da Varzi al Monte Antola
[traversata lungo la Via del Sale]
Dati
Difficoltą: E
Dislivello: 1316 m
Tempi:
Miei: 11.05
Ufficiali: non disponibili per l'intero percorso, ma solo per alcuni tratti intermedi: 4.00 da Varzi al Boglelio (paline); 2.00 da Capanne di Carrega al M.Antola (paline)
Data escursione: giugno 2008
Premessa
Il percorso Varzi (PV) - Sori (GE) ricalca
il tracciato di una delle Vie del Sale che anticamente venivano percorse
da mercanti e viaggiatori tra la costa e l'entroterra.
In questo caso la via di comunicazione era tra la costa ligure e l'Oltrepò
Pavese, fino a Milano.
In questa pagina vengono descritti circa i 3/5 dell'intero percorso,
che non è stato completato oltre Torriglia causa maltempo sul
versante ligure.
Accesso
Varzi è raggiungibile da Voghera in
circa 50 minuti di bus della Sapo (www.sapo.191.it).
La stazione degli autobus di Voghera è vicinissima a quella ferroviaria
(uscendo dalla stazione, subito a sinistra). Voghera è nodo ferroviario
importante (linee Genova-Milano, Torino-Bologna) ed è quindi
servita da numerosi treni.
Itinerario
Dalla Piazza della Fiera di Varzi (416 m)(foto
1), dove ferma il bus, tornare indietro cinquanta metri fino al ponte
sullo Staffora. Imboccare il ponte, a sinistra, e oltrepassato lo Staffora
abbandonare subito l'asfalto per uno sterrato, a sinistra, che risale
il torrente, costeggiandolo (segno bianco-rosso, paline e cartelli "Via
del Sale")(foto 2).
Dopo poco più di un chilometro di sterrato lungo il fiume ci
si inerpica per ripido sentiero che risale lungo le arenarie fino ad
incontrare una mulattiera che sale da sinistra (0.45) e, poco dopo,
si giunge al borgo di Monteforte (1.00)(680 m)(fontana - acqua segnalata
non potabile)(foto 3).
Scendendo per breve tratto, sulla sinistra, ci si immette nel bosco.
In moderata salita si prosegue fino ad incontrare la strada asfaltata
(1.25), che si segue per almeno un chilometro fino a raggiungere il
paese di Castellaro (1.55)(800 m)(foto 4), che si attraversa.
Alla fine del paese, nei pressi della locanda Primola Bianca, i segni
invitano ad imboccare un ripido sterrato che sale deciso; dopo non molto
(2.20) diviene un ripido sentiero che si inoltra in un bel bosco, di
faggi prima e di larici poi, tornando ad essere ampia mulattiera prima
di incontrare una strada sterrata (foto 5) e (3.25)(1350 m) il rifugetto
di Pian della Mora (incustodito, ma aperto)(foto 6).
Da qui con ampi tornanti lo sterrato sale per verdi pascoli fino a sfiorare
la (quasi insignificante) vetta del monte Boglieglio (o Boglielio) e
un'area sosta con tavolo e panche di legno (3.45)(1492 m).
Da qui ha inizio un bel percorso di crinale, con numerosi saliscendi
(foto 7), all'inizio su sterrato poi su ampia mulattiera. Si toccano
le pendici del monte Bagnolo (costruzione in legno)(4.05)(1550 m) poi,
oltre il colle della Seppa (1485 m), la vista si apre sia (a est) sulla
alta valle Staffora che (a ovest) sulla val Curone e la dorsale Giarolo-Ebro.
Si prosegue in avvicinamento al monte Chiappo, che si risale con una
rampa finale (5.55)(1699 m)(foto 8) fino al rifugetto di vetta. Il Chiappo,
che è anche punto di arrivo di una seggiovia (da Pian del Poggio),
è la quota più elevata di tutta la traversata; il Chiappo
è il punto di incontro di tre regioni (Piemonte, Lombardia ed
Emilia Romagna), mentre una quarta (la Liguria) è solo una valle
più in là
.
Dalla vetta, su cui si trova una statua di S.Giuseppe, il panorama è
molto ampio sull'Appennino e la pianura. Verso nord, possiamo ammirare
il Boglieglio e la strada finora percorsa (foto 9), il vicino Lesima
(foto 10) e l'Ebro. Nelle giornate terse, si dice, la vista si spinge
addirittura fino al mare.
Dalla vetta del monte Chiappo si piega leggermente a destra (grosso
modo est) seguendo i segni bianco-rossi, ma già dopo pochi metri
la mulattiera si biforca: diritto si scende verso l'ampia sella della
Bocca di Crenna ed il monte Ebro (vedi
escursione), mentre a sinistra (verso, grosso modo, sud) si scende
per bellissimi prati (foto 11) verso Capanne di Cosola, costeggiando
una recinzione che si tiene a sinistra.
Giunti a Capanne di Cosola (6.20)(1479 m)(foto 12) si incontra l'asfalto
(la strada che collega val Borbera e valle Staffora) e ci si può
rifocillare (bar, ristorante e albergo) o semplicemente riempire le
borracce alla fonte che si incontra poco prima, sulla sinistra.
Da qui in poi non c'è più la cartellonistica della Via
del Sale, ma soccorrono comunque i segni bianco-rossi (il sentiero è
il n.101), che dall'albergo fanno imboccare la sottostante stradina
asfaltata (direzione Artana / Bogli) che taglia in leggera discesa,
ma che si abbandona ben presto per prendere, sulla destra, un sentiero
che per prati e boschetti si eleva gradatamente fino ad uscire allo
scoperto (foto 13) sulle pendici del monte Cavalmurone, che si raggiunge
(7.10)(1670 m) (foto 14). Dopo altro ripido saliscendi in breve si sfiora
la vetta del Legnà (7.20)(1669 m)(vedi
escursione), prima di iniziare una ripida discesa che, continuando
a costeggiare una recinzione metallica, conduce ad una sella e quindi
in un bosco.
