Monte Sciguelo (1103 m)
[da Sciarborasca]
Dati
Difficoltà: E
Dislivello: 893 m
Tempi: 2.20 da Sciarborasca alla vetta dello Sciguelo, 2.20 anche al
ritorno se si effettua l'anello che, percorrendo l'Alta Via da Pra Riondo,
tocca il Monte Rama.
Data escursione: aprile 2007.
Premessa
Il Monte Sciguelo è accessibile da
più punti con percorsi assai diversi tra loro, sia dal punto
di vista paesaggistico sia per lunghezza.
Qui è descritta la salita dal versante sud-est della montagna,
con un percorso ad anello che parte da Sciarborasca.
Per la descrizione della salita dal versante sud, da Varazze via Eremo
del Deserto (sempre con un percorso ad anello, ma più lungo)
leggi qui.
Accesso
Sull'autostrada A10 Genova Ventimiglia, uscire
al casello di Arenzano, e da qui prendere l'Aurelia in direzione di
Savona; entrare in Cogoleto e oltrepassato il centro del paese, sempre
restando sull'Aurelia, si raggiunge una deviazione segnalata, sulla
destra, per Sciarborasca.
Dopo circa 4,5 km si raggiunge Sciarborasca
(210 m). Proseguire fino in prossimità della chiesa e parcheggiare
dove si può.
Sciarborasca è collegata con Cogoleto (stazione FS) con un servizio
di autobus. Per gli orari: http://www.ali-autolineeliguri.it
Itinerario
Il percorso, segnalato con un quadrato rosso
pieno, inizia alla sinistra della chiesa, in Via Pratorotondo, ed è
indicato anche da un cartello per "Fonte Montebello / Cappelletta
Alpini Casa Miniera e AV".
Dapprima si risalgono, su strada asfaltata, le ultime case del paese;
poi l'asfalto diventa sterrato (0.15) quindi inizia una mulattiera con
caratteristico fondo "a massicciata" (0.30)(foto 1), che risale
il Vallone Rio Acquabona, in caratteristico ambiente mediterraneo (pini
e macchia mediterranea).
Dopo 1.20 si arriva nei pressi della Fonte Montebello, con una preziosa
fontana e una non meno invitante panchina.
Dopo altri 5 minuti al nostro sentiero se ne congiunge un altro (segnavia:
rombo rosso vuoto) proveniente anch'esso da Sciarborasca ma diretto
al Monte Rama. Questo sentiero ci lascia però dopo un paio di
minuti, deviando in salita a destra (indicazione per il monte Rama):
è da qui che scenderemo al ritorno.
Proseguiamo quindi sul nostro sentiero (quadrato rosso pieno), attraversando
un pianoro erboso e boschetti dall'aspetto più appenninico (foto
2), trascurando un altro bivio sulla destra (1.45 da Sciarborasca) che
segnala un percorso per raggiungere l'Alta Via e il Rifugio Casa Miniera.
Il sentiero si inerpica adesso lungo la costa della montagna, attraversando
una grossa frana, fino a raggiungere le Rocche di Vatterasca (960 m
- 2.00), caratteristici roccioni dove si trova un ennesimo bivio, ben
segnalato, che indica a sinistra per il monte Sciguelo (segnavia: tre
cerchi rossi pieni), e a destra per il monte Beigua (segnavia: quadrato
rosso pieno). Lasciamo pertanto il nostro segnavia per andare a sinistra,
e in breve risalendo le boscose pendici a nord del monte Sciguelo, giungiamo
ad un pianoro ormai sul crinale, e in vista della vetta (alla nostra
sinistra, foto 3), che si raggiunge in breve (2.20).
Dalla cima, in giornate diverse da quella che è capitata a noi
(foto 4), si gode di un bel panorama sulla costa ligure e sui monti
vicini del Beigua, oltre che, naturalmente, a est su Alpi Liguri e Marittime
(foto 5).
