Mongioie (2630 m)
[Da Viozene - valle Tanaro]


Dati

Difficoltà: E
Dislivello: 1385 m
Tempi:
Miei: 3.20 (0.45 da Viozene al Rifugio Mongioie, 1.40 dal Rifugio al Bocchin dell'Aseo, 0.55 da qui alla vetta). Al ritorno 2.15.
Ufficiali: le paline in loco danno la salita a 3.45; per la guida "In Cima" occorrono invece 4.00.
Data escursione: settembre 2007.



Accesso

Da Ceva (raggiungibile con l'autostrada A26 Torino-Savona) occorre percorrere la SS n.28 lungo la Val Tanaro fino a Ponte Nava; da qui si prosegue a destra per Viozene (1245 m), che si raggiunge dopo una decina di chilometri. Si può lasciare l'auto lungo la strada, nei parcheggi proprio sotto la chiesa.



Itinerario

Dalla chiesa le paline ed un segnavia bianco-rosso conducono attraverso le pittoresche case del paese. Oltrepassata una fontana, la stradina ha termine e ha inizio un'ampia mulattiera che porta, con percorso in moderata salita, al Pian Rosso, dove sorge il Rifugio Mongioie (1555 m, 0.45)(clicca qui per il sito del rifugio), alle cui spalle domina l'imponente Mongioie (foto 1).
Dal Rifugio, sulla sinistra (O) stacca il sentiero per la Colla di Carnino (1.00-1.15), dalla quale è possibile proseguire per il Passo e la Cima delle Saline (leggi qui l'escursione): questa, tra l'altro, è la prima (o l'ultima) tappa dell'intero percorso del GTA.
Noi invece seguiamo le paline che dal Rifugio ci portano a destra, verso il Bocchin dell'Aseo; il percorso è interamente segnalato in bianco e rosso e ben tracciato.
A pochi minuti dal rifugio si supera un bivio, dove paline in legno indicano a sinistra per la Gola delle Scaglie (data a 2.00; è una possibile via di ritorno se si vuole fare un anello), mentre a destra si va per il Bocchin dell'Aseo.
Prendendo dunque a destra, la mulattiera diviene sentiero e sale a zig zag sulla sinistra del vallone; superata una piccola fonte (a pochi metri dal sentiero), salendo tra erba e pietre si raggiunge una ampia conca (foto 2), abbastanza selvaggia, racchiusa tra le pendici del Mongioie da una parte e del Monte Rotondo dall'altra, e che si risale fino a raggiungere l'ampia insellatura del Bocchin dell'Aseo (2292 m, 1.40 dal Rifugio)(foto 3).
Da qui, trascurata a destra (E) una (comunque poco visibile) traccia che porta al Monte Rotondo e al Bric di Conolia (è qui che c'è la famosa dolina nota come "Il Profondo"), si va invece a sinistra (O)(palina) seguendo una traccia, segnalata con tacche rosse, che si inerpica assai ripida e faticosa per il pendio erboso (foto 4), e poi detritico nell'ultimo tratto (foto 5), del Mongioie.
La traccia sbuca sulla cresta ad una ventina di metri dalla croce di vetta (foto 6); la cresta è ampia ed elementare e non presenta problemi: in pochi minuti si raggiunge così la cima del Mongioie (2630 m)(0.55 dal Bocchin dell'Aseo, 3.20 da Viozene).
Dalla vetta il panorama è assai ampio: verso O, dietro la vicina Cima delle Saline, l'arco delle Marittime con Gelas, Argentera e Matto che come sempre spiccano su tutte (foto 7); a NO, Cima di Cars, Bric Costa Rossa e Bisalta appaiono in primo piano alla sinistra del Monviso; a nord diritto davanti a noi c'è il Mondolè; interessante è anche il panorama verso E, dove a sinistra del Bric Conolia spicca il Pizzo d'Ormea e, più lontano, il Galero (e anche il Carmo di Loano)(foto 8).
Ritorno:
Io ho percorso la stessa via dell'andata.
Tuttavia, in condizioni di ottima visibilità, si può scendere dalla vetta lungo la cresta SO e, seguendo sporadici ometti e vecchi segni, scendere - tenendosi sulla destra - fino all'imboccatura della Gola delle Scaglie. Da qui ha inizio un ghiaione di detriti finissimi e mobili che, ginocchia permettendo, si percorre molto velocemente, quasi come si stesse sciando. Al termine del ghiaione una traccia si ricollega al bivio dell'andata e quindi al Rifugio.
Non c'è nulla di difficile in questo percorso alternativo, ma individuare la via dalla vetta alla Gola delle Scaglie non è banale e assolutamente da non tentare se la visibilità non è più che buona.



Commento

Classica gita di inizio o fine estate, alla portata di escursionisti allenati, e che non presenta difficoltà purchè non ci sia neve residua nel tratto finale della salita alla vetta.
Il Mongioie è la seconda vetta più alta delle Liguri (anzi, a lungo è stata considerata più alta dello stesso Marguareis) e per il panorama offerto e la facilità di accesso è una meta giustamente molto gettonata.



Bibliografia

J.C.Campana
In cima. 76 Normali nelle Alpi Liguri, Blu Edizioni, Peveragno, 2004
(in questa pagina citato abbreviato come: "In Cima")




Escursioni collegate

Dallo stesso punto di partenza:

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Nella stessa zona:

- Cima delle Saline
- Marguareis







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