Monte Tobbio (1092 m)
[da Voltaggio]


Dati

Difficoltà: E
Dislivello: 739 m
Tempi: 2.30
Data escursione: novembre 2006 e febbraio 2008



Premessa

Il monte Tobbio è un'elegante ed imponente montagna dell'appennino ligure-piemontese, situata all'estremità meridionale della provincia di Alessandria.
In questo sito sono descritte tre delle vie di accesso alla vetta, famosa per l'eccezionale panorama sulle Alpi, il mare e la pianura:
- la classica salita al Tobbio da Voltaggio (in questa pagina);
- la salita al Tobbio da Ponte Nespolo, con discesa via Casa Carrosina e Casa Preaduga (anello) (leggi qui);
- la salita al Tobbio dai Laghi della Lavagnina via Colla degli Eremiti (leggi qui).



Accesso

Raggiungere Voltaggio (353 m) da Alessandria per la strada che proviene da Gavi; da Genova, via passo della Bocchetta o, da Busalla, percorrendo la "Castagnola".
Se si arriva da Genova, non si deve entrare subito in paese, ma proseguire sulla strada provinciale in direzione di Gavi / Novi Ligure fino a superare sulla destra, quasi alla fine del paese, un'imponente vecchia filanda (oggi sede anche di un ristorante). Pochi metri più avanti, sulla sinistra, c'è una deviazione per le Capanne di Marcarolo, la Benedicta e Voltaggio. Si prende questa strada e, dopo poche centinaia di metri si passa sopra un ponte. Subito dopo la strada si biforca: proseguire a destra, e immediatamente sulla sinistra si ha una piccola costruzione bianca (peso pubblico) e un grosso piazzale, Piazza 25 Aprile, dove si lascia la macchina.
Se si inizia l'escursione dalla Cappella degli Eremiti (escursione di circa 1.30, qui non descritta) occorre invece proseguire in auto, sempre su questa strada, la SP n.166, per le Capanne di Marcarolo, per 5 km: la strada è tortuosa ma asfaltata. Il Valico degli Eremiti e la cappelletta, dove si lascia l'auto, si trovano alla confluenza della SP n.166 con la SP n.165, che da Bosio conduce alle Capanne di Marcarolo.




Itinerario

Da Piazza 25 Aprile, lasciata l'auto, si prende a piedi la breve scalinata e quindi la strada in salita (panchine) che porta in paese. In pochi metri, percorrendo via Cavour, ci si trova di fronte la chiesa. Sulla destra della chiesa, seguendo un cartello che indica la via ai ruderi del castello, inizia un acciottolato e quindi il sentiero, con la prima palina in legno che indica la via al Tobbio.
Il sentiero da qui è interamente segnalato (con un triangolo giallo pieno) e ben tracciato. Dopo la prima ripida rampa, la mulattiera sale dolcemente in mezzo al bosco di castagni. Nella prima mezz'ora, tutta in un bel bosco di castagni, si incontrano due bivii: al primo occorre andare a destra, al secondo invece a sinistra (nel 2008 ho trovato delle paline in legno, che hanno eliminato il rischio di proseguire diritto; rischio reale, dato che la strada che si lascia è più larga di quella da prendere).
Si esce finalmente allo scoperto, in una vegetazione di piccoli pini e ginestre, in vista del Tobbio, ancora piuttosto lontano (foto 1): in questo tratto il sentiero, in saliscendi, offre belle vedute sugli spuntoni di roccia e i versanti un po' dirupati dei monti circostanti.
Proseguendo ancora (foto 2) si incontra un primo sentiero che proviene dagli Eremiti (segno: pallina e trattino gialli), quindi il percorso, ormai su terreno sassoso e con vegetazione sempre più rada, si fa più ripido.
Man mano che si sale si incontrano altre vie di salita ed i segnavia aumentano; risulta quindi impossibile perdersi, anche prendendo delle scorciatoie (possibili, ma a mio parere da non fare perché spezzagambe).
Si arriva finalmente (1.50 circa da Voltaggio) al Passo della Dagliola (858 m.), sempre molto ventoso, dove confluisce anche il sentiero che sale da Ponte Nespolo (segnavia: due rombi gialli pieni), e dove un altro sentiero (quadrato giallo pieno) porta a Casa Carrossina e poi al Monte Figne (1.00 circa) o torna, con altro percorso, a Ponte Nespolo.
Dal Passo Dagliola si sale in una quarantina di minuti l'ultima rampa, incontrando proprio sotto la vetta un altro sentiero proveniente dagli Eremiti (foto 3)(segnavia con cerchio vuoto giallo barrato orizzontalmente) e quindi si raggiunge comodamente l'arrotondata vetta, sulla quale è stata costruita una caratteristica chiesetta bianca (foto 7), visibilissima anche da molto distante, con annesso un provvidenziale locale di ricovero.
Dalla vetta, se la giornata è buona, la vista spazia, partendo da sud, su: i laghi del Gorzente, la Madonna della Guardia e uno spicchio di Mar Ligure; il Beigua; le Alpi Liguri, le Alpi Marittime con ben riconoscibili Argentera e Matto, le Cozie con il Monviso (foto 4); Gran Paradiso (credo), Cervino e Rosa; più vicini a noi, i colli Tortonesi, verso NE-E Giarolo ed Ebro, e la catena dell'Antola; le Rocche del Reo Passo; infine, a SE, i vicini Monte Leco, Taccone e Figne (foto 5).
Il Tobbio è anche un balcone di prim'ordine sulla pianura piemontese (foto 6). Verso nord, ad occhio nudo si vede fino a Novi (bene l'Italsider); forse anche oltre, ma in giornate molto limpide.



Commento

Classica escursione appenninica, praticamente per tutte le stagioni (purchè in assenza di neve o ghiaccio).
Il percorso da Voltaggio, pur essendo decisamente più lungo rispetto a quelli che partono da Ponte Nespolo o dal Valico degli Eremiti, risulta a mio parere il più classico, ed il più bello.




Escursioni collegate

Dallo stesso punto di partenza:
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Nella stessa zona:

- Monte Tobbio (da Ponte Nespolo, anello)
- Monte Tobbio (dai Laghi della Lavagnina via Colla degli Eremiti)
- Monte delle Figne (da Isoverde, via Laghi del Gorzente)
- Busalla-Pegli (traversata)



Bibliografia

Cartina:
Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, 1:25000, ed.Studio Cartografico Italiano, Genova





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