Cima delle Saline (2612 m)
[da Carnino]
Dati
Difficoltà: E
Dislivello: 1220 m.
Tempi: 2.20 da Carnino al Passo delle Saline, 1.10 dal Passo alla vetta.
Io ho impiegato rispettivamente 1.30 e 1.00.
Data escursione: giugno 2007.
Accesso
Da Ceva (raggiungibile con l'autostrada A26
Torino-Savona) occorre percorrere la SS n.28 fino a Ponte Nava, proseguire
a destra per Viozene, e quindi dopo qualche km seguire l'ulteriore diramazione
per Carnino; all'ulteriore bivio prendere a destra per Carnino Inferiore
e lasciare l'auto nello spiazzo dove finisce l'asfalto.
Itinerario
Dallo spiazzo ci si avvia verso le poche
case che costituiscono il piccolo borgo di Carnino Inferiore (1392 m).
Oltrepassato un utile pannello con tutti i segnavia della zona e i relativi
tempi di percorrenza, e una altrettanto utile fontana, il sentiero -
ben indicato fin dall'inizio - sale oltre le case nel bosco, incrociando
a più riprese la strada sterrata.
Al termine della strada sterrata, a circa 1500 m, il sentiero si biforca
(0.15), nei pressi dei Tetti delle Donzelle: una palina in legno indica
a destra per Viozene (e il Rifugio Mongioie) via Colla di Carnino, mentre
indica diritto il sentiero per il Passo e la Cima delle Saline, nonché
per la Cima Pian Ballaur (anch'esso GTA come quello per Viozene).
Poco dopo si oltrepassa anche la deviazione a sinistra per il vicino
rifugio Ciarlo Bossi, e in breve il sentiero esce allo scoperto, costeggiando
un costone roccioso e raggiungendo e risalendo la suggestiva Gola delle
Saline (foto 1).
All'uscita della gola, oltrepassata una croce con lapide in memoria
di Elisabetta Pastorelli, perita in una bufera di neve il 3 dicembre
1883 (0.50), il sentiero risale prati e conche pascolive fino a raggiungere,
nei pressi di un gias (1962 m), una deviazione a sinistra per Cima Pian
Ballaur (1.00 - segnavia triangolo rosso pieno). Noi proseguiamo diritto,
su sentiero ben evidente marcato sia con il segnavia bianco-rosso del
GTA sia con quedrato rosso pieno; la deviazione che tralasciamo può
però essere usata per un percorso alternativo di salita (o di
discesa) alla Cima delle Saline (vedi "Commento").
Con percorso non faticoso, sempre ben evidente e non particolarmente
ripido, si giunge al Passo delle Saline (1.30, 2174 m)(foto 2). Da qui
verso destra appare imponente il Mongioie; davanti a noi si apre invece
il vallone di discesa al rifugio Havis De Giorgio (O Mondovì),
che è raggiunto dal sentiero GTA, e che noi a questo punto lasciamo,
per salire sulla destra lungo una traccia che risale il ripido versante
est della Cima delle Saline (foto 3).
La traccia si inerpica ripida (foto 4) dapprima su terreno di erba mista
a sassi, poi attraverso una fascia di piccoli detriti e sassi, infine
- ormai a ridosso delle propaggini rocciose - risale a zig zag contornando
i salti rocciosi evitando così esposizione e difficoltà,
per giungere infine sulla Cima delle Saline (2612 m)(1.00 dal Passo,
2.30 da Carnino).
La traccia dal passo alla vetta è segnalata
con tacche di vernice rossastra (sbiadite ma visibili) che mancano (o
che comunque io non ho visto) solo nella parte di percorso che risale
la parte della pietraia; anche in questo caso, però, il percorso
è comunque abbastanza evidente.
Come si sbuca sulla allungata vetta (foto 5), ci si trova di fronte
ad uno spettacolo davvero mozzafiato. La vista spazia su tutto l'arco
alpino e su parte della pianura padana. Proprio di fronte (E) abbiamo
Cima Pian Ballaur e, subito dietro, un po' nascosta, la punta del Marguareis.
Alle spalle di queste vette, in lontananza si stagliano tutte le Marittime
(foto 6) e le Cozie, con Argentera Matto e Monviso ben riconoscibili.
Naturalmente dipende dalla visibilità, ma anche lo spicchio di
pianura che è possibile ammirare è molto esteso (foto
7), con Rosa e altri massicci innevati lontano. Verso est gli appennini
e la costa ligure, con il Mongioie in primo piano (foto 8). Solo il
versante sud, arrotondato e appennico, è meno significativo.
Commento
Il percorso fino al passo è piuttosto
noioso, diventando molto più interessante, senza peraltro essere
mai difficile, dal passo alla cima.
Il panorama che si gode dalla cima è talmente vasto ed inaspettato
da ripagare ampiamente degli sforzi fatti per arrivare.
Come accennato, un possibile itinerario alternativo di salita parte
dal bivio che stacca a circa 1962 m dopo la lapide commemorativa. E'
infatti possibile seguire le indicazioni per Cima Pian Ballaur ed il
relativo segnavie (triangolo rosso pieno) per risalire il ripido pendio
erboso fino al colletto a 2375 m, a ridosso della Cima degli Arpetti
(2415 m). Da qui si piega a destra risalendo tutto l'ampio crestone
erboso di Cima delle Saline fino a raggiungere la vetta.
Ecco poi un'alternativa ancora più impegnativa: si può
fare un lungo e assai interessante giro ad anello che ci riporta a Carnino
raggiungendo dalla Cima delle Saline la Cima Pian Ballaur, da qui il
Colle del Pas e quindi proseguendo in discesa il Bivacco del Saracco
Volante; da qui con ripida discesa ci si reimmette infine nel sentiero
che collega Carnino al Colle dei Signori.
Ma attenzione! Tutti questi itinerari alternativi richiedono ottima
visibilità e buon senso dell'orientamento. I segnavia (specie
nella parte Saline - Pian Ballaur - Colle del Pas) non sono molto frequenti
/ evidenti, e la traccia da seguire - dato l'ambiente carsico assai
accidentato e ricco di doline - si confonde e si perde facilmente.
Qualche problema con scarsa visibilità ci può essere anche
dal Passo delle Saline alla cima.
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