, se vi assiste la buona sorte e trovate una giornata limpida, la vista dal Bric Mindino è strepitosa.
Essendo l'ultimo rilievo di una certa altezza sullo spartiacque Tanaro-Casotto, la vista è incontrastata verso est e sud. Ed eccoci quindi ad ammirare l'Appennino Ligure (con evidenti Tobbio, Ebro, etc) e il Beigua; Genova ed il suo Golfo (foto 4); le Alpi Apuane; i vicini Carmo e Galero, con dietro Albenga, la Gallinara (foto 5), e - benissimo - la Corsica. Verso ovest il vicino Antoroto, con tutte le Alpi Liguri (in evidenza Pizzo d'Ormea, Mongioie, Besimauda)(foto 6, 7 e 8). Delle Marittime la sola Argentera riesce a far capolino da dietro le Liguri; ma verso nord-ovest riecco, oltre la pianura, ben visibili tutte le Cozie con il Re Monviso; a nord, infine, Cervino e Rosa.
Ritorno:
In discesa, dalla vetta dovrebbe staccare, verso est, un sentiero che scende a Pratorotondo e, da qui, una strada sterrata riportare al bivio di cui ho parlato prima; la troppa neve ci ha fatto però optare per un ritorno tranquillo, per la stessa via dell'andata.
Commento
Meraviglioso panorama, uno dei più estesi che io abbia mai visto. Certo, occorre avere la fortuna di una giornata con una visibilità così.
Il Mindino quindi val bene una visita, anche considerando la facilità e la brevità dell'escursione.
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