Il sentiero passa nel bosco sul versante est (sinistro) e risale, con
un tratto a tornanti, fino a riemergere, questa volta a destra (ovest)
del Poggio Rondino (1630 m), con bel percorso semi-pianeggiante che
offre una bella vista sul monte Carmo (1640 m) (foto 15).
Si arriva (8.40) sotto la rampa terminale del monte Carmo; tuttavia
il segno bianco-rosso fa trascurare sia la ripida traccia che raggiunge
per cresta erbosa la vetta, sia la comoda mulattiera-sterrata che taglia
il monte sul versante ovest, per condurci invece di nuovo sul versante
orientale, nel bosco, con percorso a saliscendi che offre belle viste
sulla costiera del non distante monte Alfeo.
Dopo poco, infatti (8.50) si oltrepassa un bivio proprio per il monte
Alfeo (sentiero n.119, segno bianco-rosso); continuando sul nostro 101,
anch'esso segnato in bianco-rosso, si inizia a scendere su ampia mulattiera
nel bosco fino a raggiungere le Capanne di Carrega (9.10)(1367 m), dove
troviamo un tipico agriturismo (foto 16) e, naturalmente, la strada
asfaltata che unisce Carrega Ligure (in Val Borbera) a Fascia e Propata.
Si segue l'asfalto verso sinistra, in salita, per un centinaio di metri;
si incontra subito il cartello che ci informa del nostra ingresso nella
Provincia di Genova, e una palina in legno che indica il sentiero per
il monte Antola (dato a due ore; segnavia: due cerchi gialli pieni).
Per prati e boschi, in moderata ma costante salita, oltre ai consueti
saliscendi, si raggiunge il caratteristico (ma sinistro, sul far della
sera) passo delle Tre Croci (10.25)(1565 m), e da qui, seguendo sia
i due cerchi gialli pieni che un triangolo giallo pieno si guadagna,
dopo un colletto, anche la vetta del monte Antola (11.05)(1597 m).
Dalla vetta dell'Antola, seguendo il crinale ed i due cerchi gialli
pieni, si scende in dieci minuti a Case Antola e da qui, trascurando
il sentiero di destra (che scende a Crocefieschi: vedi
escursione) si prende a sinistra, e in altri dieci minuti di percorso
nel bosco si arriva al bivio per il vicino (nuovo) rifugio del Monte
Antola (1460 m), dove noi abbiamo pernottato.
Il percorso continua, sempre nel bosco, con squarci tra gli alberi che
di tanto in tanto offrono belle vedure sul versante del lago del Brugneto
(foto 17); il sentiero passa quindi sul versante Val Brevenna quindi,
raggiunto un colletto, diviene una ripida mulattiera che scende a Donetta
(1000 m) prima e a Torriglia (769 m) poi, sbucando proprio nei pressi
della stazione degli autobus (calcolare circa 2 ore dal rifugio a Torriglia).
Commento
Se si intende percorrere interamente la Via
del Sale, consiglio vivamente di dare un'occhiata al sito http://digilander.libero.it/OSTANI/,
che è una vera miniera di informazioni. Le più sensate
riguardano senz'altro la divisione dell'itinerario in tre tappe (cioè
tre giorni), con pernottamenti suggeriti a Capanne di Cosola e a Torriglia.
Noi avevamo invece previsto di effettuare la traversata in soli 2 giorni,
pernottando appunto al Rifugio dell'Antola, ma in effetti è (sarebbe)
stata una sfacchinata terribile: contate almeno 10 ore di cammino ciascun
dei due giorni. Ci vogliono quindi giornate lunghe, ma non troppo calde
(micidiale sarebbe la prima parte dell'itinerario, con la salita al
Bogleglio): è probabilmente la prima metà del mese di
maggio il momento migliore per effettuare la traversata.
L'orientamento nel complesso è piuttosto semplice. Nella parte
da Varzi a Capanne di Cosola c'è una cartellonistica nuova di
zecca, fatta di paline ad hoc e segnavie (vedi foto); mentre da Cosola
all'Antola il percorso è comunque ben segnato con segnavia bianco-rossi
o altri specifici, e fino a dove noi abbiamo camminato (Torriglia) direi
che non ci sono problemi di sorta. Mi è stato riferito però
che nell'ultima parte le cose non vanno altrettanto lisce.
Una nota dolente sono invece le cartine. La parte da
Varzi al monte Boglielio non mi risulta sia coperta da nessuna cartina
attualmente in commercio. Dal Boglieglio al Carmo soccorre la cartina
della Comunità Montana delle Valli Borbera, Spinti etc; oltre,
per la parte tra xxx e xxx c'è la Cartina del Parco dell'Antola;
la parte di percorso che arriva al mare è invece coperta o dalla
cartina FIE della Provincia di Genova (1:100000) oppure dai fogli (1:25000)
della Multigraphic.
Escursioni collegate
Nella stessa zona:
incrociano / toccano punti del percorso:
- Antola (da Crocefieschi)
- Ebro e Chiappo (da Piuzzo)
- Cavalmurone e Legną (anello
da Daglio)
altri:
- Alfeo
- Ebro (da Cabella Ligure, via Pobbio)
- Giarolo (da Cantalupo Ligure)
- Giarolo (da Giarolo)
- Lesima
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