Ritorno
Il ritorno può essere effettuato ripercorrendo la strada dell'andata,
oppure con la variante, decisamente più interessante, di seguito
descritta.
Dalla cima dello Sciguelo si scende fino al pianoro del crinale (0.10),
ove è già visibile una strada sterrata. Anziché
scendere a destra (percorso di salita) si prosegue diritti, sempre seguendo
lo stesso segnavia (tre cerchi rossi pieni) che in breve conduce a Pratorotondo
(Pra Riondo, 0.15).
Qui c'è un rifugio ristorante e anche la strada asfaltata che
congiunge il Beigua a Pianpaludo e quindi a Sassello o al Faiallo, e
di solito il posto è affollato.
Senza arrivare all'asfalto e al rifugio, si seguono le indicazioni dell'Alta
Via dei Monti Liguri (segnavia: due cerchi blu pieni oppure un rettangolo
rosso-bianco-rosso, con la scritta "AV" nella parte bianca),
imboccando a destra uno sterrato in piano.
Il posto è suggestivo, giustamente meta di "gitanti della
domenica" anche per la vicinanza della strada.
Lo sterrato taglia in costa in leggera salita (foto 6), fino a raggiungere
il Rifugio Casa Miniera (0.25) con un percorso molto panoramico e caratteristico.
(Attenzione! Qui è indicata anche una deviazione per Sciarborasca,
ma non è la nostra strada).
Proseguendo ancora sull'Alta Via si raggiunge un bel pianoro, che si
percorre integralmente fino a raggiungere un crocevia (0.40):
- a sinistra, l'Alta Via risale verso un montarozzo boscoso (e va a
raggiungere, dopo un po', il Monte Argentea);
- proseguendo diritti, si scende verso Lerca con il sentiero, segnato
con due lineette rosse parallele, che proviene dal Monte Rama e scende
lungo il vallone del Rio Lerca (vedi la descrizione
dell'escursione al Rama);
- a destra, invece, si sale moderatamente verso la Cima Fontanaccia
e la vetta del Rama, raggiungibile da qui in appena 20 minuti.
E' proprio quest'ultimo sentiero a destra, segnalato da numerosi segnavie
(gialli, in provenienza da Pianpaludo; oltre che le due lineette rosse
parallele) che dobbiamo seguire.
Se si vuole, salire sul Rama da qui è un attimo; altrimenti,
dopo pochi minuti di salita si stacca sulla destra in discesa un sentiero,
segnalato con un rombo rosso vuoto, che scende ripido verso la valle
di Sciarborasca.
Prendiamo quindi questo ripido sentiero in discesa che in 40 minuti
(1.20 dalla vetta dello Sciguelo) si ricongiunge al sentiero dell'andata
poco prima della Fonte Montebello.
Da qui si può optare per seguire questo nuovo sentiero fino a
Sciarborasca, oppure proseguire sul sentiero dell'andata fino in paese
(1.00 dalla Fonte, 2.20 dalla vetta dello Sciguelo).
Commento
L'escursione non è particolarmente
impegnativa, ed è raccomandata specie se si opta per la variante
descritta, che permette di toccare una seconda vetta (Rama) e percorrere
un tratto di Alta Via a mio parere molto suggestivo.
Nonostante le varie fonti che si incontrano sul cammino, la gita non
è adatta ai mesi estivi per il gran caldo. Autunno e primavera
sono le stagioni migliori, e anche l'inverno, purchè in assenza
di neve e ghiaccio.
Il percorso è ottimamente segnalato in ogni sua parte, con frequenti
tacche di vernice su alberi o pietre, e anche con scarsa visibilità
non abbiamo avuto problemi di orientamento.
Escursioni collegate
Dallo stesso punto di partenza:
==
Nella stessa zona:
Sciguelo (da Varazze)
Argentea
Rama
Reixa
Bibliografia
Cartina: Appennino e Riviera Genovese (tav.3-4), ed.Multigraphic, Firenze
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