Cima Paganini (3051 m)
[dal Gias delle Mosche]


Dati

Difficoltą: E fino al Rifugio Remondino, EE dal rifugio al colle, EE dal colle alla vetta (altre valutazioni: guida "CAI/TCI": E+E+manca la valutazione - "In Cima": valutazione globale, EE).
Dislivello: 1460 m dal Gias delle Mosche.
Tempi: 4.55 (2.40 dal Gias delle Mosche al Rifugio Remondino, 1.45 dal Rifugio al Colle di Nasta, 0.30 dal Colle alla vetta). Ufficiali: 4.30 secondo la guida "CAI/TCI" (2.30+1.30+0.30).
Data escursione: luglio 2007.

Accesso

Da Cuneo si risale la valle Gesso; oltrepassata Valdieri, si lascia a sinistra la diramazione per Entracque e si continua diritti salendo su ampia strada asfaltata fino a Terme di Valdieri (1368 m).
Di qui si seguono le indicazioni per il Gias delle Mosche (1591 m) e il Piano della Casa del Re (1743 m).
La strada è piuttosto disagevole; si può arrivare comunque facilmente fino al Gias delle Mosche e qui lasciare l'auto, oppure, su uno sterrato molto malandato, proseguire fino al Pian della Casa (circa 6,5 km da Terme di Valdieri). Se ci si ferma al Gias delle Mosche occorre contare una mezz'ora di strada a piedi in più.



Itinerario

Dal Gias delle Mosche (1591 m) si giunge in breve al Pian della Casa (0.30), dove si tralascia una deviazione a destra per il Colle e i Laghi di Fremamorta e per il Colle di Ciriegia (paline); proseguendo ancora sullo sterrato si incontrano di lì a poco (0.10, 0.40 dal Gias delle Mosche) altre paline con l'indicazione per il Rifugio Remondino.
Si sale quindi con il sentiero sulla sinistra, che si inerpica per un aspro vallone fino a raggiungere, dopo tre quarti d'ora circa (1.20) un bivio: a destra si sale al Colle est del Mercantour (sentiero N12)(vedi escursione ad anello al Colle Ghiliè), mentre a sinistra si prosegue per il Rifugio Remondino, già visibile sotto l'incombente Cima di Nasta (foto 1), e che si raggiunge con ripida salita su sentiero (2430 m)(1.15 dal bivio, 2.40).
Pochi metri prima del rifugio stacca a sinistra una traccia (vernice gialla), e pochi metri dopo un'altra (questa indicata con segno rosso ed ometti). Entrambe vanno nella direzione di un ampio vallone detritico, formato da roccette e massi accatastati. Questo vallone è chiuso a destra dalla Cima di Nasta (sperone NO), mentre di fronte a voi si erge l'incredibile muraglia grigia di detriti con la traccia che conduce all'omonimo passo (Passo dei Detriti, sulla via normale alla Sud dell'Argentera).
Seguendo gli ometti e i segni rossi, saltando da un masso all'altro, con percorso disagevole si prosegue in direzione del Passo dei Detriti (foto 2), costeggiando lo sperone NO della Cima di Nasta. Superatolo, alla nostra destra si apre allora l'ampio e ripido canalone (foto 3) che scende tra la Cima di Nasta e la Cima Paganini, e che dobbiamo risalire per giungere al Colle di Nasta.
Si lascia pertanto la traccia che prosegue diritta per salire al Passo dei Detriti, e si va invece a destra per salire il canalone. Non ci sono indicazioni di sorta, ma soprattutto non c'è praticamente sentiero per salire. Esiste sì una esile traccia (all'epoca del nostro passaggio, ancora parzialmente coperta di neve) che sale grosso modo sul lato sinistro del canalone, ma è praticamente inutilizzabile sia in salita che in discesa perché troppo scivolosa. Abbiamo preferito salire la prima parte del canalone al centro, su massi e detriti mobili, con percorso però molto faticoso dato che sono mobili anche massi di notevoli dimensioni, e occorre costantemente verificare che il masso prescelto come appoggio sia veramente stabile (foto 4).
Si raggiunge quindi con molta fatica il Colle di Nasta (2939 m)(1.45 dal Rifugio Remondino, 4.25), un'ampia depressione detritica tra le cime di Nasta e Paganini, non molto panoramica in quanto chiusa tra le due cime, e dalla quale si può scendere (ometti) verso l'altipiano del Baus.
Dal Colle una traccia sulla sinistra conduce in vetta alla sud della Paganini (0.30 dal Colle)(4.55), risalendo la cresta e rimontando facili roccette e piccoli saltini rocciosi, con cautela ma senza difficoltà (foto 5).
Dalla Cima Paganini (la cima sud, 3051 m) - intitolata al topografo Pio Paganini, autore di una famosa carta del Massiccio dell'Argentera (1879) - la vista è spettacolare sull'Argentera (e il Passo dei Detriti)(foto 6), sull'incombente Cima di Nasta (foto 7) e la cresta del Baus (foto 8). Appaiono ("basse"!) le vette del versante occidentale (es. Bresses, Malinvern) e si vedono tutti gli specchi d'acqua (Laghi di Fremamorta, Lago del Claus) di questo angolo delle Marittime. Anche sul versante della Rovina il panorama è molto bello.



Commento

L'escursione è senza dubbio molto faticosa. Non solo per il dislivello notevole, ma anche per il fatto che almeno 600 metri di questo dislivello vanno risaliti su massi e detriti e senza un vero e proprio sentiero degno di tale nome.
Il pezzo più duro dell'escursione è certamente la risalita del canalone che porta al Colle di Nasta, che si svolge letteralmente "al meglio".
Noi abbiamo impiegato molto più tempo di quanto avremmo dovuto, almeno stando alle guide: la guida "CAI/TCI" dà infatti il colle a 1.30 dal Remondino, tra l'altro classificandolo "E" (per il tratto dal colle alla vetta la classificazione manca), mentre "In cima" dal canto suo dà tutta l'escursione a 3.45. Francamente però questi tempi mi sembrano molto stretti, così come la valutazione "E" mi pare nettamente sottostimata, specie se confrontata con altri percorsi della zona che la guida "CAI/TCI" dà come "EE".
Cima Paganini è forse l'unica cima non alpinistica di tutta la catena che dal Corno Stella va al Ghiliè, e il panorama che offre è superlativo. In particolare, si vede a occhio nudo la croce sulla cima sud dell'Argentera; questo per me - che da bravo homo appenninicus non ho nessuna intenzione di avventurarmi sulla famosa cengia - è stata già una cosa emozionante.




Escursioni collegate

Dallo stesso punto di partenza (Gias Mosche / Pian della Casa):

Testa sud di Bresses
Colle Ghilič - Passo Brocan - Rifugio Remondino (anello)
Cima Mercantour



Bibliografia

E.Montagna, L.Montaldo, F.Salesi
Alpi Marittime, vol II, CAI-TCI, Milano, 1990
(in questa pagina citato abbreviato come: "CAI/TCI")

M.Bruno
In cima. 73 Normali nelle Alpi Marittime, vol I, Blu Edizioni, Peveragno, 2001
(in questa pagina citato abbreviato come: "In Cima")




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